Al Sant’Orsola di Bologna, l’equipe del professor Gaetano Gargiulo salva un neonato affetto da grave cardiopatia congenita

Al momento del parto, avvenuto all’ospedale di Piacenza, nulla lasciava presagire quanto stava per accadere. Dopo il primo vagito il bimbo è stato consegnato alla mamma per il precoce contatto pelle a pelle e, solo pochi minuti dopo, l’ostetrica ha notato il colorito non proprio roseo del bambino. Da qui è scattata la prima allerta: Luca è stato subito affidato alle infermiere pediatriche e trasferito in Patologia neonatale, per i primi accertamenti.

Un’ecocardiografia doppler, eseguita in urgenza dai cardiologi pediatri dell’ospedale di Piacenza ha permesso di arrivare alla diagnosi tempestiva: il neonato presentava una trasposizione delle grandi arterie. E’ stato dunque organizzato il trasporto in emergenza al Policlinico di Sant’Orsola, riferimento nazionale e non solo per Cardiochirurgia pediatrica. 

“A Bologna, a poche ore dalla sua nascita – spiega il professor Gaetano Gargiulo, direttore della Cardiochirurgia Pediatrica e dell’Età evolutiva del Policlinico di Sant’Orsola – Luca è stato sottoposto a un primo intervento (settostomia di Rashkind) e, nei giorni successivi, a una seconda e più complessa operazione definitiva per riposizionare le grandi arterie (aorta e polmonare). La patologia del piccolo, se non trattata tempestivamente, lo avrebbe portato alla morte, invece ora Luca può a buon diritto aspirare ad una vita normale senza particolari contrindicazioni”. 

In Italia sono circa 4.500 i bambini che ogni anno presentano alla nascita una cardiopatia congenita, il 30% dei quali deve essere sottoposto ad un intervento immediato. All’alba del 2020, grazie alla tempestività della diagnosi e al miglioramento della terapia chirurgica, più del 90% di questi bambini raggiunge l’età adulta e la sopravvivenza può superare il 98%.

Il Centro di Cardiochirurgia pediatrica del Policlinico è il principale centro italiano, e uno dei pochi in Europa, che riesce a garantire la continuità delle cure: qui lo stesso medico segue infatti il paziente lungo tutto l’arco della vita. 

“Per garantire le cure di cui questi malati hanno bisogno – spiega la cardiochirurga Emanuela Angeli – è necessario conoscere la loro storia clinica come solo chi li ha curati fin da piccoli può fare e avere una grande collaborazione tra professionisti diversi”.

Il Centro di riferimento del Sant’Orsola esegue ogni anni oltre 350 interventi tra cui trapianti di cuore e impianti di cuori artificiali – su neonati, ragazzi e adulti con cardiopatia congenita, seguiti fin da bambini. L’associazione Piccoli Grandi Cuori è la onlus, attiva in reparto, che offre ospitalità e supporto ai pazienti e ai loro famigliari. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *