“L’affido… di cuore”

di Carmen Baggi

Il primo diritto che andrebbe assicurato ad ogni bambino è quello di vivere in famiglia

affidoNella nostra Regione, il Friuli Venezia Giulia, ci sono famiglie che vivono temporanee situazioni di disagio e bambini o ragazzi che hanno bisogno di trovare un ambiente equilibrato e sereno per la propria crescita pur mantenendo i legami con la famiglia d’origine. L’affidamento familiare, regolamentato dalla L. 184/1983, sancisce che “il minore che sia temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo può essere affidato ad un’altra famiglia, possibilmente con figli minori, o ad una persona singola, o ad una comunità di tipo familiare, al fine di assicurargli il mantenimento, l’educazione e l’istruzione.” Alla luce di ciò, l’affido familiare, quale forma di aiuto mirato e temporaneo, può rappresentare uno strumento privilegiato e molto prezioso, in grado di fornire ai minori le cure, l’affetto e l’educazione adeguati di cui hanno bisogno. L’Associazione “Il Focolare-Onlus”, con sede a Campolongo-Tapogliano (UD), ha come obiettivo principe proprio quello di promuovere incontri di sensibilizzazione e formazione sul tema dell’affido familiare, collaborando con Enti, Ambiti (Gorizia, Cividale, Latisana, Cervignano e Trieste), Servizi Sanitari e Istituzioni presenti sul territorio, per rispondere ai diversi bisogni dei bambini coinvolti nel progetto.
Aspetti ancora più importanti, però, risultano essere il benessere e la tutela del bambino che ha il diritto di vivere con serenità la socialità, integrandosi nel territorio e con i pari grazie all’aiuto dei suoi affidatari. Questi ultimi, infatti, hanno il delicato compito di coltivare l’idea del ritorno nella famiglia naturale, di “raccontare” al minore della sua famiglia guardando al futuro con speranza ed accoglienza, permettendogli di assaporare la sua quotidianità nel modo più sano e naturale possibile.
Il minore ha bisogno di un ambiente affettivamente accogliente, protettivo, temporaneo, che gli permetta di sviluppare e valorizzare le sue potenzialità e le sue risorse, senza giudicarlo. “Il Focolare-Onlus” lavora proprio con questo intento: formare in modo adeguato, mirato e specifico le famiglie disponibili all’affido, in modo tale da permettere loro un’esperienza certo complessa, ma notevolmente arricchente e garantire al minore quella “normalità” che va cercando, senza perdere i punti di riferimento affettivi, il suo mondo scolastico e amicale. In quest’ottica, l’affido familiare può essere inteso come un’occasione di crescita condivisa ed un’occasione per crescere tutti quanti assieme.

“L’affido familiare visto da vicino”

Quali sono le tipologie di affidamento?
Esistono diverse tipologie di affidamento:
–  CONSENSUALE: la famiglia di origine è concorde con tale provvedimento, disposto dal Servizio Sociale locale con il consenso dei genitori o del tutore del minore (se presente) e reso esecutivo dal Giudice Tutelare;
–  GIUDIZIALE: manca il consenso della famiglia di origine ed è presente un decreto del Tribunale per i Minorenni. A seconda della durata e del tipo di accoglienza può essere:
–  DIURNO o PART-TIME: il bimbo trascorre l’intera giornata con gli affidatari rientrando la sera dai suoi genitori.
– RESIDENZIALE A LUNGO TERMINE: il bambino trascorre la propria quotidianità (giorno e notte), per lunghi periodi (mesi o anni), con gli affidatari, mantenendo i rapporti con la propria famiglia d’origine.
– RESIDENZIALE A BREVE TERMINE: il bambino viene sostenuto da una famiglia/persona per brevi periodi di tempo (per es. nelle vacanze estive, nei week-end, nei periodi di ospedalizzazione di un genitore malato, ecc.).
– D’URGENZA: si rende necessario accogliere un bambino o un ragazzo in situazioni non previste e urgenti a seguito di improvviso allontanamento dal proprio nucleo familiare (abbandono, gravi deviazioni o incuria, ecc.) in attesa che l’Autorità Giudiziaria disponga, assieme ai Servizi, un progetto di sostegno a lungo termine.
Chi propone l’affidamento?
L’affidamento viene proposto e attuato dal Servizio Sociale, la struttura preposta al servizio di protezione, cura e tutela dell’infanzia. Diventa esecutivo dopo l’intervento di un organo giudiziario.
L’affidamento è progettato in base alle esigenze del bambino, alla sua situazione familiare specifica e ai problemi che essa presenta.
Chi sono i bambini-ragazzi affidati?
Neonati, bambini di due o tre anni, bambini che frequentano la scuola per l’infanzia, la primaria o la secondaria o più grandi, fino a diciassette anni compiuti. Possono essere italiani o stranieri.
Quali sono le famiglie dei bambini-ragazzi affidati?
Sono famiglie che necessitano di un aiuto esterno temporaneo per essere supportate nelle loro funzioni genitoriali, educative e affettive perché si trovano in una situazione di difficoltà che crea disagio e malessere per i propri figli. L’affido può essere utile nei casi di malattia, disagio, detenzione, tossicodipendenza, violenza, maltrattamento, abuso, ecc.
Chi può ottenere l’affido familiare?
Possono diventare affidatarie coppie con o senza figli, sposate o conviventi o singole persone. È fondamentale siano accoglienti dal punto di vista affettivo, protettive, temporanee e aiutino il minore a sviluppare e a valorizzare le sue potenzialità, senza giudicarlo.
Quando termina l’affidamento?
L’affidamento si conclude con un provvedimento della stessa Autorità Giudiziaria che l’ha disposto, nel momento in cui:
– la famiglia è riuscita a superare le proprie difficoltà e può riaccogliere il bambino/ragazzo;
– la prosecuzione non rappresenti più l’interesse del bambino o del ragazzo affidato;
– l’affidato abbia raggiunto la maggiore età.

di Carmen Baggi
Il Focolare–Onlus, Campolongo-Tapogliano (UD).

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