Mauro Bobbo

È la celebrazione della forma nel rapporto con le variazioni cromatiche, la prima considerazione che sorge spontanea nell’intima ricerca di Mauro Bobbo, artista attento e sensibilissimo proprio alla molteplicità della manifestazione fenomenica.

Una forma identifica il soggetto, definisce i contorni di una sostanza vivente o inorganica. Entro quei confini abbiamo la possibilità di interpretare quella visione e di trarne una considerazione o uno stato d’animo. Nelle pitture di Bobbo, tuttavia, il riferimento all’oggettualità del reale è impresa se non impossibile, quanto meno complicata. L’artista, infatti, nell’espansione di un incontinente estro creativo, non pare seguire la linea retta del ‘vedere’ quanto del ‘sentire’ con organi di percezione diremmo interiori, certo connessi più all’anima che al corpo. In questa dimensione apparentemente oscura ma in verità luminosa, egli s’incontra con le ragioni di un universo immaginario dove la vita sussiste comunque, ma con strutture e sistemi diversi.

C’è armonia, gioco di proporzioni, studio ponderato nei lavori di Bobbo. C’è vita in quelle dinamiche (in)formali che sfociano nell’improbabile, in quegli apparati di organismi misconosciuti. Ma non è importante, ora, identificare. Non è quello l’obiettivo, il fine ultimo. Ciò che conta è lasciarsi guidare in questo viaggio cogliendo le immagini quasi in anamorfosi, ovvero da una prospettiva diversa da quella consueta, abituale. Sagome bombate, alcune di sembianze vagamente umane, si avviluppano e aggrovigliano seguendo un moto proprio, oscuro per noi attoniti spettatori. L’intuizione espressiva è svincolata dal dogma prestabilito, dalla convenzione del metodo riconoscibile, mentre, dopo esserci liberati dal fardello del pensiero razionale, siamo chiamati all’ascolto per altre vie.

Ma l’iperbole creativa di Bobbo non si sofferma solo alla bidimensionalità della pittura. Egli si spinge oltre. I suoi pregressi studi di design gli consentono il naturale passaggio alla verità del tridimensionale attraverso la scultura e le installazioni sperimentali. Matura l’esigenza di realizzare nella materia ciò che prima abitava solo gli spazi della mente e ancora oltre. Ma il principio da seguire rimane il medesimo. Nascono così le ‘unità polimateriche’, piccole installazioni con materia naturale, come il legno, che ai fenomeni vitali si ispirano, evocando strutture anatomiche, ipotetici cardiodi, sistemi alveolari. È la fase forse più ‘spettacolosa’ della sua indagine, quella che trasmette pathos e meraviglia, e che restituisce forza e dignità estetica a ciò che prima era in abbandono. Eppure, anche quella un tempo era stata vita, energia pulsante di quel Tutto cui apparteniamo.  

Giancarlo Bonomo

Curatore e critico dell'Arte italiano. Fondatore del Movimento Arte Intuitiva, ha partecipato quale curatore a due edizioni della Biennale di Venezia, nel 2009 e 2013. Ha condotto numerose trasmissioni di divulgazione artistica in onda sulla piattaforma Sky ed è intervenuto a diverse puntate live di 'Voyager' con Roberto Giacobbo, apportando contributi di ricerca iconologica in particolar modo su Leonardo da Vinci. In ambito teatrale ha portato in scena gli spettacoli multimediali dedicati a Raffaello, Giorgione, Tiepolo, Michelangelo, Piero della Francesca. Autore di numerose pubblicazioni tematiche e cataloghi di arte contemporanea, ha conseguito, nel 2015, il Premio Enzo Biagi per la comunicazione televisiva di qualità. Ha curato gli eventi multimediali 'Van Gogh Alive – The Experience' nelle città di Verona, Genova e Bari, e 'Impressionisti francesi – da Monet a Cézanne’ presso il Palazzo degli Esami in Roma. 

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