Un altro chiodo nella bara della psichiatria

Un altro chiodo nella bara della psichiatria. L’agenzia governativa  ammette: Non esiste nessuna misura di laboratorio oggettiva per disturbi mentali.
Basta con le notizie false.

8 Luglio 2014 ,a cura di Jon Rappoport

Come i miei lettori sanno, ho messo insieme una moltitudine di casi contro la psichiatria. Non è una scienza. Non ci và nemmeno vicino. E’ una bufala.

La bibbia della professione, il Manuale Diagnostico e Statistico per i Disturbi Mentali (DSM), elenca circa 300 disturbi mentali separati e distinti. Tuttavia, per nessuno di questi esiste un test fisico definito per la diagnosi. Nessun esame del sangue, nessun test delle urine, nessun test del capello, radiologico o genetico.

Ecco un altro enorme chiodo nella bara. E’ stato piantato a martellate direttamente dai responsabili dell’istituzione che di solito difende l’establishment psichiatrico. Ma non questa volta.

Il 29 aprile 2013 sul sito web dell’Istituto Nazionale di Salute Mentale (NIMH), il Direttore Thomas Insel, la massima autorità USA nel campo della salute mentale, ha pubblicato un commento nel blog: “Trasformare la Diagnosi” scrivendo:
“Tra poche settimane, l’Associazione Psichiatrica Americana pubblicherà la sua nuova edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) …
“La forza di ciascuna delle edizioni del DSM è stata l’affidabilità – ogni edizione ha fatto sì che i medici usassero gli stessi termini con le stesse modalità. La debolezza è la mancanza di validità. A differenza delle nostre definizioni di cardiopatia ischemica, linfoma, o AIDS, le diagnosi del DSM si basano su un insieme di sintomi clinici, non di obiettive misure di laboratorio. “
http://www.nimh.nih.gov/about/director/2013/transforming-diagnosis.shtml

Non so se qualcuno ci abbia fatto caso, ma questa è una vera e propria condanna a morte. Sarebbe come se la massima carica giudiziaria dichiarasse in pubblico che tutti i procedimenti penali, da 70 anni a questa parte, erano fondati su prove fasulle.

Se voi o vostro figlio vi trovaste  mai in presenza di uno psichiatra che si alza impettito, fa una diagnosi, e cerca di imporvi i farmaci, la dichiarazione di Thomas Insel potrebbe tornarvi utile, Spiegate allo strizzacervelli chi è Insel, e leggete la sua dichiarazione ad alta voce, nello stile sobrio e cupo di un impresario di pompe funebri. Idem con un insegnante, un consulente scolastico, uno psicologo o preside che crede di sapere qualche cosa riguardo la “salute mentale”.

Non dobbiamo forse aiutare ad educare i male informati?  Non è forse un nostro dovere civico quello di raddrizzare degli idioti professionisti? La psichiatria non una scienza, ma pretende di esserlo; e questa è l’essenza di una truffa.

Immaginatevi questo: “Signora Rossi suo figlio ha un problema alla valvola cardiaca. Come faccio a saperlo? Con un paio di colleghi gli ho guardato le sopracciglia, ci siamo riuniti davanti a una birra e abbiamo deciso che dovremmo portarlo subito in chirurgia. Test diagnostici? Naturalmente no. Noi non ne facciamo. Rimuginiamo. Ci accordiamo. Siamo collusi.”.

Nell’arena della salute mentale, questo è il metodo della psichiatria.

Nominato per il premio Pulitzer, Jon Rappoport  ha lavorato come reporter investigativo per 30 anni, scrivendo articoli su politica, medicina e salute per la CBS Healthwatch, LA Weekly, Spin Magazine, Stern e altri giornali e riviste negli Stati Uniti e in Europa. Rappoport ha tenuto conferenze e seminari su politica globale, salute, logica e potere creativo al pubblico di tutto il mondo.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Email info@ccdu.org
www.ccdu.org

Fonte articolo: http://jonrappoport.wordpress.com/2014/07/08/another-giant-nail-in-the-coffin-of-psychiatry/

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