SCREENING, AUTOPALPAZIONE E CONTROLLI INDIVIDUALI

I CONTROLLI, PER UNA MAGGIORE EFFICACIA, POSSONO INIZIARE INTORNO AI 30-35 ANNI CON UNA MAMMOGRAFIA DI BASE, SEGUITA DA CONTROLLI ECOGRAFICI BIENNALI, CHE NEL CASO DI FAMILIARITÀ IMPORTANTE, POSSONO ANCHE ESSERE ANNUALI. EMERGE COSÌ L'IMPORTANZA DELL’AUTOPALPAZIONE

Gli screening mammografici iniziano solitamente a 50 anni. Infatti in post menopausa i tumori della mammella sono più frequenti e la mammografia rappresenta il gold standard nella diagnosi. Si ha così il massimo ritorno dell’investimento economico fatto dal Servizio Sanitario Regiona- le, cui è delegata l’organizzazione dei controlli gratuiti per le cittadine. Diversa è invece l’indi- cazione ai controlli periodici individuali delle fasce sociali non sottoposte a screening.

I con- trolli possono iniziare intorno ai 30-35 anni con una mammografia di base, seguita da controlli ecografici biennali, che nel caso di familiari- tà importante, possono anche essere annuali. Emerge così l’importanza dell’autopalpazione, che permette l’evidenziazione del 50 %, alme- no dei noduli sospetti, se fatta correttamente. Dopo i 40 anni diviene utile una mammografia biennale, quale l’unico esame in grado di identificare, ad esempio, le microcalcificazioni, spesso spie di una lesione tumorale.

L’età dai 30 ai 50 anni è in effetti più delicata dal pun- to di vista diagnostico, poiché alle patologie benigne (fibroadenomi, cisti, displasie etc.) si associano, anche se in bassa frequenza, lesio- ni neoplastiche.

Diviene opportuno associare all’autopalpazione mensile, e ne sottolineo an-cora una volta l’importanza , le visite senologiche annuali, insostituibili per
la loro efficacia e risulta-no quindi di massima im-portanza.

La paziente puòperciò essere indirizzata in maniera ottimale verso il corretto iter di prevenzione. Per quanto riguarda i possibili danni da ra diazioni va ricordato che la moderna mammografia digitale utilizza dosi di radiazioni bassissime, assolutamente non pericolose.

La ghiandola mammaria infatti è sensibile ai danni da radiazioni solo all’atto dello sviluppo, quindi non nella donna adulta. Sottolineo che la mammografia ha una validità nel 95-98% dei casi, ma purtroppo esiste la possibilità di falsi negativi. Ecco perciò la necessità di integrare all’esame gold standard l’autopalpazione, l’ecografia e le visite senologiche.

Importantissima oggi è anche la ricerca genetica che ha fatto passi da gigante, da utilizzare soprattutto in quelle donne giovani con spiccata familiarità perché il rischio è molto alto. L’esame periodico del seno crea una consapevolezza dinamica dello stato del proprio seno tale da rilevare qualsiasi cambiamento della fisionomia di base.

A questo punto è giusto parlare dell’autopalpazione, questa sconosciuta. È un esame semplice che la donna può eseguire da sola a partire dai 20 anni di età, una volta al mese, una settimana dopo la fine del ciclo, e che nelle popolazioni latine viene eseguito poco e in maniera non corretta.

L’autopalpazione andrebbe insegnata e messa in pratica fin dalla giovane età, ricordando che quasi il 50% dei noduli viene rilevato proprio con questa metodica nelle popolazioni anglosassoni. Eseguire correttamente l’autopalpazione permette alla donna di acquisire una capacità diagnostica importante e consapevolezza dinamica dello stato del proprio seno; è come eseguire 12 leggere ecografie in 1 anno.

E’ opportuno comin- ciare ad eseguirla dopo i 20 anni, 1 settimana dopo le mestruazioni; se si è in menopausa non c’è un momento consigliato ma bisogna crearsi da sole delle scadenze regolari, ad esempio ogni inizio di mese per tutta la vita visto che il rischio di tumore al seno non di- minuisce con l’avanza- re dell’età.

L’autopalpazione del seno non deve essere vissuta come un gesto di prevenzione, e non come un momento ansiogeno. L’autopalpazione si fa appoggiando delicatamente la mano destra sul seno sinistro e successiva- mente la sinistra sul seno destro; si prosegue con piccoli movimenti circolari su tutta la superficie del seno con il braccio stesso prima in basso e poi ripetendo la metodica con il braccio in alto. Si termina palpando le ascelle e infine con il pollice e l’indice della mano stringendo delicatamente il capezzolo per verificare eventuali secrezioni di siero o di sangue che, normal- mente, non dovrebbero esserci. 

Sottolineo ulteriormente come è bene monitorare la salute del proprio seno a qualsiasi età; anche per- ché la percentuale delle donne alla soglia dei 30 anni che manifesta un carcinoma mammario è in crescita.

La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) è a Udine in Via Francesco di Manzano, 15 – 0432 548999 – www.legatumoriudine.com







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