La musica è vicina a chi soffre

Quando i miei amici mi chiedono come io possa partecipare a Telethon, una maratona di sessanta e più ore in diretta tv, la risposta è facile: ‘Voi non capite! Io non vedo l’ora. Sono in televisione a svolgere ciò che più amo per aiutare la ricerca e donare speranza ad alcune persone che soffrono’.

Essere testimonial a favore di Telethon ha assunto per me il significato di avvicinarmi al cuore vero e pulsante dell’umanità. Ricordo una grande energia nell’aria, qualcosa di bello, tenero, delicato. Il mio primo pensiero va ai genitori delle persone che vivono sulla propria pelle i segni delle malattie genetiche. Persone dagli occhi che brillano. Affrontano la sofferenza dei propri figli con una forza, una dignità ed un coraggio che ogni volta mi lasciano senza parole. Vorrei che la società mettesse queste famiglie nelle migliori condizioni possibili, e che si impegnasse nella ricerca scientifica, con urgenza. Nella musica, nella sua forza comunicativa, nella sua capacità, se non curativa, almeno lenitiva, io credo davvero. Avete visto il film Incontri ravvicinati del terzo tipo? Ricordate qual sia l’unico linguaggio con cui gli esseri umani riescono a comunicare con gli alieni? Non si tratta solo di una trovata cinematografica. La musica costituisce davvero un linguaggio universale. In questa lettura del celebre film di Steven Spielberg c’è tutta la mia passione per un’attività che va ben oltre il lavoro. Qualche tempo fa mi è capitato tra le mani un giornale che parlava proprio di questo. Nell’articolo, ho letto che l’ascolto diviene un’eccellente terapia anche per combattere la depressione. Ne allevia le sofferenze. Non solo. Più avanti diceva una cosa bellissima: “…tra le musiche che fanno bene, c’è anche quella di Paolo Belli”. Al di là del fatto personale, che mi ha riempito d’orgoglio, l’affermazione non mi ha sorpreso. La mia musica possiede sicuramente qualcosa di potente, di magico. All’estero, prima di salire sul palco per un concerto, mi sono chiesto più di una volta: “La maggior parte delle persone venute a sentirmi non conosce la lingua. Non capirà una parola delle mie canzoni. Piaceranno? Non piaceranno? Chissà come andrà la serata?” Invece, ogni volta si scatena una grande energia. Tutti cantano, ballano, si emozionano. La sola risposta che mi posso dare è che a scatenare tutto questo sia proprio la forza della musica: è quasi un’energia indipendente. Ognuno può fornire la propria spiegazione. Per qualcuno la musica è la voce di Dio, per altri è il linguaggio di un’entità superiore. Per altri, ancora, si tratta di una grande energia cosmica. Non sta a me formulare una risposta, ma una cosa è certa: la musica è qualcosa di straordinario che viene dall’alto. E, se si tratta di un dono divino, il minimo che si possa fare è “usarlo” al meglio. Ci ho provato non molto tempo fa, quando sono stato contattato dalla famiglia di un ragazzo, mio grande fan, che aveva subito un grave incidente. Era in coma.

Dopo aver provato tante altre strade, nel tentativo di aiutarlo a svegliarsi, i genitori mi hanno chiesto di andare a trovarlo. L’ho fatto. Ho parlato con lui e gli ho cantato una canzone. Dopo qualche giorno, questo ragazzo ha cominciato a dare chiari segni di miglioramento. È stata una grande gioia. Mi ha confermato di essere veramente un privilegiato. Se mi si chiede di cantare e suonare per una causa importante, non posso quindi che essere felice. Quando i miei amici mi chiedono come io possa partecipare a Telethon, una maratona di sessanta e più ore in diretta tv, la risposta è facile: “Voi non capite! Io non vedo l’ora. Quando arriva il momento della maratona, spero con tutto il cuore che l’organizzazione di Telethon mi chiami. Sono in televisione a svolgere ciò che più amo per aiutare la ricerca e donare la speranza ad alcune persone che soffrono. E poi, particolare che per un artista è fondamentale, godo di tutta la libertà che desidero. Il tutto in un clima bellissimo, di grande emozione. È come vincere un’Olimpiade”. Senza contare che, tra le persone affette da una malattia genetica ed i ricercatori, ho la fortuna di conoscere uomini e donne straordinari. Come faccio a non essere super motivato?

Paolo Belli
Cantante e showman italiano Telethon

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Massimiliano Fanni Canelles
Massimiliano Fanni Canelles Head of CAD Nephrology and Dialysis, Health Department with University of Udine Adj. Professor in Alma Mater University in Bologna of International Cooperation Editor of SocialNews Magazine President of Auxilia Foundation Twitter. @fannicanelles Instagram @fannicanelles

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