Il ruolo di Internet e delle app di messaggistica nella disobbedienza civile e nelle lotte di liberazione di oggi

Quando si parla di liberazione, l’associazione automatica che la nostra mente fa è la distinzione (o la compenetrazione) concettuale fra resistenza armata e nonviolenta. Si tratta di un approccio sicuramente valido; tuttavia può accadere che nell’alveo della resistenza nonviolenta si trascuri il ruolo che i mezzi di informazione e comunicazione hanno avuto storicamente e come questo si è evoluto di pari passo con l’innovazione tecnologica.
Durante il fascismo, ad esempio, un ruolo cruciale nelle attività dei dissidenti di ogni estrazione sociale, politica e culturale lo ebbe la stampa clandestina: il fermento intellettuale degli oppositori al regime trovò – in particolare negli anni di occupazione tedesca in Italia – la sua valvola di sfogo in centinaia di volantini e periodici stampati in segreto e distribuiti con le staffette partigiane: donne che, spesso viaggiando in bicicletta, garantivano i collegamenti tra le formazioni e il comando, trasportando – oltre la stampa clandestina – ordini, informazioni, armi e cibo.
Un fenomeno simile, pur non in un contesto di invasione straniera, avvenne in URSS: è il cosiddetto Samizdat, fenomeno sociale che ha visto – soprattutto tra gli anni 50 e 70 – un florilegio di pubblicazioni sgradite al regime, battute a macchina o manoscritte, che spaziavano dalla saggistica politica a quella religiosa, passando per poesia e letteratura; la stessa cosa avvenne, anche se in misura minore, per la musica, con le audiocassette del celebre cantautore Vladimir Vysotskij che conobbero una forte diffusione clandestina porta-a-porta, oppure con il fenomeno del Rëbra, ovvero lastre per radiografie su cui veniva incisa musica censurata (sia di artisti occidentali che di dissidenti) per poi essere destinate al mercato nero.
Con l’innovazione tecnologica, il dissenso e la resistenza dei popoli oppressi (sia da regimi interni che da potenze straniere) hanno avuto un’evoluzione che vale la pena osservare e raccontare.
Il fulcro del discorso non è tanto l’attivismo social dei rifugiati politici all’estero, per quanto la loro azione sia di cruciale importanza nell’informare le opinioni pubbliche mondiali; l’intento è invece quello di mostrare l’azione dissidente/resistente che nasce e si sviluppa all’interno delle aree di crisi, siano queste originate da un controllo autocratico o da un’occupazione straniera.
Ruolo fondamentale, in questo senso, lo ha Telegram: ibrido tra applicazione di messaggistica e social network, questo controverso strumento è stato utilizzato ad esempio dal Direttorato Principale dell’Intelligence ucraino per coinvolgere attivamente il pubblico nelle sue attività di intelligence in tempo di guerra. Ciò include la segnalazione in crowdsourcing, che consiste ad esempio nel sollecitare i cittadini a inviare suggerimenti sulle posizioni nemiche tramite chatbot dedicati, nel rilascio selettivo di informazioni di intelligence e in aggiornamenti quotidiani continui che mantengono il pubblico informato e coinvolto: esso quindi non si limita a consumare informazioni ma contribuisce anche al ciclo di intelligence e alla più ampia campagna contro l’avversario.
Sul fronte interno russo, al contrario, nelle ultime settimane si è assistito a una stretta sull’utilizzo di Telegram (e di internet in generale); il regime ha cercato in questo modo di limitare la diffusione di notizie, ottenendo però due effetti collaterali:
- dal punto di vista militare ha prodotto gravi difficoltà operative al fronte, visto l’ampio utilizzo di Telegram da parte delle truppe;
- dal punto di vista dell’opinione pubblica ha suscitato malcontento, esplicitato anche da Z blogger e influencer russe che hanno espresso forte disagio per la limitazione di Telegram e il rallentamento di internet.
Per quanto riguarda le comunicazioni, poi, di fondamentale importanza per i dissidenti interni è che queste siano decentralizzate e al riparo da eventuali “black-out” di internet: uno strumento recentemente emerso in questo senso è Bitchat, applicazione di messaggistica che non sfrutta le reti tradizionali ma le connessioni Bluetooth: senza la necessità di registrarsi o di usare un numero telefonico (dunque al riparo da eventuali intercettazioni), il messaggio crittografato può raggiungere un altro utente che sia nel raggio di 30 metri, che però si estendono fino a 200 utilizzando altri dispositivi come “ponte” tra mittente e destinatario; se questo non è a portata allora la rete dell’app lo conserva per 12 ore per nuovi tentativi, dopodiché lo cancella.
Nonostante questo importante limite di portata, sono previsti ulteriori sviluppi che potranno estenderla fino a 15km.
Un notevolissimo aumento di download di Bitchat si è registrato, all’inizio di quest’anno, in Uganda e in Iran:
- nel Paese africano, in occasione delle elezioni presidenziali, il governo ha imposto uno shutdown di internet per “prevenire la diffusione di fake news”. Nel solo mese di gennaio ci sono stati 400.000 download dell’app;
- in Iran, il regime ha spento le connessioni in concomitanza con le dure repressioni alle proteste popolari. Immediatamente prima che ciò avvenisse, i dati raccontano di circa 72,000 download di Noghteha (versione locale che supporta la lingua farsi) in pochi giorni, a cui devono aggiungersi le installazioni tramite sideload (attraverso l’utilizzo di un pc, senza bisogno di connessioni) o tramite il passaggio via Bluetooth del file di installazione APK che sono difficilmente stimabili.
Anche in Palestina, la popolazione ha cercato e cerca attivamente soluzioni tecnologiche che possano aumentare la propria resilienza e sicurezza: l’app A Ween Rayeh, ad esempio, si propone di fornire informazioni accurate e aggiornate in tempo reale sui checkpoint e le condizioni delle strade, attraverso un approccio partecipato che si basa sulle segnalazioni della community, con l’integrazione di analisi generate da AI partendo da testi e immagini. Gli utenti ricevono una notifica nel momento in cui si avvicinano a un checkpoint, in modo che abbiano le informazioni salienti utili a evitare di incorrere in gravi pericoli per la propria incolumità.
In un mondo in continua e rapidissima evoluzione, nuove soluzioni tecnologiche emergono e si fanno moderni strumenti di lotta per le popolazioni oppresse.
