Gustav Klimt | Vita e Morte

La polisemia, nata dall’unione tra colore e simbolo, nell’opera di Gustav Klimt, possiede un ruolo concreto nella comunicazione diretta con il fruitore. Il gioco duale così tracciato, tra significato e significante e tra Eros e thanatos, è rappresentato con la simbologia allegorica contenuta in quest’opera dal titolo: “Vita e Morte”, ed è ancor più sostenuta nell’adottata grammatica artistica dell’autore, in cui spesso, si vedono ritrarre immagini di uomini e donne, aggrovigliati in caldi e sensuali abbracci e sostenuti da un attento gioco d’equilibri degli opposti, dove si riunisce tutta la forza dell’Energia dell’Universo. Il simbolo, dunque, è strumento per un approccio più intuitivo verso l’oggetto rappresentato, e attiva l’automatismo della comprensione inconscia. 

L’ambientazione della scena del quadro si sviluppa in un mondo onirico. A destra, è descritta la Vita e le sue fasi, dal suo nascere al suo scorrere nella linea dell’orologio del tempo. I volti, le posizioni, la tensione dei muscoli e le mani che proteggono o accarezzano, rimandano a degli stati d’animo dei protagonisti nel loro vivere terreno, e si evincono palesemente le emozioni provate nell’attimo fermato: le naturali pulsioni, paure e desideri vissuti attraverso la sensualità del linguaggio pittorico. La prospettiva ad ellisse che ricorda per forma il sacco amniotico, racchiude in sé tutto il dinamismo sognante e serafico della narrazione dedicata al circolo dell’Esistenza, la prospettiva così risolta crea una sorta di aura, di barriera, atta a proteggere dal possibile attacco dell’altro inquietante protagonista della scena, posto a sinistra, la Morte.

L’intento principale di Klimt, è quello di condurre lo spettatore attraverso un’orientata lettura del quadro, che grazie ad un armonico uso dei colori, che si fanno sì forza nell’opposizione cromatica, pone volutamente la prima attenzione verso destra e rivela successivamente l’altra figura, mentre il fondo grigio ospitante non mostra alcuna vitalità emotiva, c’è e non c’è, e porta in sé l’assenza del Tutto, il non peso del mondo assorbito in un sonno paradisiaco, o potrebbe anche rappresentare, in una sorta di suspence emotiva, la fissità dell’attimo prima che qualche cosa accada. 

La Morte chi sceglierà di colpire con il bastone? Le direttrici dello sguardo vuoto, di questo scomodo elemento, cadono chiaramente sulla vittima designata e che rappresenta per antonomasia il fiore puro della vita, il piccolo infante. Nella simbologia crudele del gesto, si evince la distruzione voluta, e diretta, a ciò che nasce e che inevitabilmente si esprimerà nell’atto di annientamento dello stesso, con conseguente risultato di voler estinguere la specie, partendo dall’estirpazione della vita del germoglio nascente. Proprio per questo, il piccolo è posto al centro della composizione, avvolto e protetto nella piramide degli affetti che lo hanno generato.

La rappresentazione filiforme della Morte, che sembra agire indisturbata nell’oscurità della notte, è imbozzolata in un vestito dai colori che contraddistinguono la sua provenienza diretta dalle tenebre, dal mondo dell’oscurità ed è decorato con croci riconoscibili e che riconducono alla simbologia della dottrina cattolica.

Vita e Morte si svelano come stato nella loro pienezza, ma rimangono ben distinte nello spazio pittorico, quasi a significare che una non appartiene all’altra. 

In queste figure si affaccia evidente anche la corrispondenza tra morte e sessualità, in quanto accanto al moto erotico, tema onnipresente nella cifra pittorica di Klimt, e che meriterebbe ulteriori e dedicati approfondimenti, determinabile nella vita, vi è una propensione devastatrice che è implicita alla vita stessa. Sono due impulsi inseparabili, l’uno al servizio dell’altra. Questi intrecci e corrispondenze, l’avvicinarsi e allontanarsi dalle consapevolezze, ci portano a non attribuire mai il giusto peso al pensiero della Morte rapportandola al nostro quadro perfetto della vita. E, in fin dei conti, perché darci torto?

MORTE E VITA (1915)
Leopold Museum, Vienna
olio su tela, 178 × 198 cm

canale you tube     https://youtu.be/JGaNMQbAkWA

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