Ora è il momento delle certezze

Rino Monaco

Il numero delle persone scomparse, aggiornato al 31 maggio di quest’anno, è di 29.530. Di queste 3.927 sono minori da 0 a 13 anni e 7.867 da 14 a 17 anni. Bisogna a questo punto migliorare l’elaborazione dei dati, il coordinamento tra i vari organismi ed istituzioni competenti e la collaborazione con l’Unione Europea e le Nazioni Unite

Nel nostro paese il dramma delle persone scomparse, solo negli ultimi tempi, è emerso con forza all’attenzione dell’opinione pubblica, delle istituzioni e delle Autorità di governo. Determinanti sono state alcune associazioni di familiari di scomparsi, in particolare Penelope, costituitasi nel dicembre del 2002 per iniziativa di Eligio Claps, fratello di Elisa, scomparsa a Potenza nel 1993 quando aveva 16 anni, e presieduta dall’On.le Elisa Pozza Tasca. Queste associazioni hanno, con grande determinazione, evidenziato la particolare, drammatica situazione vissuta dalle famiglie degli scomparsi: “La scomparsa di una persona è una sospensione di vita, non è viva non è morta, è un limbo”, è una ferita che non guarisce mai. Il 4 gennaio di quest’anno, il Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, mi ha affidato l’incarico di approfondire gli aspetti organizzativi per istituire una struttura con compiti di coordinamento tra i vari soggetti pubblici e privati che operano sulla complessa tematica delle persone scomparse e di analisi comparate con le realtà internazionali sulla stessa fenomenologia.

Da questo studio ed anche sulla base di mie pregresse esperienze professionali, mi è apparso evidente che le discrasie determinatesi nel corso degli anni nella gestione del fenomeno fossero quasi del tutto da attribuire ad una elaborazione dei relativi dati non particolarmente accurata ed anche ad un non puntuale raccordo e coordinamento tra i vari organismi ed istituzioni competenti nella trattazione della diversificata e complessa casistica della materia. Altro aspetto, non trascurabile, che si è evidenziato, è che 0numerosi casi di scomparsi non sono ascrivibili alla diretta competenza delle Forze di Polizia. Uno dei primi dati che mi è apparso assolutamente abnorme è il numero delle persone scomparse, aggiornato al 31 maggio di quest’anno, 29.530. L’ultima analisi effettuata dal Servizio per il Sistema Informatico Interforze della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della P.S., poi specifica che di queste persone 3.927 sono minori da 0 a 13 anni; 7.867 da 14 a 17 anni e così via. Sono numeri elevatissimi ed allarmanti, ma dalla stessa analisi non si riesce a cogliere i motivi delle scomparse e quindi leggere i dati in modo mirato. Tra l’altro tra i vari casi vi sono quelli di minori sottratti da un coniuge, spesso originario di altro paese, e condotti all’estero; di minori di etnia rom, sorpresi a mendicare dalle Forze di Polizia e condotti da queste presso istituti di accoglienza minorile e successivamente allontanatisi per ignota destinazione; minori scomparsi in Paesi esteri ed inseriti dall’Interpol tra i ricercati anche in Italia.

Come si ha modo di vedere si tratta di dati da “scremare” per avere una diagnosi esatta sul fenomeno al fine di poter poi individuare le misure più efficaci per contrastarlo adeguatamente. è da dire che nel caso di una scomparsa di minore l’episodio non resta relegato alle ultime pagine; ma è riportato con grande evidenza da mezzi di informazione. Mi riferisco, fra tutti, ai casi più recenti come quelli dei fratellini Francesco e Salvatore Pappalardi di Gravina di Puglia, della piccola Denise Pipitone e andando più indietro di Angela Celentano. Tra le pieghe di alcune scomparse di minori extracomunitari e rom, di cui non si sono occupati i mass-media, si potrebbero nascondere fatti delittuosi quali pedofilia e traffico di organi. Ma proprio per la impossibilità di effettuare uno studio accurato di tali casi, non è possibile che fare mere ipotesi. Il 15 giugno u.s. il Consiglio dei Ministri mi ha nominato Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse. L’attribuzione di tale responsabilità, di cui sento l’onere, ma anche l’entusiasmo per poter dare più certezza a tanti familiari degli scomparsi, mi darà la possibilità di istituire una struttura con i seguenti compiti:

a) Raccordo e coordinamento operativo dei soggetti interessati a vario titolo al fenomeno delle persone scomparse, ivi compresa la loro ricerca, con la conseguente acquisizione in tempo reale di ogni denuncia presentata alle Forze di Polizia. Collegamenti con i rappresentanti del Ministero della Sanità, degli Affari Sociali, dei Dipartimenti della P.S. e della Protezione Civile e delle Associazioni operanti nel settore per attuare, con la massima sinergia, ogni necessario approfondimento nelle relative attività ed adottare linee operative incisive con gli appropriati protocolli allo scopo di ottimizzare il perseguimento degli obiettivi prefissati;

b) Back-up e/o accesso al Centro Elaborazione Dati del Dipartimento della P.S. per uno studio analitico dei dati in esame con apposite metodologie informatiche; raccolta ed elaborazione dei dati relativi a cadaveri dei quali non si è accertata l’identità, forniti dalla Polizia mortuaria; sperimentazione di strumenti ed apparecchiature di localizzazione di persone per il loro eventuale utilizzo;

c) Coordinamento con gli organizzatori dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite, nonché con gli altri enti competenti in materia di Paesi esteri, per comparare le diverse legislazioni, nonché le strategie attuate nello specifico settore.

Come appare evidente la struttura interessata è ideata con funzioni in “progress” al fine di potersi evolvere in riferimento alle esperienze man mano maturate.
Non credo che la struttura, della quale ho tratteggiato le linee operative, possa dare in tempi brevi risposte esaustive alla collettività su tale complessa tematica. è certo però che in futuro si potrà fornire un quadro analitico di numeri imponenti degli scomparsi, elaborando terapie adeguate per riportare il fenomeno ad aspetti fisiologici e non più patologici. Sono altresì sicuro che in tale complessa ed articolata attività, saprò dare il contributo del mio impegno più forte e di totale determinazione.

Rino Monaco
Prefetto. Commissario Straordinario del Governo
per le Persone Scomparse

Massimiliano Fanni Canelles

Viceprimario al reparto di Accettazione ed Emergenza dell'Ospedale ¨Franz Tappeiner¨di Merano nella Südtiroler Sanitätsbetrieb – Azienda sanitaria dell'Alto Adige – da giugno 2019. Attualmente in prima linea nella gestione clinica e nell'organizzazione per l'emergenza Coronavirus. In particolare responsabile del reparto di infettivi e semi – intensiva del Pronto Soccorso dell'ospedale di Merano. 

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