Agire rapidamente, prevenire il pericolo

Luca Ciriani

La crisi finanziaria, dell’economia di carta, non sarà stata inutile se ci farà riscoprire i valori dell’economia vera, quella radicata nella tradizione e nel territorio, basata sulla fatica e sulla creatività del lavoro, su beni e servizi reali, dall’agricoltura al manifatturiero.

Sin dall’inizio della crisi finanziaria non ci eravamo fatti illusioni, avevamo capito che il Friuli Venezia Giulia non poteva considerarsi un’isola felice al riparo della bufera. Eravamo consapevoli, insomma, che la crisi finanziaria mondiale avrebbe prima o poi intaccato l’economia reale, in Europa e in Italia. Anche se qui, per fortuna, non ci sono stati gli eccessi della finanza creativa (e cartacea) che si sono avuti in America. Lo conferma puntualmente l’ultimo “Rapporto previsionale sull’andamento dell’economia del Friuli Venezia Giulia”, commissionato dalla Regione e relativo al terzo trimestre del 2008. Indica come la crisi cominci a farsi sentire anche qui da noi, con una riduzione della crescita del Prodotto interno lordo, anche se stiamo assorbendo meglio l’impatto rispetto al quadro nazionale.

Del resto, non erano mancati segnali chiari, in questo senso, provenienti negli ultimi mesi dal mondo delle imprese. Come Amministrazione regionale, ci siamo mossi con rapidità per prevenire il pericolo di restrizione del credito attraverso un confronto con le associazioni imprenditoriali, le parti sociali, le banche. Con un emendamento alla legge sul commercio approvata in Consiglio regionale, cioè con il primo “treno” disponibile, abbiamo istituito un Fondo di garanzia presso il Frie con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro. Uno strumento che permetterà di ampliare la possibilità di accesso al credito a tassi più contenuti. Alla finanziaria regionale Friulia abbiamo assegnato il compito di istituire un Fondo di sostegno di 15 milioni di euro per il rafforzamento patrimoniale delle imprese, un modo anche per valorizzare la vocazione originaria di Friulia, nata proprio per essere al servizio delle Piccole e medie imprese regionali.

Vogliamo che la finanziaria regionale riconquisti pienamente questo ruolo. In Friuli Venezia Giulia rischiano di più le Piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura del nostro tessuto economico. In questi ultimi anni, le Pmi, di fronte alle sfide della globalizzazione, hanno dimostrato nella maggior parte dei casi una notevole vitalità, hanno saputo adeguarsi rapidamente alle mutate condizioni dei mercati, spesso a prezzo di notevoli sacrifici. Credo però che per il prossimo futuro, oltre agli strumenti di emergenza che abbiamo già adottato, occorra concentrare l’attenzione e accelerare il passo su tre scelte strategiche, quelle che il presidente Renzo Tondo chiama le tre “I”: innovazione, internazionalizzazione, infrastrutture. Il Friuli Venezia Giulia dispone da alcuni anni di un’importante legge sull’innovazione, voluta proprio dal presidente Tondo a conclusione del suo primo mandato alla guida della Regione, e poi aggiornata e migliorata dal Consiglio regionale nella precedente legislatura, con il largo contributo di maggioranza e opposizione.

Grazie a questa legge, vengono messe a disposizione delle imprese significative risorse finanziarie. Credo che occorra accentuare soprattutto le ricadute concrete dell’attività di ricerca condotta nelle Università e negli altri centri di eccellenza del Friuli Venezia Giulia. La ricerca deve essere prima di tutto “utile”, deve migliorare la qualità della vita dei cittadini ed accrescere la competitività delle imprese. Il compito della Regione è proprio quello di aiutare a costruire una rete, di favorire l’interscambio tra gli attori della filiera della ricerca. Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, la Regione può mettere in campo specifici strumenti, come la finanziaria Finest e la società di consulenza Informest, che hanno la funzione di “accompagnare” gli imprenditori all’estero e di sostenere i loro programmi di investimento.

La Regione gestisce poi alcuni progetti di internazionalizzazione assieme all’ICE (Istituto Nazionale per il Commercio Estero), senza contare il ruolo fondamentale del sistema delle Camere di commercio. Anche le grandi opere pubbliche, quelle immediatamente attuabili, potranno costituire in questa fase di difficoltà un sostegno della domanda e un volano per l’economia e per il lavoro. Penso in particolare alla terza corsia della “A 4”, un’opera da più di 1,5 miliardi di euro, che siamo riusciti a sbloccare in pochi mesi con la nomina del presidente Tondo a commissario, incarico per il quale ha deciso di rinunciare a qualsiasi compenso, e l’avvio degli espropri per il raccordo Villesse-Gorizia. La terza corsia è un’opera assolutamente indispensabile, che consentirà non solo di superare la fase di emergenza del traffico, ma anche, in prospettiva, di accrescere la competitività territoriale della regione. Sono comunque fiducioso. Sono convinto che il tessuto economico e produttivo del Friuli Venezia Giulia saprà affrontare e superare anche questo momento di difficoltà. La crisi finanziaria, dell’economia di carta, non sarà stata inutile se ci farà riscoprire i valori dell’economia vera, quella radicata nella tradizione e nel territorio, basata sulla fatica e sulla creatività del lavoro, su beni e servizi reali, dall’agricoltura al manifatturiero. Ripartiamo da questi valori e da queste tradizioni, da noi sempre ben presenti, per imboccare un percorso virtuoso di consolidamento e di innovazione di ciò che sappiamo fare bene.

Luca Ciriani
Vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia
Assessore alle Attività produttive

Massimiliano Fanni Canelles

Viceprimario al reparto di Accettazione ed Emergenza dell'Ospedale ¨Franz Tappeiner¨di Merano nella Südtiroler Sanitätsbetrieb – Azienda sanitaria dell'Alto Adige – da giugno 2019. Attualmente in prima linea nella gestione clinica e nell'organizzazione per l'emergenza Coronavirus. In particolare responsabile del reparto di infettivi e semi – intensiva del Pronto Soccorso dell'ospedale di Merano. 

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