Interferenze virali

Foto di Arek Socha da Pixabay

Il virus è un organismo difficilmente classificabile. È una scatola che contiene un codice genetico. Può essere inserito in una ipotetica linea di confine fra il regno animale e minerale. Non può essere considerato un essere vivente a tutti gli effetti perché non è in grado di riprodursi, o almeno si può riprodurre solo a certe condizioni grazie ai sistemi biologici di altri esseri viventi. In genere utilizza una cellula nella quale inietta il suo codice genetico. La cellula comincia così a leggere le informazioni virali, smette le funzioni per la quale è specializzata e mette a disposizione del virus i suoi sistemi di elaborazione proteica. Diventa così una madre surrogata che genera nuovi virus.

Gli scienziati da tempo cercano di capire le sinergie fra virus ed organismo umano e fra virus e virus per comprendere come prevenire le pandemie e trattare le infezioni.

In alcuni casi si è notato che i virus concorrono, in una sorta di competizione, nell’accaparrarsi le cellule da utilizzare per la loro replicazione. È il concetto di interferenza virale che è stato descritto per la prima volta negli anni ’60 quando virus “attenuati” venivano utilizzati nelle vaccinazioni. In quel periodo si è riscontrata nei vaccinati una riduzione di varie malattie virali, anche quelle per cui il vaccino non doveva servire.

L’interferenza fra virus è risultata anche da alcune ricerche recenti. Queste hanno rilevato che a bloccare l’influenza H1N1 del 2009 è stato un rinovirus. Ultimamente nella pandemia da Sars-Cov2 si è osservata una drastica riduzione dei casi di influenza a vantaggio del Covid-19. Nel 2021 i ricercatori hanno provato ad infettare delle cellule respiratorie umane con diversi virus per studiarne le dinamiche. È emerso che il virus del raffreddore inibisce la crescita e la proliferazione del Sars-Cov2. Quindi chi si ammala di raffreddore dovrebbe ammalarsi meno di covid.

Uno dei meccanismi che può spiegare questo fenomeno è la produzione di interferone da parte dell’organismo che crea un’ambiente sfavorevole alla riproduzione dei virus. Il primo che infetta può avere un vantaggio sul secondo che trova un organismo già allertato. In effetti sembra che il virus vincente sia quello che riesce a dribblare più efficacemente tutti gli ostacoli difensivi dell’organismo ed arriva a prendere possesso delle cellule, si nasconde in esse e lascia gli altri in pasto al sistema immunitario.

Il centro ricerche dell’ospedale universitario del Québec in Canada nel febbraio 2022 ha studiato il fenomeno ed ha rilevato però che quando più virus infettano contemporaneamente il tratto respiratorio le interferenze che compaiono tra virus e virus portano sia a competizioni (che selezionano il più forte) ma anche a collaborazioni che possono favorire entrambi. Gli studi sono ancora in corso ma ormai è certo che l’interferenza virale non sia solo una questione di win-lose.

Il mondo dell’infinitamente piccolo ha molte analogie con quello macroscopico. Ogni organismo attua le strategie di difesa, collaborazione e competizione con l’unico obiettivo di sopravvivere e trasmettere nel tempo le sue caratteristiche genetiche. È la dimostrazione di come l’uomo, gli animali ma anche le piante, i batteri e i virus si comportano tutti in maniera molto simile.

Massimiliano Fanni Canelles

Viceprimario al reparto di Accettazione ed Emergenza dell'Ospedale ¨Franz Tappeiner¨di Merano nella Südtiroler Sanitätsbetrieb – Azienda sanitaria dell'Alto Adige – da giugno 2019. Attualmente in prima linea nella gestione clinica e nell'organizzazione per l'emergenza Coronavirus. In particolare responsabile del reparto di infettivi e semi – intensiva del Pronto Soccorso dell'ospedale di Merano. 

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