Chi è Rosario Cantelmo, il magistrato in prima linea contro la camorra e i reati dei colletti bianchi

Dalle grandi indagini della DDA di Napoli alla reggenza oplontina, fino alla guida della Procura di Avellino, la storia del PM consulente della Commissione Nazionale Antimafia.

Rosario Cantelmo rappresenta una delle figure chiave del contrasto alla criminalità organizzata in Campania e in tutta Italia. Magistrato italiano di origini napoletane, la sua carriera si è sviluppata principalmente sul fronte del contrasto a mafia e camorra, e ai reati dei colletti bianchi, culminando nella guida della Procura della Repubblica di Avellino e proseguendo con incarichi istituzionali di rilievo anche dopo il pensionamento.

Per molti anni ha operato come sostituto procuratore all’interno della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, coordinando complesse indagini sui clan camorristici campani e facendo anche parte della “sezione antiterrorismo”. Da Procuratore Aggiunto, in seguito, coordinò la stessa sezione, non ancora inserita della Direzione Distrettuale Antimafia. Nel corso di articolate indagini ebbe intensa collaborazione con autorità giudiziarie straniere e, nell’ambito di un procedimento relativo ad un’organizzazione già attenzionata da organismi internazionali, fu ascoltato in sede europea.

Nominato Procuratore della Repubblica dal plenum del CSM a dicembre 2012, ha guidato la Procura irpina fino al 2020. Durante il mandato ha gestito inchieste di enorme impatto mediatico e sociale: le indagini sul clan Partenio, scardinando le ramificazioni criminali nel territorio irpino; la complessa istruttoria dibattimentale sulla strage del bus di Acqualonga del 2013 (il tragico incidente autostradale di Monteforte Irpino costato la vita a 40 persone). 

Ha concluso formalmente la sua attività in magistratura il 21 giugno 2020 per raggiunti limiti di età, ricevendo il pubblico encomio dei colleghi e dell’Associazione Nazionale Magistrati. 

Anche in quiescenza, è rimasto una figura attiva nel panorama giuridico e istituzionale italiano. Nel settembre 2023 ha accettato la nomina come consulente e collaboratore a titolo gratuito per la Commissione Bicamerale d’Inchiesta sulle organizzazioni criminali (Commissione Parlamentare Antimafia) mettendo la sua storica esperienza a servizio dello Stato.

 Partecipa attivamente al dibattito pubblico e associativo. Di recente si è espresso apertamente a tutela dell’indipendenza della magistratura prendendo posizione nei forum organizzati dall’ANM.

  Il periodo trascorso presso la Procura della Repubblica di Torre Annunziata rappresenta una tappa fondamentale e di massima prima linea nella carriera giudiziaria di Rosario Cantelmo, antecedente alla sua nomina a capo della Procura di Avellino.

Cantelmo ha operato per anni come Procuratore della Repubblica Aggiunto a Torre Annunziata, coordinando il lavoro dei sostituti procuratori in uno dei territori a più alta densità criminale d’Italia.

Nel 2003, a seguito delle dimissioni dell’allora capo della Procura Alfredo Ormanni, coinvolto nello “scandalo Vernola” Cantelmo ha assunto la reggenza ad interim dell’intero ufficio giudiziario oplontino. Ha gestito l’ufficio in un momento di forte carenza di organico e pesanti tensioni ambientali, garantendo la continuità dell’azione penale dello Stato.

Sotto la sua direzione e attraverso il coordinamento operativo con la DDA di Napoli, la Procura ha inferto colpi durissimi ai clan storici della camorra e della mafia di Torre Annunziata e dei comuni limitrofi (tra cui i Gionta e i Gallo-Cavalieri), aggredendo i patrimoni illeciti e colpendo duramente il fenomeno delle estorsioni e del controllo criminale del territorio.

APPROFONDIMENTO: “Camorra, e istituzioni, Cantelmo: “Contro la ‘via mafiosa al lavoro’ serve lo Stato”” 👉 https://www.socialnews.it/blog/2026/06/03/__trashed-4/

Rispondi