Il digiuno ci salverà da tutti i mali?

Nel corso della storia il digiuno è stato considerato il metodo più naturale di guarigione dalle malattie. È ancora così oppure possiamo ricorrere ad una dieta diversa per mantenerci sani?

Il digiuno nella storia e nel mondo

Galeno, Paracelso, Ippocrate, i padri fondatori della medicina occidentale prescrivevano e praticavano il digiuno per tutte le patologie gravi e lo consideravano un eccellente regime preventivo. Platone e Aristotele digiunavano regolarmente per migliorare la salute e stimolare la mente.

Nella Bibbia il digiuno è menzionato 74 volte, Gesù digiunò (ricordiamo i 40 giorni nel deserto). Gli Yogi indiani si sottopongono spesso a lunghi e benefici digiuni. I maestri taoisti fanno digiunare i loro studenti prima di introdurli alle tecniche più avanzate. Tutte le religioni, molte pratiche spirituali e filosofiche prescrivono digiuni.

Gli animali digiunano quando sono ammalati. Il digiuno insomma è una risposta universale e naturale alla malattia. I benefici della restrizione calorica nei regimi alimentari sono ormai noti da decenni. Gli animali di laboratorio costretti a mangiare di meno vivono più a lungo, hanno una riduzione dell’incidenza di cancro, dimostrano un ringiovanimento del sistema immunitario, una riduzione delle malattie infiammatorie, un rallentamento della perdita di tessuto osseo, un aumento del numero di cellule progenitrici e staminali in vari organi.

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“Zone blu” e longevità: la dieta è il segreto

I media hanno dedicato di recente notevole attenzione a questi argomenti. Programmi televisivi come “Presa Diretta” e “Le Iene” si sono occupati della “Dieta del Digiuno”, uno schema alimentare proposto da alcuni scienziati, tra cui l’italiano Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità della University of Southern California e responsabile del programma di ricerca “Oncologia e Longevità” all’IFOM (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare) di Milano. Ovviamente hanno sollevato dubbi e posto interrogativi. Nel libro “La dieta della longevità” che Longo ha pubblicato nel Settembre scorso questo tipo di alimentazione viene descritta attentamente e viene definita come uno dei 5 pilastri sui quali si regge la ricetta di una lunga vita. Gli altri fondamenti sono la ricerca di base, l’epidemiologia, gli studi clinici, l’analisi dei sistemi complessi.

Sono inoltre state identificate alcune zone della terra, geograficamente distanti, definite “zone blu”. La caratteristica comune di queste aree è quella di avere al proprio interno la più alta concentrazione di individui centenari. L’isola di Okinawa in Giappone, quella di Ikaria in Grecia, la Penisola di Nicoya in Costa Rica, la cittadina californiana di Loma Linda, la regione sarda dell’Ogliastra, il paesino calabrese di Molochio hanno quindi un unico comune denominatore: la longevità dei propri abitanti. In queste zone, così distanti e diverse, si mangia quasi allo stesso modo.

Le idee di Longo partono da Molochio, paese di circa 2000 anime perse nel cuore dell’Aspromonte, il luogo di origine dei nonni. E partono da Salvatore Caruso detto “u’ ragiuniere”, morto nel 2015 all’età di 110 anni da uomo più anziano d’Italia. Gli studi di Longo cominciano inverosimilmente dagli esperimenti sul lievito, organismo unicellulare, economico e facile da studiare, passano per l’osservazione sui topi di laboratorio, arrivano infine all’uomo, attraverso l’osservazione di alcuni soggetti (circa un centinaio) che vivono in Ecuador e che sono affetti dalla sindrome di Laron, malattia genetica che provoca nanismo per mancanza del recettore dell’ormone della crescita. Queste persone vivono molto a lungo ed in salute nonostante abitudini di vita ed alimentari del tutto errate. Queste esperienze hanno tutte in comune un elemento, la via metabolica dello zucchero: meno zucchero a lieviti e topi di laboratorio, meno frequenza di diabete tra i soggetti Laron corrispondono sempre ad aumento della vita media.

Cosa mangiare per vivere in salute?

Ma, al di la’ delle intuizioni e degli studi scientifici, la domanda che tutti si pongono è: cosa mangiare per vivere più a lungo ed in salute? A ciò il dott. Longo ha cercato di rispondere, elaborando un regime alimentare che abbia le maggiori probabilità di minimizzare l’insorgenza di malattie. Queste abitudini alimentari si dimostrano molto vicine a quelle dei gruppi di centenari più sani, quelli delle zone blu. L’alimentazione consigliata deve avvicinarsi il più possibile ad una dieta a base vegetale, ricca di legumi, ortaggi, frutta e che comprenda il pesce, consumato in 2-3 pasti alla settimana.

Bisogna ridurre moderatamente il consumo di proteine per chilo di peso corporeo (circa 0,6 g al giorno per Kg di peso), privilegiare il consumo di carboidrati complessi presenti in particolare nei cereali integrali e nelle verdure. Cercare di assumere tutti i nutrienti, compresi acidi grassi essenziali, minerali, vitamine, anche attraverso integratori. In pratica la scelta ritenuta più sana resta quella di mangiare i cibi da sempre presenti sulla tavola dei nostri antenati.

È consigliato fare ogni giorno due pasti ed due spuntini e, soprattutto, cercare di ridurre il numero di ore nella giornata in cui si consuma il cibo, così da mantenere un periodo nel quale non si mangia per circa 12/14 ore al giorno. Viene inoltre proposto a tutti i soggetti di età inferiore a 65/70 anni, non malnutriti o ammalati, di praticare circa 5 giorni, 2 o più volte l’anno, un’alimentazione a ridotto apporto proteico e calorico, cosiddetta alimentazione mima-digiuno, ovviamente sotto controllo medico.

Durando solo 5 giorni il regime mima-digiuno serve a ridurre quei fattori di rischio tipici di malattie cardiovascolari e oncologiche, certamente non si pone come metodo dimagrante. Così il dott. Longo sintetizza le sue convinzioni “Si tratta di riprogrammare il corpo in modo tale da farlo entrare in una modalità di invecchiamento più lento, ma anche di ringiovanirlo attraverso una rigenerazione che si basa sulle cellule staminali”. In fondo, nonostante le incertezze e la ricerca di conferme, tutti si augurano che la dieta “mima-digiuno” possa diventare la strada maestra per una vita lunga ed in salute.

 

Antonio Irlandodirigente medico ASS4 e collaboratore di SocialNews 

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Antonio Irlando

Nato a Torre Annunziata (NA), maturità classica al Liceo B. Croce, laureato in Medicina e Chirurgia all’Università Federico II di Napoli, specialista in Nefrologia, diploma di perfezionamento in Nefrologia pediatrica. Ex pallavolista, jogger nei momenti liberi. Vive a Udine. Dirigente medico Ospedaliero presso l’Unità Operativa di Nefrologia dell’ASS4 Medio Friuli. Giornalista pubblicista. Dall’amicizia col collega Massimiliano Fanni Canelles nasce la collaborazione al periodico Social News e l’impegno nelle attività di @uxilia Onlus. 

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