I servizi alla prova del Parlamento

La presentazione alle Camere della Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza rappresenta uno dei momenti più importanti per l’intelligence nazionale.

Ogni anno, in attuazione della legge 124/2007, il Governo informa il Parlamento sulle iniziative e sulle politiche in atto per la tutela della sicurezza e la salvaguardia degli interessi nazionali.

L’informativa, al contrario della Relazione sulle attività classificate che gli 007 inoltrano al COPASIR due volte l’anno, costituisce la più importante fonte di informazioni pubbliche sulle attività dei servizi segreti italiani.

Le tematiche

Con riferimento all’anno 2021, la Relazione sulle attività dei servizi di sicurezza si snoda su diversi filoni tematici.

In primo luogo, vengono considerate le conseguenze dell’emergenza pandemica ancora in atto, rilevanti sul piano interno, ma soprattutto su quello internazionale.

Le dinamiche geopolitiche, economiche e le disuguaglianze accresciutesi durante il periodo dell’emergenza sanitaria hanno infatti costituito ambiti di rilievo per l’esplicarsi delle attività del comparto intelligence.

Specifica rilevanza assume poi, nel resoconto del Governo, la ripresa economica post-pandemica. L’attività costante di monitoraggio da parte dei servizi ha considerato il rapido aumento dell’operatività dei sistemi produttivi, dell’erogazione di servizi e, più in generale, la ritrovata reattività del tessuto industriale del Paese. Ciò non soltanto per assicurare la “continuità e la solidità” della ripresa stessa, ma anche per garantire uno sviluppo che si possa esplicare “in una cornice di sostenibilità̀ e di coesione sociale che ancori saldamente la crescita e la stabilità finanziaria del Paese alla ripresa internazionale”.

Ancora, l’azione degli 007 italiani si è focalizzata – e questa è una delle più importanti novità della Relazione per l’anno 2021 – sui cambiamenti climatici e sulle complesse dinamiche correlate.

I mutamenti dell’ecosistema avranno una portata sempre più vasta, con un pesante lascito in termini di inabitabilità e minore capacità di adattamento ai bisogni umani di vaste zone del pianeta.

Le conseguenze, con i flussi migratori innescati dalle carestie e le diseguaglianze sempre più gravi, vedranno il comparto dei servizi impegnato a difendere la tutela dei singoli e l’interesse della nazione. Il tutto, in un’ottica sempre più ampia, agendo per il controllo e la regolamentazione dei flussi di persone anche attraverso la collaborazione con gli attori istituzionali internazionali.

Ulteriore elemento di novità nella Relazione del 2021 è rappresentato dall’attenzione posta dal DIS sull’innovazione tecnologica e la transizione digitale.

L’importanza sempre maggiore della rete e i rischi connessi sono da tempo elementi sotto la lente di ingrandimento del comparto intelligence.

L’aumento del cybercrime e degli attacchi informatici contro privati e istituzioni sensibili per la sicurezza dello Stato, coincisa con l’utilizzo della tecnologia nel periodo pandemico, ha costituito il focus dell’attività dei servizi, almeno negli ultimi due anni. A ciò si aggiunge l’attenzione posta dal comparto intelligence su progetti di rilevanza strategica per la nazione, quali il programma “Italia digitale 2026” e la costituzione del Polo Strategico Nazionale per l’operatività del Cloud della pubblica amministrazione tramite la “Strategia Cloud Italia”.

Rileva anche la recente istituzione dell’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale. Essa permetterà di accrescere sempre più la resilienza e la sicurezza del sistema digitale e informatico nazionale. In armonia con l’azione del CSIRT – Italia, degli altri organi specializzati e con l’operato dell’intelligence, la stessa potrà garantire la difesa dalle vulnerabilità informatiche di soggetti sensibili. L’ACN consentirà inoltre la salvaguardia delle imprese, quella degli asset, non soltanto industriali, strategici per la nazione. Il tutto, anche attraverso l’applicazione, da parte degli organismi competenti, delle recenti discipline sul Perimetro nazionale di sicurezza cibernetica e sul Golden Power.

I dati

Su altro versante, l’attività dei servizi di informazione e sicurezza si è svolta secondo le più tradizionali linee di azione nei classici ambiti di attività.

Nella Relazione per l’anno 2021 i dati sull’operato delle agenzie di intelligence testimoniano un’evidente prevalenza, per l’AISE, delle generiche attività informative riguardanti i Paesi esteri (43%), per l’AISI, di quelle rivolte al contrasto del terrorismo (69%).

Le attività legate all’estremismo si collocano al secondo posto (30%) fra quelle dell’Agenzia per le informazioni e la sicurezza esterna, similmente all’immigrazione clandestina fra le attività dell’Agenzia per le informazioni e la sicurezza interna (9%).

La sorveglianza delle migrazioni è al terzo posto fra le attività dell’AISE (10%) mentre, sullo stesso piano, l’AISI si distingue per l’operatività nell’ambito della sicurezza economico-finanziaria e del contrasto alla criminalità organizzata (8%).

Sono poi da considerare le attività relative alla proliferazione degli armamenti, allo spazio cibernetico, alla sicurezza ambientale e del territorio, allo spionaggio e alla criminalità organizzata, che, pur rivestendo percentuali minori, non possono essere considerate meno importanti fra le attività istituzionali di entrambe le agenzie.

La Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza per il 2021 dimostra come il comparto intelligence sia chiamato a un’azione costante di monitoraggio e risoluzione di problemi sempre nuovi, la cui maggior complessità dipende dai continui mutamenti sociali in atto.

Un’attività sempre più diversificata quella dei servizi, tanto dal lato della minaccia esterna, quanto da quello dei pericoli interni. La portata della stessa si amplierà, anche a causa degli eventi bellici in corso nell’Est europeo. Su di essi i servizi segreti continueranno a vigilare per il perseguimento della più importante delle finalità: la tutela dell’interesse della nazione.

La Relazione completa sulla politica dell’informazione per la sicurezza relativa all’anno 2021 è consultabile a questo link: https://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/wp-content/uploads/2022/02/RELAZIONE-ANNUALE-2021.pdf

Andrea Ferrarato

Classe 1995 - Maturità classica presso l’I.S.I.S. “Giosuè Carducci - Dante Alighieri” di Trieste, attuale studente di Giurisprudenza all’Università degli studi di Trieste. Ha maturato molteplici esperienze lavorative e di volontariato nel mondo del terzo settore e dell’associazionismo triestino. Nell’ambito culturale, di tutela e rilancio del patrimonio urbanistico e architettonico opera in qualità di socio e collaboratore museale presso il polo del Porto Vecchio di Trieste, con Italia Nostra. In tale veste ha partecipato all’organizzazione, all’allestimento e alla gestione di eventi, mostre e visite guidate, facendo parte, per la stessa associazione, del gruppo di supporto alla redazione del Masterplan 2018 del Porto Vecchio di Trieste. Ulteriore settore di interesse è quello storico, che coltiva in qualità di componente dell’Assemblea generale dei delegati, del Consiglio direttivo centrale e della Giunta di presidenza della Lega Nazionale di Trieste. Nell’ambito associazionistico degli esuli da Istria, Quarnero e Dalmazia ha ricoperto il ruolo di segretario dell’Associazione Famiglia Umaghese “San Pellegrino” con la quale ha contribuito alla realizzazione della stagione concertistica “Euterpe” e di ulteriori eventi culturali di matrice ricreativa, divulgativa e commemorativa. E’ inoltre cofondatore e segretario dell’”Associazione Liceo Dante 150 Trieste”, e responsabile del reparto business dell’”UniTS Racing Team”, progetto patrocinato dall’Università degli studi di Trieste. Già membro del Coordinamento giovanile provinciale triestino di FareAmbiente, partecipa infine, alla realizzazione della Biennale Internazionale Donna di Trieste con il supporto all’organizzazione, all’allestimento, alla gestione della stessa e curando l’organizzazione delle visite guidate. 

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