“A modo mio”

Savino Pezzotta

Il libro di Maurizio Lorenzi mette in evidenza le difficoltà del vivere in questo tempo. Si avverte l’importanza di costruire idee nuove, nuovi sentimenti, nuovi stili di vita, di vestire, di parlare e di essere.

Il testo che presentiamo rivela una passione per la scrittura che emoziona. Scrivere è un’arte difficile non solo perché occorre rispettare le regole della grammatica, mettere al posto giusto le virgole e i punti, avere una sintassi corretta e pulita. La tecnicalità dello scrivere è esercizio delicato e difficile, perché bisogna far cantare, suonare con tonalità giusta le parole e i periodi. Ma ciò che rende la scrittura esercizio difficile è la capacità di trarre dal cuore sentimenti e dalla mente immagini e piegarli alla parola. La vita è segnata dallo stupore, dalla meraviglia che ti prende nell’incontrare le persone con le loro storie, passioni, sofferenze, amori e le incongruenze. Vivere significa anche avere la capacità di cogliere il bello della natura, delle albe e dei tramonti e gustare il calore del sole. Stupore è incontrare un libro come questo. Nessuno potrebbe immaginare che nel raccontare la quotidianità, nei suoi frammenti e nelle sue articolazioni possa emergere una sorta di filigrana che tutto tiene insieme e unifica. Il nostro vivere è sempre un incontrare gli altri ed è dall’incontro che nasce una modificazione del tuo essere. All’inizio questa è impercettibile, invisibile e sconosciuta, ma entra dentro di te e stratificazione dopo stratificazione ti accorgi di essere diventato diverso. Quello che conta è sempre come tu rimani aperto all’altro, esercizio tutt’altro che facile. Maurizio che di professione fa il poliziotto di persone ne incontra tutti i giorni, tutte diverse e così, nel bene e nel male che ha causato l’incontro, apprende il fondo dell’umanità che ognuno, anche nei casi più disperati o banali, porta dentro di sé. Leggendo questo libro impariamo a conoscere il poliziotto. Cosa non facile perché su questa figura si sono addensati molti pregiudizi che sono difficili da smontare. Ci sono state situazioni difficili di rapporto tra opinione pubblica e polizia, ci sono posizioni diverse tra chi invoca in modo rigido “legge e ordine” e che è per la “tolleranza zero”, ma nel mezzo ci sta lui, il poliziotto con tutte le sue frustrazioni, la paga scarsa, i rischi alti e molte volte il timore e il dubbio se ne vale la pena. Altro tema che il libro insegue è la strada con le sue complessità, i suoi rischi e le sue fatiche. Oggi la strada ha cambiato segno e nella descrizione della vita di strada emergono i tratti del vivere odierno che è fatto di movimento, di corse, di spostamenti. C’è anche in questo un dato di complessità e di ricerca. Oggi siamo tutti alla ricerca di posti nuovi, di luoghi e di paesaggi che rompano la monotonia dei giorni, ma il viaggio moderno non è solo ricerca e scoperta, molte volte è fuga da noi stessi, quasi che il cuore potesse riempirsi solo con gli occhi, i pranzi e gli assaggi di nuovi cibi. Le persone che viaggiano sembra abbiano assunto la personalità del vagabondo, mentre il mondo per diventare migliori avrebbe bisogno di pellegrini, ovvero di viaggiatori che vanno verso la meta. Oggi le strade non hanno meta, vanno dappertutto, si intrecciano e si confondono. Un tempo le strade portavano verso una meta, verso un punto di arrivo. Ecco perché le strade e soprattutto le autostrade, sono diventate le metafora dei nostri tempi: si va ovunque senza arrivare sa nessuna parte. Abbiamo bisogno di impiantare dei nuovi segnavia che ci indichino delle mete e soprattutto dei valori da perseguire e da implementare nella nostra vita e nella società. Il libro mette in evidenza le difficoltà del vivere in questo tempo, il succedersi di lampi, di intuizioni, di storie e di incontri può far pensare che sia difficile avere amici, che tutto fluisca e che le esperienze altro non siano che il susseguirsi di episodi frammentati, ma è proprio questa sensazione che obbliga a riconnettere il tutto e a riflettere sui nostri percorsi, sugli incontri fatti, sulle persone che ogni giorno incrociamo. Attraversiamo la vita come esploratori e in fondo non facciamo altro che ricercare le prove della possibilità di mondi nuovi in cui vivere nelle storie di tutti e di ognuno. Per concludere si avverte comunque l’importanza di costruire idee nuove, nuovi sentimenti, nuovi stili di vita, di vestire, di parlare e di essere. Si avverte l’essenzialità per ciascuno di noi di vivere accanto a qualcuno, di vivere con tutti questa esperienza che è la vita.

Savino Pezzotta
Ex segretario della Cisl, presidente del movimento politico della Rosa per l’Italia

 

Massimiliano Fanni Canelles

Viceprimario al reparto di Accettazione ed Emergenza dell'Ospedale ¨Franz Tappeiner¨di Merano nella Südtiroler Sanitätsbetrieb – Azienda sanitaria dell'Alto Adige – da giugno 2019. Attualmente in prima linea nella gestione clinica e nell'organizzazione per l'emergenza Coronavirus. In particolare responsabile del reparto di infettivi e semi – intensiva del Pronto Soccorso dell'ospedale di Merano. 

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