PER UNA DIETA CORRETTA NIENTE “BUFALE” NEL PIATTO

UNA CATTIVA ABITUDINE È QUELLA DI DIMINUIRE LE CALORIE ATTRAVERSO UNA RIDOTTA INTRODUZIONE DI CIBO; È INVECE OPPORTUNO AUMENTARE LA DISSIPAZIONE DELLE CALORIE INTRODOTTE E QUESTO SI OTTIENE PRINCIPALMENTE ATTRAVERSO UNA COSTANTE ATTIVITÀ FISICA

Ciò che noi mangiamo è il risultato dell’insieme delle nostre attitudini, preferenze, idee, scelte di vita, ma oggigiorno esse sono più che mai condizionate dall’ambiente in cui viviamo.

A livello individuale, i fattori che incidono maggiormente sulle scelte alimentari sono: l’età e il sesso; lo stato di salute; la consapevolezza o meno dei propri bisogni; la disponibilità economica; il contesto di origine: tradizioni culinarie, abitudini familiari, religiose, ma soprattutto la pubblicità.

Il concetto fondamentale che in questo contesto viene maggiormente equivocato è quello di dieta. Con questo termine si intende regime alimentare e questo può essere normocalorico, ipocalorico, ipercalorico, a seconda delle necessità rilevate dell’individuo. Una dieta equilibrata, vale a dire un regime alimentare secondo le specifiche necessità, dovrebbe diventare uno stile di vita; non deve rappresentare, come spesso succede, una serie di rinunce che portano a frustrazione, bensì una reale consapevolezza del proprio fabbisogno che si acquisisce solo attraverso la conoscenza; da qui nasce l’importanza e il valore di una promozione della cultura della conoscenza.

Una cattiva abitudine che riguarda l’alimentazione, che dovrebbe essere intesa come benessere e cura sia del corpo che della mente, è quella di diminuire le calorie attraverso una ridotta introduzione di cibo; è invece opportuno aumentare la dissipazione delle calorie introdotte e questo si ottiene principalmente attraverso una costante attività fisica.

Molteplici sono i benefici dell’essere fisicamente attivi, essi comprendono un minor rischio di obesità; di insorgenza di malattie cardiocircolatorie e diabete; di insorgenza di cancro; la salute delle ossa e dei muscoli; la salute mentale. Numerosi studi hanno infatti confermato che l’attività fisica migliora il benessere psicologico, il modo di gestire lo stress e le funzionalità mentali. Una attività fisica regolare aggiunge anni alla nostra vita e ne migliora la qualità.

Ma passiamo ora a illustrare l’infondatezza di alcuni miti alimentari radicati per tradizione familiare ma diffusi anche attraverso la rete.

Uno dei più diffusi riguarda il fatto che pane, pasta e riso fanno ingrassare. In realtà questi alimenti sono sì ricchi di carboidrati complessi ma hanno il compito di fornire al nostro corpo energia di tipo immediato e per questo dovrebbero costituire circa il 60% delle calorie quotidiane. Ovviamente il buon senso è quello di evitare porzioni esagerate e condimenti troppo grassi. Vanno evitati di sera? Anche qui la discussione è ampia. Va comunque detto che i carboidrati stimolano il cervello a produrre serotonina nota anche come ‘ormone del buonumore’, che regola il ciclo sonno-veglia, interviene nel controllo dell’appetito e del comportamento alimentare, determinando una precoce comparsa del senso di sazietà.

Alcuni anni fa uscì la notizia che l‘ananas brucia i grassi. Ancora oggi sono molti i siti web che riportano questa bufala. In realtà l’ananas migliora la digestione delle proteine ma non brucia i grassi.

Molte persone ritengono che lo zucchero di canna contenga meno calorie di quello bianco. In realtà lo zucchero di canna ha le stesse caratteristiche nutrizionali e caloriche di quello bianco raffinato.

‘Mangia spinaci che diventi forte come Braccio di Ferro!’ All’origine di questo falso mito vi è una virgola sbagliata. Infatti nel 1890, un gruppo di nutrizionisti americani, nel trascrivere il contenuto di ferro presente in diversi tipi di verdura, sbagliò la virgola nella trascrizione numerica riferita agli spinaci e così il contenuto di ferro di ben dieci volte superiore a quello reale fu pubblicato e fece il giro del mondo con le conseguenze che tutti noi conosciamo. In realtà il ferro presente nei vegetali è di difficile assorbimento, pertanto l’organismo sfrutta meglio il ferro proveniente da fonti di origine animale.

Quante volte abbiamo sentito i nostri genitori o i nostri nonni dirci ‘Mangia carote che ti fanno bene sana alla vista!’ Le carote, come anche le albicocche, i pomodori gli spinaci e le rape, sono ricche di β carotene a partire dal quale l’organismo sintetizza la vitamina A che svolge un ruolo fondamentale per la vista in condizioni di luce insufficiente tanto che una sua carenza provoca la cecità notturna, ma non corregge i difetti della vista!

Consumare la frutta lontano dai pasti per digerire meglio è un altro mito senza fondamento, nonostante sia vero che dopo primo, secondo, contorno, pane e dessert, l’aggiunta di un frutto potrebbe rendere la digestione più difficoltosa.

Ci sono persone che non mangiano le banane perché fermamente convinte che facciano ingrassare. In realtà questi frutti contengono fibra, potassio, antiossidanti come carotene e vitamina C, un po’ di amidi e una modesta percentuale di zuccheri. Ne consegue che non solo le banane non fanno ingrassare, ma sono un ottimo e naturale integratore energetico-vitaminico-minerale.

Invece del pane è meglio consumare grissini o cracker? Questi sostitutivi del pane sono dei falsi alleati della linea: garantiscono un apporto calorico più elevato rispetto al pane in quanto sono secchi e quindi tutto il peso è dato da carboidrati e grassi, mentre il pane mantiene una percentuale di acqua. Il glutine fa male, va sempre escluso dalla dieta?

Assolutamente no, solo le persone che soffrono di celiachia devono consumare alimenti senza glutine. I cereali, infatti, oltre al glutine contengono altre sostanze molto importanti, come le fibre, il ferro e le vitamine.

Per chi volesse proseguire nell’approfondire le tante informazioni fasulle che riguardano diete e cibo può consultare il portale online ISSalute.it che l’Istituto Superiore di Sanità ha dedicato alle fake news sull’alimentazione.

Chiudo con una riflessione che vorrei condividere con tutte le lettrici e lettori: la pubblicità è uno strumento di comunicazione che si rivolge al grande pubblico per diffondere messaggi atti a promuovere un prodotto e pertanto immagini, parole e musiche vengono scelte in modo tale da creare una sorta di identificazione che collegata all’informazione mira a produrre convinzione, cioè il desiderio o un falso bisogno nei confronti di un determinato prodotto e quindi l’impulso all’acquisto. Spesso vengono inseriti anche dei messaggi subliminali in grado di cambiare il comportamento di una persona o il suo modo di pensare. Tutto questo dimostra ancora una volta che ciò da cui dobbiamo difenderci è l’ignoranza e la mancanza di informazioni corrette.

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