INTRODUZIONE ALLA MOSTRA ALLA RICERCA DELL’ IO

BIPERSONALE CON ANTONELLA PERESSON PITTRICE CATIA CLINAZ SCULTRICE

In filosofia l”Io”, è un pronome attraverso il quale l’uomo designa sé stesso e proprio sul Sé attiva una riflessione sulla propria coscienza. L’Io diviene così riflessione di un’unità che congiunge vari aspetti dell’interiorità umana. Uno degli aspetti fondamentali è il bisogno esistenziale della memoria, il ricordo come fonte di creatività, in fin dei conti l’uomo è una sintesi di anima e corpo, di finito e infinito, di libertà e necessità.

Per Prust la reminiscenza risiede e nasce nella memoria involontaria ed è proprio in questo cassetto riservato a spazio e tempo in cui la vita acquista profondità nell’arte.

La memoria involontaria è debitrice dei soli sensi, dunque è libera e stimola quelle determinate e sublimi sensazioni.

In fin dei conti la memoria agisce come una metafora e recupera quel passato che altrimenti verrebbe perduto per sempre. La memoria ha l’effetto di accorpare un momento vissuto ora con il ripescaggio del già vissuto e ne crea una nuova esperienza. Proprio Prust sostiene che i ricordi volontari si formano da sé, sono attratti dalla somiglianza di un “minuto” identico, già vissuto e diventano materia prima per la creazione delle opere d’arte.

L’arte così diviene il mezzo per operare una trasformazione estetica di quei residui di mondi risiedenti nella nostra memoria e unisce le fantasie ad un’esperienza interiore significativa avvolta da una calda intimità.

L’arte informale, in particolar modo, si presta per trasferire la vibrazione della sensazione provata in un determinato momento, non richiede sempre una progettazione, ma si affida all’esperienza e all’immediatezza, risponde così ad un bisogno del momento e alla velocità di trasferire un messaggio fermato in un determinato istante.

L’arte permette di trasferire l’introspezione che ognuno fa su Sé stesso, raccoglie meditazioni ed evoluzioni intime nel fulmineo sentire e svuota l’Io riversandosi in supporti e materiali che prenderanno forma per mano dell’artista con segni, vibrazioni coloristiche, modellazioni.




CATIA CLINAZ


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