L’Italia dell’integrazione sociale

L’8 Aprile 1971 nasce a Londra la Roman Union, organizzazione internazionale non governativa e non territoriale che rappresenta il popolo Rom in tutto il mondo. Nel 1979 l’International Roman Union (IRU) viene riconosciuta dall’ONU e vi rappresenta, con potere di consultazione, le istanze di Rom, Sinti, Romanichals, Manouche e Gitani di tutto il mondo. Da allora, l’8 Aprile di ogni anno viene celebrata la Giornata Internazionale dei Rom, un appuntamento dedicato alla storia, alla cultura ed alle tradizioni di questo popolo. Quest’anno, il Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha ricevuto ufficialmente una delegazione di giovani Rom: otto ragazzi, di età compresa fra i 14 ed i 26 anni, hanno rappresentato l’eterogeneità delle comunità rom italiane attraverso le loro problematiche e le loro speranze. Attualmente, in Italia sono censiti circa 170.000/180.000 Rom, la maggioranza dei quali vive in abitazioni convenzionali. Solo 1/5 di loro vive nei campi nomadi. Il sogno di questi ragazzi, orgogliosi della cittadinanza italiana o in attesa di vedersela riconoscere, è quello di un inserimento, di un lavoro. Otto storie diverse, ma tutte accomunate dal disagio e dalla precarietà dell’inclusione sociale. Tra queste, quella di Miriana, giovane madre nata e cresciuta in Italia, da sempre vissuta nei “campi”, che spera di diventare assegnataria di una casa popolare nella quale far crescere i propri figli. O quella di Dolores, ventisettenne, portavoce della delegazione rom dell’Italia meridionale, laureata in Lettere: il suo sogno è riuscire a girare il suo film sulla Basilicata, la sua terra, nella sua Melfi. Ancora, quella di Pamela, 15 anni, che ha indirizzato una lettera al Presidente della Repubblica: “…Abito in un campo che è un campo di concentramento. Neanch’io vorrei avere un’amica che abitasse in un posto così. Spero che tu ci possa aiutare a cambiare vita, a non restare isolati”. Nel novembre del 2011, il Governo Monti, appena insediatosi, ha stilato un documento per la strategia nazionale d’inclusione dei Rom valevole per gli anni 2012-2020 attraverso un approccio interministeriale. Al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione è stato chiesto, unitamente ai Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Interno, della Salute, dell’Istruzione e della Giustizia, di elaborare le politiche riguardanti l’etnia rom, con il supporto delle loro stesse rappresentanze e dei Sindaci dei Comuni interessati. I problemi da affrontare prioritariamente sono quelli dell’abitazione, dell’istruzione, del lavoro, della salute. L’8 Aprile anche l’Unicef, attraverso la campagna “Io come Tu”, si è schierata a favore dell’integrazione della comunità rom, sostenendo il riconoscimento dei diritti dell’infanzia e l’eliminazione delle discriminazioni verso tutti i minori. L’Unicef Italia ha inoltre richiesto un impegno specifico a Governo e Parlamento con l’approvazione ed il monitoraggio del “Piano d’azione nazionale contro il razzismo e per la prevenzione e il contrasto della discriminazione razziale, la xenofobia e l’intolleranza”.

E adesso? Adesso tocca a noi.

di Antonio Irlando
Dirigente Medico ASS 4 Medio Friuli

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