La questione animale: la denuncia di Sinigaglia nel suo giallo “Strage silenziosa”

Era il 1975 quando, con Liberazione animale, Peter Singer si schierava contro la disumanità nei confronti degli animali. Da allora sono passati 42 anni e la contestazione contro lo specismo, ossia l’attribuzione di una superiorità alla specie umana rispetto a quella animale, non si è placata: all’opposto, col tempo ha raccolto sempre più sostenitori.Tra i vari, vi è Sergio Sinigaglia, giornalista e libraio, di origini marchigiane. Egli, ospite della rassegna Enolibri ospitata al TPO (Teatro Polivalente Occupato) di Bologna, lo scorso venerdì 24 marzo, ha presentato il libro Strage silenziosa. Qui, in compagnia del giornalista Davide Turrini e del rappresentante di “essere animali” Sergio Marchese, ha discusso di alcune delle tematiche sul mondo animale.

Un giallo per i diritti dell’animale

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Credits photo: anconatoday.it

Il suo giallo esprime, infatti, una forte denuncia contro una società fortemente antropocentrica: questo elemento ha reso così la trama subito – forse anche perché il protagonista è figlio di padre comunista – il punto di inizio per sviscerare il rapporto tra la sensibilità verso i diritti dell’animale e l’impegno degli schieramenti della sinistra nei confronti della stessa. Un mea culpa per la scarsa attenzione donata a questa problematica da parte degli esponenti che, per ideologia storica, avrebbero dovuto prodigarsi maggiormente a favore dell’emancipazione di queste minoranze. Questo, secondo quanto affermato Sergio Marchese di Essere Animali, rende il giallo in questione un’eccezione alla regola rispetto alla trascuratezza verso il mondo animale.

Tuttavia occorre sottolineare che la sensibilità dell’autore verso la tematica è condizionata dalla decisione presa 7 anni fa di diventare vegetariano. Una scelta sempre più diffusa in Italia, tant’è che le ultime stime registrano che l’8% della popolazione non mangia carne né pesce. Questo nuovo stile di vita dello scrittore, insieme al suo interesse storico per le lotte negli ambienti sociali, spiegano così uno dei fini di Strage silenziosa: creare un binomio tra le irruzioni che si compiono nei centri sociali – location scelta non a caso per la presentazione – e le azioni violente messe in atto per liberare gli animali.

Nel libro, che ha come protagonista un commissario di nome Toni Biondi, che tenta di risolvere quattro omicidi, descrive infatti alcune scene di azione violenta, tra cui quella di un irruzione in un canile. L’episodio ricorda uno degli episodi più noti di “lotta” per la liberazione animale, quello della struttura di Green Hill, che mirava a far scappare migliaia di beagle pronti ad essere vivisezionati. In quell’occasione come nel libro, i manifestanti hanno scagliato sassi contro questo edificio.

La politica a favore dell’animale

Il punto della questione rimane però sempre lo stesso, perché la sinistra si è impegnata così poco per i diritti dell’animale? È una domanda che per autore, presentatori e pubblico non ha risposta. Rimandando questa questione, si può andare a vedere che cosa fa oggi la politica a favore dell’animale. Partendo dall’Italia, il Governo Gentiloni ha recentemente approvato una legge che offre, a chi possiede un animale, un sussidio annuo che copra le maggiori spese di mantenimento. In questo modo si è inteso evitare l’abbandono degli animali da compagnia e aiutare le famiglie a prendersene cura.

Allo stesso tempo, nell’area metropolitana di Bologna, retta dal sindaco di centro sinistra Virginio Merola, è stato promulgato il Pronto soccorso veterinario rivolto agli animali di affezione (cani e gatti) vittime di incidenti stradali. Il conducente, che per legge dal 2010 è obbligato al soccorso dell’animale ferito, potrà dunque continuare a rivolgersi a questo servizio per prevenire la morte dell’animale.

L’immagine surreale dell’animale

Quest’ultima scelta politica riconduce alla conclusione del libro. Come l’autore stesso ha affermato, l’idea è nata da un’immagine surreale cui ha assistito mentre transitava su una strada a quattro corsie. Qui un giorno ha visto un gatto che riposava acquattato nella posizione della sfinge nella parte a doppie strisce, incurante delle macchine che lo sfioravano; subito dopo, sulla via del ritorno, Sinigaglia ha cercato di nuovo l’animale che, come sospettava, giaceva nello stesso punto, ma stavolta senza vita.

Un episodio, che lascia al lettore una tematica sociale su cui riflettere, dopo aver sfogliato l’ultima pagina di Strage silenziosa.

Maria Grazia Sanna

Nata a Sassari il 14/08/1991, attualmente studio Comunicazione pubblica e d'impresa a Bologna e scrivo per Social News cercando di trovare connubio tra teoria e pratica. Appassionata di viaggi, cultura e politiche, ricerco sempre nuovi stimoli nelle esperienze quotidiane e in quelle all'estero. Ho vissuto in Francia come tirocinante, in Belgio come studentessa Erasmus e a Londra come ragazza alla pari ma questo è solo l'inizio. 

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