Andrea Mazzucato

La visone neo futuristica di Andrea Mazzucato si colloca perfettamente in linea con le nuove tecnologie che hanno totalmente rivoluzionato l’espressività, rendendola più immediata e risolta nel gioco di linee, contorni e profondità del campo visivo.

Grafico di professione, artigiano per passione – come si definisce nelle note biografiche – ha saputo applicare in sinergia entrambe le inclinazioni in funzione di realizzazioni estremamente coinvolgenti, ricercando un ordine compositivo pur nell’apparente disorientamento percettivo degli elementi rappresentati.

Mazzucato è totalmente immerso nel suo tempo e, di questa contemporaneità, riflette attraverso lo specchio delle sue opere non solo le molteplici possibilità di esecuzione tecnica, ma anche la frenetica caoticità che caratterizza il contesto metropolitano di cui talvolta siamo vittime. La sua capacità ‘centrifuga’ di cogliere i dettagli ponendoli in connessione diremmo sinaptica, irrompe proprio in tale disordine rappresentando un equilibrio armonico tutto suo fra elementi anche difficilmente accostabili. Il suo sguardo ‘macchinoso’ vede oltre, in un tempo prossimo forse non lontano.

E di questo mondo certo possibile, forse auspicabile per il risolutivo senso dell’ordine, ne individua le funzionalità, i processi di sintesi architettonica, le opportunità. Realizzazioni grafiche e digitali che rispecchiano la meravigliosa complessità multidimensionale della mente nel concepire tracciati razionali dove nulla è disgiunto, tutt’altro. E forse è proprio questa la considerazione che più coinvolge ed ammalia.

Questa capacità di unire e non dividere, e di assegnare ad ogni elemento un ruolo, un programma. Nelle sintesi cromatiche delle serie Home, Oro e Nero, è pregevole la riduzione all’essenza del contrasto cromatico per esaltare la costruzione di linee e strutture articolate sul medesimo tema. E una citazione particolare va riferita alle produzioni di videoclip essenziali di questo interessantissimo talento creativo. Brevi, asciutte animazioni, talvolta con luci scarne intermittenti in cui trionfa la quintessenza di un mondo post-human automatizzato, probabile profezia non meno priva di fascino rispetto alle composizioni succitate, in cui Mazzucato centra appieno uno dei significati ultimi dell’arte: ovvero rappresentare le peculiarità del proprio tempo con uno sguardo verso un orizzonte così vicino, così lontano.

Giancarlo Bonomo

Curatore e critico dell'Arte italiano. Fondatore del Movimento Arte Intuitiva, ha partecipato quale curatore a due edizioni della Biennale di Venezia, nel 2009 e 2013. Ha condotto numerose trasmissioni di divulgazione artistica in onda sulla piattaforma Sky ed è intervenuto a diverse puntate live di 'Voyager' con Roberto Giacobbo, apportando contributi di ricerca iconologica in particolar modo su Leonardo da Vinci. In ambito teatrale ha portato in scena gli spettacoli multimediali dedicati a Raffaello, Giorgione, Tiepolo, Michelangelo, Piero della Francesca. Autore di numerose pubblicazioni tematiche e cataloghi di arte contemporanea, ha conseguito, nel 2015, il Premio Enzo Biagi per la comunicazione televisiva di qualità. Ha curato gli eventi multimediali 'Van Gogh Alive – The Experience' nelle città di Verona, Genova e Bari, e 'Impressionisti francesi – da Monet a Cézanne’ presso il Palazzo degli Esami in Roma. 

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