Il lato oscuro del Copy Trading: come funzionano davvero i gruppi Telegram dei “Guru” della finanza

Nei social è ormai comune imbattersi continuamente in influencer che sfoggiano uno stile di vita lussuoso, tra supercar e hotel da sogno che ti invitano a entrare nel loro gruppo Telegram dove condividono le loro operazioni di trading (la compravendita di titoli finanziari online), permettendoti un “secondo stipendio” praticamente senza sforzo. Ma è davvero tutto così facile? Ecco la verità su come stanno davvero le cose. 

L’ingresso al gruppo è apparentemente “gratuito”, a patto però di registrarsi tramite un link specifico su un broker (il servizio che fa da tramite per acquistare o vendere)  indicato dall’influencer e fare un deposito minimo (spesso intorno ai 300€).

Sembra un affare in cui non si può perdere: i soldi restano tuoi, li puoi prelevare quando vuoi e in più ricevi i segnali gratis che ti indicano cosa comprare o vendere per ‘copiare’ le mosse di presunti esperti, giusto? Sbagliato. Questo è uno dei sistemi di affiliazione più diffusi e rischiosi del web. Vediamo come funziona dietro le quinte.

Questo modello di business non è un caso isolato, ma una vera e propria epidemia digitale che colpisce migliaia di giovani investitori in tutta Europa. Le autorità di vigilanza finanziaria (come la FCA nel Regno Unito o la DFSA in Danimarca) emettono continuamente avvisi ufficiali e inseriscono nella “lista nera” i broker utilizzati da questi influencer.

Ma perché è così diffuso? Semplice: perché si muove in una zona grigia in cui l’influencer guadagna sempre in modo sicuro, mentre l’utente finale si assume tutto il rischio.

Per capire come mai questo sistema sia così efficace, bisogna smontarlo nei suoi tre ingranaggi principali:

1. Il trucco dell’affiliazione (CPA e RevShare)

L’influencer non si arricchisce necessariamente indovinando l’andamento del mercato, ma portando “carne da macello” al broker. Quando un utente deposita i 300€ tramite il link affiliato, scattano due meccanismi commerciali:

 CPA (Cost Per Action): Il broker paga all’influencer una commissione fissa che può andare dai 200$ ai 500$ per ogni singolo utente che deposita. Avete letto bene: il broker è disposto a pagare all’influencer persino più di quanto l’utente ha versato, perché sa che recupererà quei soldi con gli interessi.

 Revenue Share: L’influencer riceve una percentuale sulle commissioni di ogni singola operazione aperta dal follower, sia che questa vada in profitto sia che vada in perdita. Più segnali manda, più la community fa trade, più l’influencer incassa.

2. La trappola del Broker Offshore

I broker consigliati in questi gruppi non sono quasi mai piattaforme famose e regolamentate in Italia (dalla CONSOB) o in Europa. Spesso hanno sede in paradisi fiscali come le Seychelles, Cipro o i Caraibi.

Quando l’utente prova a prelevare i suoi 300€, scopre la dura realtà: clausole nascoste che richiedono un volume di trading impossibile da raggiungere, commissioni di prelievo astronomiche o un servizio clienti che sparisce nel nulla. E non essendoci tutele legali europee, fare ricorso è praticamente impossibile.

3. L’illusione dei profitti sui Social

 “Ma io vedo gli screenshot dei membri del gruppo che guadagnano!”. Certo, ed è la leva psicologica più potente. Nei gruppi con migliaia di persone, per pura statistica, se si manda un segnale casuale, a breve termine una parte di utenti si troverà in profitto. Saranno proprio loro a postare con entusiasmo i loro guadagni da 20€ o 50€.

I messaggi di chi perde tutto, invece, vengono tempestivamente cancellati dai moderatori. Inoltre, molti dei trade mostrati dai “guru” sono effettuati su conti demo (con soldi finti), graficamente identici a quelli reali ma privi di qualsiasi rischio emotivo o finanziario.

 Il verdetto degli esperti: Il trading online è un’attività complessa che richiede anni di studio e in cui, statisticamente, oltre l’80% dei piccoli investitori perde denaro. Se qualcuno vi propone di entrare in un canale Telegram imponendovi di depositare soldi su un broker specifico per sbloccare la chat, non vi sta offrendo una scorciatoia per la ricchezza: vi sta trasformando nella sua fonte di guadagno.

Riccardo Fanni Canelles

Ho frequentato la European School of Trieste dall’asilo fino alla terza media in lingua inglese, un percorso che mi ha dato un’impostazione internazionale e stimolante sin dai primi anni di studio. Attualmente sto concludendo il percorso Liceale all'istituto Galileo Galilei” di Trieste ( liceo Scientifico Tradizionale ). Coltivo da tempo un forte interesse per lo sviluppo tecnologico, con una particolare attenzione ai campi dell’intelligenza artificiale e dei videogiochi, che considero strumenti fondamentali per il futuro e potenti mezzi di espressione creativa. 

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