Mostriamo la grandezza dell’Europa agli Europei

Nella capitale d’Italia blindata, dopo l’attentato di Londra, si commemorano i 60 anni dei Trattati di Roma che hanno fatto nascere l’Unione Europea. In occasione della cerimonia forse è il caso di spiegare agli europei i vantaggi e il futuro di questa nostra istituzione. I 27 leader europei hanno firmato un nuovo documento che porta a ribadire l’indivisibilità dell’Europa, dell’Unione Europea e dell’euro. Il testo prevede un Europa sicura, prospera, sostenibile, sociale, forte nella scena internazionale. Nei prossimi 10 anni probabilmente avremo un’Europa a più velocità, come avvenuto per euro e Schengen, ma che possa portare ad una vera Unione Europea confederata in Stati Uniti d’Europa.

Decine di migliaia sono stati i sostenitori del movimento federalisti europei e del movimento Forza Europa. Nettamente inferiori alle aspettative il corteo Eurostop con poche persone al seguito di cui un centinaio fermati dopo che la polizia ha trovato nascoste nel percorso previsto barre metalliche e scudi. Contemporaneamente a Londra migliaia di remainers si sono riuniti in una manifestazione per chiedere di mantenere molti dei diritti acquisiti grazie all’Unione europea. La decisione alla brexit è stata presa in seguito al referendum del giugno scorso che ha visto una risicata maggioranza (52 per cento). Ma la maggioranza dei cittadini in UK oggi non vuole perdita la cittadinanza europea, la libertà di spostamento e di impiego. Loro sannno che l’Unione europea si fa anche carico di finanziare università e progetti inter-universitari facilitando la circolazione di idee e lo sviluppo della ricerca accademica all’interno dei 28 paesi membri. Sovvenziona progetti di mobilità studentesca come l’Erasmus, il principale progetto di integrazione dei popoli europei. Sono milioni gli studenti europei che hanno ricevuto un finanziamento per frequentare una delle 4mila università all’interno della UE e che, grazie a queste esperienze, hanno formato famiglie intereuropee.

Quella che era nata come una comunità economica si è evoluta quindi in un’organizzazione attiva in molti settori: dal clima all’ambiente, dalla salute alle relazioni esterne, e dalla sicurezza alla giustizia e all’immigrazione. L’Unione Europea si fonda sul principio dello stato di diritto: tutti i suoi poteri riposano cioè su trattati liberamente e democraticamente sottoscritti dai paesi membri. L’UE è governata grazie ai cittadini eleggono in maniera diretta gli europarlamentari e per cui gli Stati membri hanno spazio e opportunità di agire nel Consiglio europeo e nel Consiglio dell’UE.

Nel 2012, l’UE ha vinto il premio Nobel per la pace per aver contribuito alla riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani in Europa che per secoli è stata teatro guerre fratricide e terribili massacri. Grazie alla moneta unica e all’abolizione dei controlli alle frontiere tra i paesi membri, i cittadini possono oggi circolare liberamente in quasi tutto il continente. Il mercato unico o mercato “interno”, che permette la libera circolazione di beni, servizi e capitali, è il principale motore economico dell’UE nonché ciò che la fa grande di fronte a potenze come gli Stati Uniti, la Russia o la Cina.

Anche Virginia Raggi, sindaca di Roma, sembra essersi accorta dell’importanza dell’Europa. Citando l’importanza degli ispiratori dell’Ue ha si consigliato di rivedere il Regolamento di Dublino, ma il suo discorso sembrava tradire lo spirito antieuropeista del Movimento 5 stelle. Ed infatti a discapito di quello che pensano i grillini e i salvini in Europa si vive meglio che in molti altri Paesi: negli USA ci sono zone in cui le condizioni di vita sono paragonabili a quelle dei paesi in via di sviluppo, l’istruzione e la salute sono “cose per soli ricchi”. La Russia, invece, è governata solo apparentemente in modo democratico, ma in realtà c’è un dittatore che ha messo a tacere ogni opposizione, non c’è libertà di stampa e la popolazione teme di potersi esprimere liberamente. Paradossalmente, Vladimir Putin fa proseliti più facilmente all’estero che in terra natia.

Ma non solo, in molte zone dell’Asia le malattie causate dall’inquinamento dell’aria e dell’acqua hanno causato un calo della speranza di vita alla nascita. Nei paesi arabi il terrorismo dilaga e le donne e molti ceti hanno pochi diritti e sono apertamente discriminati. L’Africa è sconvolta da gerre e sfruttamenti minerari con povertà dilagante e malattie come Malaria e AIDS endemiche senza possibilità di cure. C’è, infine, l’America Latina dove le gang del narcotraffico in alcuni luoghi costringono la popolazione al coprifuoco.

Forse per questo gli USA di Trump e la Russia di Putin temono la nostra Unione Europea, sia perchè è il loro principale competitor in ambito commerciale in Asia e in ambito geopolitico in Medio Oriente, sia per la forza economica del suo complesso e il livello di benessere in cui noi viviamo. Donald Trump ha usato toni esaltanti per la Brexit inglese: “Grande cosa, e altri paesi seguiranno”. Il Cremlino, dal canto suo, sta letteralmente finanziando partiti euroscettici, a cui Le Pen e Salvini sembrano molto interessati. I loro viaggi al Cremlino rendono bene l’apparenza di una sudditanza al grande Putin.

A tal proposito il parlamento europeo denuncia la propaganda d Putin che “cerca di distorcere la verità, incutere paura, provocare dubbi e dividere l’Ue”. “Da dieci anni il Cremlino sta influenzando il dibattito pubblico europeo e adesso i temi che gli sono cari sono diventati mainstream”, spiega a TPI Alina Polyakova, esperta di movimenti e partiti di estrema destra in Europa ed editorialista di The New York Times e Wall Street Journal.

In tutto questo anche il terrorismo islamico fa la sua parte, inculcando insicurezza e terrore. Di fatto, l’ISIS è al servizio di chi vuole conquistare e distruggere l’Unione Europea. Sì, perchè tutti questi personaggi, Farage, Le Pen, Grillo, Salvini, Trump, Putin, traditori od opportunisti, diventano involontari alleati dell’ISIS perchè colpiscono il punto debole della democrazia: destituire i governi per il proprio interesse personale manipolando le masse con tutti i mezzi a disposizione, socialmedia compresi.

L’Unione Europea non è però scevra di errori. Troppa burocrazia, troppi sprechi, troppa distanza tra il potere politico e i cittadini, eccessivi obbligi all’austerity per mantenere alto il livello politico finanziario a discapito dei cittadini. La Banca Centrale Europea non è obbligata a garantire i debiti pubblici dei singoli paesi dell’Euro lasciando quest’ultimi nelle fauci delle speculazioni finanziarie. Le “crisi degli spread” è il risultato di questa anomalia. Ma, nonostante tutto, nell’ultimo difficile decennio siamo stati protetti da strumenti come il Fondo Europeo di Stabilità finanziaria (FESF o EFSF) efficace per far fronte alla grande recessione che negli USA si è molto più sentita che da noi. Gli stati membri più deboli dell’Eurozona ne hanno beneficiato più volte. E la BCE è comunque intervenuta ad alleggerire il peso dei debiti con politiche monetarie espansive.

Ma torniamo ai problemi italiani. Pensate veramente che la causa delle nostre inefficienze siano colpa dell’Europa? Facciamo un esempio di un paese latino nell’ambito dell’Unione Europea: il pil della Spagna ha continuato a crescere del doppio rispetto alla media dell’Unione europea e cresce a velocità tripla dell’Italia, con lo spread di 80 punti inferiore. Si sono sviluppati posti di lavoro, è stata raggiunta una stabilità politica e il rifiuto di derive populiste e di alibi esterni ai problemi domestici. In Italia avviene tutto il contrario, clientelismi e corruzione, ingessamento da parte di forze populiste e coorporazioni che spingono l’opinione pubblica italiana a cercare nell’Europa e nei complotti bancari il colpevole di tutto, senza che si capisca come i nostri problemi sono solo dovuti agli italiani e che senza Europa si cadrebbe in un baratro ancora maggiore.

Dobbiamo quindi procedere e migliorare, soprattutto nel rendere partecipi i cittadini al processo politico. E’ ora quindi di modernizzare l’Europa, di renderla ancora più grande di fronte a USA e Russia. Dobbiamo rivedere i trattati in funzione di progredire verso gli Stati Uniti d’Europa. Dobbiamo evidenziare come l’Europa sia la più grande potenza produttiva mondiale. Ma ora il popolo europeo deve prendere posizione e difendere il nostro Stato dall’attacco della Russia, degli USA e del fondamentalismo islamista. Se ancora non lo avete capito, siamo in guerra e i nemici sono tutti quelli che vogliono distruggere il nostro grande ed unito Paese. Non importa se sono nati in seno all’Europa, o che siano infiltrati, o potenze concorrenti al nostro potere sociale ed economico. È tempo di difenderci, è tempo di unirci ancor di più.

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