Il Volontariato ha conquistato l’Europa

Marco Scurria

Arrivati al mese di dicembre di questo 2011 dedicato al Volontariato, credo si possa iniziare a tirare le somme di quello che è stato un anno d’intensa attività lavorativa. Il rischio era quello di veder scorrere l’anno europeo del Volontariato nell’indifferenza, un pericolo che, personalmente, non ho mai avvertito, sicuro della reazione positiva all’importante iniziativa europea. Oggi posso affermare con gioia che il Volontariato ha conquistato l’Europa.

Il 2011 ha effettivamente avuto per protagonista il tema del Volontariato in tutte le sue forme. È stato un anno di ricerca e di studio, di iniziative, di comunicazione e, soprattutto, di sensibilizzazione, tema su cui noi Italiani possiamo senza dubbio definirci pionieri. La nostra storia parla infatti di solidarietà e Volontariato, non solo nei momenti difficili attraversati dalla nostra Penisola, ma anche nella vita di tutti i giorni di gran parte dei cittadini italiani. Più conosciuti sono gli interventi in seguito a catastrofi naturali abbattutesi sulle nostre regioni. Queste hanno sempre reagito prontamente, con l’orgoglio e la dignità che ci contraddistinguono, anche grazie allo splendido lavoro dei volontari sul campo e con l’invio di aiuti umanitari da parte di chi non ha potuto offrire il proprio supporto fisico. C’è però un’Italia della solidarietà più silenziosa, fatta da quelle persone di ogni età ed ogni classe sociale che impiegano parte del loro tempo ad aiutare coloro che dalla vita hanno avuto minori opportunità, ritrovandosi oggi in situazioni difficili. Devo riconoscere i passi in avanti compiuti in Europa: lo dimostrano le richieste di Volontariato presso altri Paesi e la maggiore attenzione alle problematiche europee. La strada da seguire è quella della creazione di una rete di volontari e di associazioni con l’obiettivo di risolvere le difficoltà burocratiche che finora hanno reso macchinosi gli interventi, perché l’entusiasmo del volontario non sia più spento dalle trafile che rendono impossibile realizzare i progetti. Il Volontariato deve poter essere una via per mettere a frutto le proprie energie, le proprie emozioni, le proprie esperienze impiegate, finora, in altri campi o, nel peggiore dei casi, represse. La sensibilizzazione è stato un tema importante e non tralasciabile, ma ho inteso porre l’accento anche su aspetti più concreti, come l’armonizzazione legislativa e l’esperienza delle associazioni, perché il 2011 non rimanesse un anno di sole chiacchiere e convegni. Per questo ritengo soddisfacente il lavoro svolto nell’Anno Europeo delle attività di Volontariato che promuovono la cittadinanza attiva: oggi siamo finalmente in grado di riconoscere il Volontariato come strumento fondamentale ai fini dello sviluppo della Democrazia, uno dei principi fondatori dell’Unione Europea. Un punto focale a cui tengo particolarmente, e su cui è stato incentrato il lavoro del Parlamento, è il riconoscimento delle professionalità acquisite mediante le attività di Volontariato: al volontario devono essere riconosciute e certificate le competenze assimilate durante la sua esperienza, che non rimarrà, quindi, meramente di Volontariato, ma diventerà esperienza lavorativa a tutti gli effetti, a livello sia Comunitario, sia dello Stato d’appartenenza. Abbiamo deciso di puntare allo scambio di esperienze e buone prassi tra i volontari al fine di integrare il Volontariato nelle attività interpersonali in un contesto europeo, fornendo alle associazioni gli strumenti per migliorare la qualità di tali attività. Proprio per questo motivo abbiamo scelto di investire buona parte del fondo stanziato (8 milioni di euro) nella realizzazione di studi e lavori di ricerca, nella promozione del dibattito tramite conferenze ed eventi che stimolino l’impegno dei cittadini, nelle campagne d’informazione per diffondere i messaggi chiave e le nozioni più importanti del tema. La Commissione stilerà, inoltre, un dossier sul Volontariato transfrontaliero, che servirà a gestire i rapporti tra volontari facenti parte dell’Unione Europea ed i modi in cui regolare le loro esperienze.

Il lavoro in Parlamento è stato tanto e non privo di difficoltà, ma la necessità comune della ricerca di un’identità europea più forte e condivisa ha giocato un ruolo importante. Il Volontariato è indubbiamente una delle chiavi di volta nella creazione di un’Europa unita e comunitaria. Sono perciò orgoglioso della scelta dell’Unione Europea di dedicare un intero anno a questo tema, rimasto per troppo tempo in sordina. Il terzo settore, in Italia come nel resto dell’Europa e del mondo, costituisce (e così deve essere considerato) la spina dorsale non solo della società, ma anche dell’economia di un Paese e, di conseguenza, di tutto il territorio europeo. Mi sento di poter parlare di economia e di impiego lavorativo perché è stato dimostrato come questo settore sia rilevante anche sul tema della disoccupazione giovanile. In Italia dobbiamo ringraziare il Ministro della Gioventù per il lavoro svolto e per aver saputo riconoscere alle attività di Volontariato i giusti meriti e la dovuta importanza, attuando iniziative e progetti (ad esempio, il Truck Tour e tutte le attività dell’Agenzia Nazionale per i Giovani) per promuovere il Volontariato e la cittadinanza attiva. Credo, infatti, che l’abolizione di questo Ministero da parte del governo Monti sia una scelta sbagliata, potenzialmente foriera di gravi carenze nel mondo dei giovani, soprattutto in un momento difficile come questo, in cui sembra essere compromesso il futuro delle giovani generazioni.

Alla luce degli importanti eventi e delle numerose iniziative a cui ho avuto modo di partecipare nel corso di tutto questo anno, sono sicuro che il bilancio sia del tutto positivo: ho visto voglia di partecipare e di far crescere questo fenomeno che da sempre mi sta particolarmente a cuore. Non ci resta che attendere la relazione della Commissione al Parlamento Europeo per confermare il buon risultato e disporre dei numeri di un 2011 intenso.

Mi auguro che il prossimo 2012 – Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà – possa avere lo stesso successo dell’anno che volge ormai al termine, ma che ha sicuramente gettato le fondamenta per una struttura solida su cui potremo costruire la nostra Europa.

Marco Scurria
Parlamentare Europeo,
Relatore della Legge sull’Anno Europeo delle Attività di Volontariato
che promuovono la Cittandinanza Attiva

Massimiliano Fanni Canelles

Massimiliano Fanni Canelles

Viceprimario al reparto di Accettazione ed Emergenza dell'Ospedale ¨Franz Tappeiner¨di Merano nella Südtiroler Sanitätsbetrieb – Azienda sanitaria dell'Alto Adige – da giugno 2019. Attualmente in prima linea nella gestione clinica e nell'organizzazione per l'emergenza Coronavirus. In particolare responsabile del reparto di infettivi e semi – intensiva del Pronto Soccorso dell'ospedale di Merano. 

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