Percorsi di “ordinaria follia”

Un trentennio è trascorso anche da un’altra legge, la n.517/77 sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Ma in tanti anni non si è trovato il tempo per racimolare le risorse necessarie per renderla operativa. Come fatto notare dagli addetti ai lavori, la questione è creare un sistema scolastico in grado di puntare sull’istruzione dei disabili ponendo l’attenzione sugli insegnanti di sostegno. Un rapporto in tal senso, indicato dall’Anffas, l’ente che sostiene e aiuta le famiglie con persone affette da disabilità intellettiva, calcola siano 1 ogni 138 alunni. Una classe di centinaia di bambini e ragazzi, che avrebbero bisogno di singola e specifica attenzione e che vengono lasciati soli. Spesso la cronaca diventa la cartina al tornasole di un allontanamento forzato. Come il caso di un anno fa verificatosi a Ragusa, protagonista un tredicenne con disabilità, accusato di aver aggredito compagni e professori. Dopo uno “sciopero bianco” proclamato dai genitori degli altri alunni, la vicenda si è conclusa nel modo meno proficuo, con una richiesta di affidamento ad una struttura specializzata per il ragazzino “folle” ed una madre sempre più sola nella cura del proprio figlio. La disabilità intellettiva diventa condizione di doppia debolezza. Anche nell’accesso ai diritti basilari, come l’assegnazione del grado di invalidità.

E può capitare che un familiare, come reso noto da Anffas, si debba sostituire al disabile persino di fronte ai medici della commissione competente per decidere del futuro del giovane con una affezione mentale. Tra mancanze e lacune amministrative, un aiuto ai ragazzi e alle famiglie arriva da internet. Sul web sono tanti i siti che, con un botta e risposta preconfezionato, danno qualche indicazione e sciolgono tanti dubbi, rassicurando le famiglie e indicando virtualmente come muoversi per comprendere meglio la condizione e le potenzialità di questi bambini e giovani. A volte basta scoprire una passione o una tendenza naturale, e il gioco è fatto. Un’iniziale aggressività, come per tutti, può essere controllata con l’allenamento e la pratica dello sport. Lo sanno bene gli organizzatori e partecipanti ai giochi dello Special Olympics, che nell’ultima edizione di Biella ha visto la presenza di 3000 atleti disabili. Di fronte all’impegno e alla tenacia necessari nello sport e nell’agonismo, le diversità si normalizzano e questi caparbi sportivi possono ottenere il lascia passare per essere finalmente cittadini accettati e apprezzati. Una filosofia simile è quella che sorregge l’ambizioso progetto di Psicoradio.

Un’emittente radiofonica con una redazione volutamente fuori dal comune, in cui lavorano pazienti psichiatrici in veste di redattori e speaker. L’idea, nata e sviluppata su incarico del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna e della onlus Arte e Salute, punta sul prezioso strumento della radio. Non solo per giungere meglio dentro le case degli ascoltatori, nella loro quotidianità, e sfatare tutti i tabù che si sono fissati nel tempo, ma anche per offrire un’occasione di lavoro e mutuoaiuto a tanti pazienti. Cercando, con questo volontariato di nicchia, di diminuire l’elevato tasso di disoccupazione che grava sulle fasce più deboli tra i disabili, naturalmente giovani e donne. La disabilità trasmessa via onde di frequenza, su Radio Città del Capo di Bologna e su scala nazionale con Popolare Network, è un ponte perfetto con la società, fatto di voci, racconti e umanità che arriva dritto al punto spogliato dalle sovrastrutture. Senza timori, né per il presente, né per il passato. Come in una sfida, la sede della redazione è l’ex manicomio Roncati.

Anna Giuffrida
Giornalista

Massimiliano Fanni Canelles

Viceprimario al reparto di Accettazione ed Emergenza dell'Ospedale ¨Franz Tappeiner¨di Merano nella Südtiroler Sanitätsbetrieb – Azienda sanitaria dell'Alto Adige – da giugno 2019. Attualmente in prima linea nella gestione clinica e nell'organizzazione per l'emergenza Coronavirus. In particolare responsabile del reparto di infettivi e semi – intensiva del Pronto Soccorso dell'ospedale di Merano. 

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