Ripensare il sistema educativo

Giorgia Meloni

La grande sfida che ci attende è, dunque, eliminare le differenze di trattamento che esistono tra lavoratori, per far in modo che le esigenze di flessibilità richieste dall’economia, siano equamente suddivise tra tutti.

L’Italia è una Nazione ricca di risorse, fatta di persone capaci e preparate. In un momento di grandi cambiamenti come quello che stiamo attraversando, non solo a livello nazionale, ha bisogno di essere guidata per trovare lo slancio necessario a non disperdere le proprie energie. Un Paese conosciuto in tutto il mondo per le sue eccellenze e che ogni anno vede centinaia, migliaia di giovani cercare la propria realizzazione professionale oltre confine. Energie fresche che stiamo perdendo, giorno dopo giorno, spingendole a lavorare all’estero, dove ci sono meno gabbie e più riconoscimenti.
È nel rispetto di questa enorme risorsa che l’Italia deve compiere un salto di qualità. Deve superare quelle barriere ideologiche che impediscono ai giovani, e non solo ad essi, di essere inseriti e tutelati nel mercato del lavoro e che mettono un freno al loro futuro.
Certamente, la crescita economica rappresenta la condizione necessaria per ridurre la disoccupazione. Quando le aziende chiudono, non esiste forma di mercato del lavoro che possa tutelare. Anzi, il mancato adeguamento alle nuove esigenze dell’economia mondiale ha fatto si che fosse reputato tollerabile piegare i contratti atipici, nati per esigenze di altro tipo, alle esigenze di flessibilità del sistema economico.
La grande sfida che ci attende è, dunque, quella di eliminare le differenze di trattamento tra lavoratori, per far in modo che le esigenze di flessibilità richieste dall’economia siano equamente suddivise tra tutti. È tempo che il nostro popolo riscopra la solidarietà che gli è propria e torni ad agire come una vera comunità nazionale, che protegge e tutela tutti i cittadini, senza ingiustificate differenziazioni. Per fare ciò è necessario attribuire priorità ad obiettivi chiari e realizzabili. Penso alla riduzione del cuneo fiscale nei primi anni di assunzione di un nuovo lavoratore, al rafforzamento dell’apprendistato quale strumento di accesso al mercato, all’orientamento ed all’educazione all’imprenditorialità nelle materie scolastiche, al miglioramento degli strumenti di collegamento tra scuola, Università e mondo del lavoro.
Obiettivi che devono andare di pari passo con la conclusione di una riforma attesa da anni, secondo il principio dei pari diritti di tutti i lavoratori e con l’apertura e l’incentivazione al ricorso della contrattazione aziendale, di distretto o territorio per garantire risposte puntuali e meno vincolate alla visione centralizzante del conservatorismo sindacale. Così come occorre correggere il disallineamento tra domanda ed offerta, tra percorso formativo intrapreso da molti giovani e reali conoscenze richieste dalle aziende.
Perché possa ricostruire il proprio futuro, l’Italia deve ripensare anche il proprio sistema educativo. La scuola, l’Università e la ricerca, anche secondo Fratelli d’Italia, devono tornare ad occupare quel ruolo centrale di formazione della persona che fa di esse un fattore insostituibile per lo sviluppo culturale e professionale della Nazione.
È necessario che siano aggrediti gli sprechi ed i privilegi per onorare la didattica, la ricerca ed il ruolo attivo nello sviluppo del territorio, indispensabili per la crescita del Paese. Occorre rafforzare il legame tra sistema formativo ed impresa e rivalutare la cultura umanistica, uno degli strumenti di crescita più importanti, così come appare fondamentale ridurre il tempo per il conseguimento dei titoli professionali, ancora eccessivamente lungo rispetto agli altri Stati occidentali, che rappresenta un grave svantaggio di competitività.
Non si tratta solo di una questione di finanziamenti, ma anche di qualità della spesa e di capacità progettuale. Prioritario il lavoro, per attribuire valore alla formazione universitaria e trasformare in beni tangibili la ricerca degli Italiani che brilla a livello internazionale. Al riguardo, abbiamo bisogno di cinque pilastri: meritocrazia, valutazione, trasparenza, qualità ed innovazione.
Queste devono essere le parole d’ordine da declinare in tutti i settori in cui si articola il nostro sistema di istruzione e formazione. Per questo abbiamo dato vita a Fratelli d’Italia, per costruire una società fondata sulla conoscenza, sulla cultura e sull’educazione, in grado di sfruttare a pieno preparazione e doti che oggi, invece, sono disperse. Il nostro Paese deve tornare ad affermarsi e ad essere competitivo con le altre realtà, forte del proprio know-how.

Giorgia Meloni
Deputato della Repubblica, già Ministro della Gioventù

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