Demotivati? Forse. Comunque senza futuro

Giuseppe Fioroni

Siamo ancora lontani dagli obiettivi dell’Agenda di Lisbona, che vincola i paesi Ue a non superare, per il 2010, il 10% di abbandoni precoci. È dunque indispensabile assicurare le condizioni di una prevenzione e di un recupero della dispersione attraverso azioni didattiche e percorsi capaci di fornire adeguate motivazioni.

Da quando sono ministro uno degli obiettivi che mi sono posto è stato quello di intensificare gli sforzi per arginare il fenomeno della dispersione scolastica, che ritarda ed ostacola la crescita personale di una parte dei nostri giovani con forti ripercussioni anche sullo sviluppo sociale del Paese. Ancora oggi in Italia un ragazzo su cinque non consegue né diploma né qualifica professionale, e 19.000 studenti “scompaiono” dopo essersi iscritti al primo anno della scuola secondaria superiore. Siamo, quindi, ancora lontani dagli obiettivi dell’agenda di Lisbona che vincola i paesi Ue a non superare, per il 2010, il 10% di abbandoni precoci. È dunque indispensabile assicurare le condizioni di una prevenzione e di un recupero della dispersione attraverso azioni didattiche e percorsi capaci di motivare e di rimotivare, di compensare i deficit accumulati, di assecondare e valorizzare le propensioni, gli interessi, i talenti di ogni ragazza e ragazzo.
Con la finanziaria dell’anno scorso abbiamo innalzato l’obbligo d’istruzione a 16 anni, una misura perfezionata anche nella finanziaria 2008. Credo che con questo provvedimento la nostra scuola compia un passo significativo verso l’allineamento con i sistemi di altri paesi dell’Unione Europea. Inoltre molto presto si ricostituirà l’Osservatorio Nazionale sulla dispersione scolastica che sarà collegato a tutte le strutture di prevenzione presenti sui territori e si occuperà di lavorare alla realizzazione dell’anagrafe degli studenti, finalizzata a seguire il percorso formativo di tutti gli alunni per l’intera durata dell’obbligo. Grazie a questo riusciremo a mettere a punto interventi di prevenzione degli abbandoni e di recupero di situazioni di esclusione. La scuola deve essere un “ascensore sociale” e assicurare ad ogni studente la possibilità di realizzare pienamente le proprie potenzialità ma deve anche accompagnare i giovani migliori al successo formativo e ai percorsi di istruzione superiore, qualunque sia il loro stato sociale e la loro preparazione di partenza. Nel corso del mio mandato non ho voluto fare riforme che stravolgessero il nostro sistema di istruzione ma ho voluto attivare una serie di azioni che puntassero a creare una scuola più seria ed esigente e che fosse in grado di educare istruendo. Credo che con le nuove indicazioni per il curriculum dell’infanzia e del primo ciclo abbiamo gettato le basi per dare ai nostri ragazzi una formazione migliore, più efficace. Abbiamo voluto stabilire delle priorità, concentrando gli sforzi perché queste basi di cultura e conoscenza siano acquisite prima che sia troppo tardi. Per questo i nostri studenti devono imparare bene l’italiano, la matematica, la storia e la geografia. Questo non significa che saranno trascurate le lingue straniere e l’informatica.

La scuola italiana vuole dare pari opportunità a tutti, non livellando verso il basso ma stimolando ciascuno a dare il meglio.
Anche per questo abbiamo voluto destinare risorse all’apertura delle scuole il pomeriggio, per facilitare l’organizzazione dei corsi di recupero e per far sviluppare laboratori musicali, scientifici e per approfondire lo studio di Dante. L’apertura pomeridiana delle scuole rappresenta, tra l’altro, uno strumento privilegiato per la lotta al disagio giovanile e alla dispersione scolastica. Tra gli ultimi provvedimenti che abbiamo attuato c’è il decreto sul recupero dei debiti scolastici dello scorso 3 ottobre. Quarantadue studenti su cento alle scuole superiori vengono ammessi con debito alla classe successiva e solo uno su quattro lo recupera. Con questo decreto si stabilisce che entro il 31 agosto, e comunque prima che inizi il nuovo anno, i ragazzi debbano superare delle verifiche per dimostrare di aver saldato il debito formativo: in caso contrario non si verrà promossi alla classe successiva. Per colmare le lacune accumulate saranno organizzati corsi di recupero a scuola durante tutto l’anno scolastico e se servirà anche nel periodo estivo. Si tratta di un provvedimento serio che vuole garantire tutti ma soprattutto i più deboli: i ragazzi che non hanno alle spalle famiglie e condizioni sociali in grado di aiutarli a farcela comunque. Stiamo lavorando ad una scuola più esigente sia sul piano del comportamento che su quello dello studio. Credo che questa sia l’unica strada per aiutare i ragazzi a mettere radici profonde oggi per potersi costruire un futuro migliore per se stessi e per il nostro Paese.

Giuseppe Fioroni
Ministro per la pubblica istruzione

Massimiliano Fanni Canelles

Viceprimario al reparto di Accettazione ed Emergenza dell'Ospedale ¨Franz Tappeiner¨di Merano nella Südtiroler Sanitätsbetrieb – Azienda sanitaria dell'Alto Adige – da giugno 2019. Attualmente in prima linea nella gestione clinica e nell'organizzazione per l'emergenza Coronavirus. In particolare responsabile del reparto di infettivi e semi – intensiva del Pronto Soccorso dell'ospedale di Merano. 

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