Il prezzo della benzina tra accise e folclore

Nel documento “ALIQUOTE DI IMPOSTA VIGENTI NEL SETTORE DELLE ACCISE” aggiornato al 1° gennaio 2017, che si trova facilmente sul sito www.agenziadoganemonopoli.gov.it, vedi anche la Legge n.288 del 24 dicembre 2012, leggiamo che le aliquote di accisa sono fissate sulla benzina a Euro 728.40 per mille litri.

Per conoscenza, vediamo brevemente altre accise ad uso carburazione:

Petrolio lampante o cherosene: € 337,49064 per mille litri.

Oli da gas o gasolio: € 617,40 per mille litri.

Gas di petrolio liquefatti (GPL): € 267,77 per mille kg.

prezzo benzina accise

Che cose è un’accisa (sulla benzina)?

L’autorevole enciclopedia Treccani ci dice che è un “tributo indiretto applicato sulla produzione o sul consumo di determinati beni”. Successivamente leggiamo anche che “l’imposta è calcolata applicando alla base imponibile (quantità di prodotto immessa in consumo) un’aliquota (che può essere fissa o proporzionale)”. In pratica, si parla dunque di tributo e di imposta; in parole povere una tassa che consente un gettito costante per lo Stato applicata su un prodotto di largo consumo.

C’è anche un lato folkloristico alla vicenda.

Di seguito, l’elenco delle 17 tasse, che ci perseguitano da circa 82 anni, e che compongono parte dell’accisa sulla benzina:

  • € 0,000981: finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
  • € 0,00723: finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • € 0,00516: ricostruzione post disastro del Vajont del 1963;
  • € 0,00516: ricostruzione post alluvione di Firenze del 1966;
  • € 0,00516: ricostruzione post terremoto del Belice del 1968;
  • € 0,0511: ricostruzione post terremoto del Friuli del 1976;
  • € 0,0387: ricostruzione post terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • € 0,106: finanziamento della guerra in Libano del 1983;
  • € 0,0114: finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • € 0,02: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • € 0,005: acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • € 0,0051: terremoto dell’Aquila del 2009;
  • € 0,0073: finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali nel 2011;
  • € 0,04: arrivo di migranti dopo la crisi libica del 2011, la cosiddetta “Emergenza Nord Africa”;
  • € 0,0089: alluvione in Liguria e Toscana nel novembre 2011;
  • € 0,082: decreto “Salva Italia” del governo Monti nel dicembre 2011;
  • € 0,02: finanziamento post terremoti dell’Emilia del 2012.

A tale elenco pari a 0.4191 euro al litro (o 419.19 euro per mille litri) occorre aggiungere l’imposta di fabbricazione sui carburanti per raggiungere i 728.40 euro per mille litri o 0.7284 euro al litro.

Le sorprese non sono finite…

Vediamo da vicino che cosa paghiamo effettivamente quando facciamo rifornimento.

Come si determina il prezzo della benzina?

Al giorno 4 marzo 2017, il prezzo medio della benzina in Italia era di 1.553 euro al litro.

Il prezzo finito cliente è: (prezzo di costo + accise )*1.22 dove 0.22 rappresenta l’Iva al 22%.

Infatti, avete capito bene, paghiamo anche una tassa (sul valore aggiunto) sua una tassa (accisa).

Pertanto, il prezzo del costo del carburante (incluso il margine) è pari a 0.545 euro circa al litro, l’accisa 0.728 euro, l’Iva 0.280 euro per il totale di 1.553 euro al litro. Ne deriva che il 35.06% del prezzo di un litro di benzina rappresenta il prezzo di costo ed il margine del produttore, mentre il restante 64.94% le tasse (accise + Iva) che paghiamo.

Anche se il prezzo di costo della benzina dovesse dimezzarsi a 0.273 euro al litro, noi la pagheremo lo stesso 1.221 euro al momento del rifornimento con una percentuale delle tasse che salirebbe al 77.68% per effetti dell’accisa fissa di 0.728 euro e dell’Iva al 22%.

Possiamo cercare di ricavare le stesse informazioni per il gasolio. Sempre al giorno 4 marzo 2017, il prezzo medio del gasolio in Italia era di 1.339 euro al litro. Otteniamo quindi un prezzo di costo (incluso il margine) di 0.48 euro al litro, 0.617 euro di accise e 0.214 d’Iva. In questo caso, il 35.86% del prezzo di un litro di gasolio rappresenta il prezzo di costo ed il margine del produttore, mentre il restante 64.14% le tasse (accise + Iva) che paghiamo. La sostanza cambia poco.

Abbiamo analizzato obiettivamente la composizione del prezzo della benzina e ne deriva qualche osservazione.

Basterebbe, forse con estrema facilità, inserire una 18° voce nell’elenco delle accise, o modificare l’importo di una già esistente, per ottenere un gettito immediato, certo e costante nel tempo per lo Stato.

Se l’Iva non si applicasse anche alle accise, il prezzo della benzina passerebbe da 1.553 euro a 1.393 euro al litro e quello del gasolio da 1.339 euro a 1.203 euro.

Che si tratti di benzina o gasolio, il peso delle tasse supera il 64%. Pertanto, un calo dei prezzi di produzione avrò un impatto molto contenuto sul prezzo al pubblico.

Nel 2025 l’Olanda dovrebbe vietare la vendita di auto a benzina e a gasolio. Quindi il problema del “caro benzina” è risolto? Non penso proprio. Le accise si sposteranno sui prossimi carburanti, anche se forse progressivamente.

Facciamoci coraggio; secondo globalpetrolprices.com, a fine febbraio e su un paniere di 170 paesi, il prezzo medio della benzina era superiore a quello dell’Italia in “soli” 7 paesi, ma pure sempre 7…, ossia Grecia, Monaco, Paesi Bassi, Israele, Norvegia, Islanda e Hong Kong.

 

Giovanni Maiani
Appassionato di matematica e statistica da quando era sedicenne approfondisce l’analisi finanziaria (analisi tecnica, fondamentale e macroeconomica) sino a proficue collaborazioni professionali nell’editoria nazionale ed internazionale quali, dal 1994, Borsa&Finanza per il quale ricopre il ruolo di supervisore dell’ufficio studi, Dow Jones Telerate, Finanza&Mercati e pubblica studi originali su Stock&Commodities, Patrimoni, Investire, Fondi&Sicav e molte altre testate locali. Da alcuni anni è collaboratore di un importante istituto di credito, cura un suo blog personale http://giovannimaiani.blogspot.com/ e pubblica alcuni studi propri sul quaderno ufficiale della Siat per la quale è riferimento locale per San Marino.

Giovanni Maiani

Appassionato di matematica e statistica da quando era sedicenne approfondisce l’analisi finanziaria (analisi tecnica, fondamentale e macroeconomica) sino a proficue collaborazioni professionali nell’editoria nazionale ed internazionale quali, dal 1994, Borsa&Finanza per il quale ricopre il ruolo di supervisore dell’ufficio studi, Dow Jones Telerate, Finanza&Mercati e pubblica studi originali su Stock&Commodities, Patrimoni, Investire, Fondi&Sicav e molte altre testate locali. Da alcuni anni è collaboratore di un importante istituto di credito, cura un suo blog personale http://giovannimaiani.blogspot.com/ e pubblica alcuni studi propri sul quaderno ufficiale della Siat per la quale è riferimento locale per San Marino. 

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