Neue Braille, un font per l’inclusione nel mondo dell’ipovisione

Neue Braille  è il nome del nuovo font che combina la scrittura tradizionale e quella per non vedenti. Frutto della genialità del giovane designer giapponese Kosuke Takahashi, il nuovo sistema di scrittura digitale nasce in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici che si terranno a Tokyo nel 2020.

L’idea è tanto semplice quanto geniale: coniugare in un unico sistema di caratteri entrambe le scritture, quella a cui siamo abituati tutti e quella dei punti in rilievo che permettono una lettura attraverso il tatto. Il Braille quindi si sovrappone alle lettere classiche creando finalmente dei testi universali, leggibili a prescindere dalle capacità visive senza dover creare dei testi differenziati a seconda del fruitore.

Il giovane designer giapponese, che ha dato vita alla coesistenza tra la scrittura tradizionale e quella per gli ipovedenti, con questo progetto ha segnato un traguardo importante nella storia e posto nuove basi per un futuro dell’universo della scrittura digitale.

Il sistema Braille nacque nella prima metà del XIX secolo dall’idea di Louis Braille, da cui prende il nome, e consiste in un codice a sei punti in rilievo che, combinati tra loro, identifica numeri, lettere e quindi parole, dando la possibilità di leggere alle persone ipovedenti. Una vera rivoluzione della comunicazione che viene celebrata ogni anno il 4 gennaio con il World Braille Day.

Kosuke ha le idee ben chiare riguardo agli sviluppi possibili del suo lavoro, infatti ha dichiarato sul suo sito internet: “Ho anche condotto una ricerca per vedere se una grande segnaletica con braille fosse leggibile per i non vedenti. Braille Neue ha la possibilità di espandersi spazialmente nei segnali pubblici in modi nuovi ma anche di sovrapporsi alla segnaletica esistente nello spazio pubblico completandola. È facile da implementare ed è un trampolino di lancio per un futuro sostenibile e inclusivo”. Insomma un primo passo verso un nuovo approccio senza più barriere nel mondo del Braille: “Attualmente, – spiega Takahashi – raramente vediamo il Braille implementato nello spazio pubblico poiché richiede uno spazio aggiuntivo e le persone vedenti lo considerano non importante. Braille Neue affronta questo problema rendendo il braille facile da usare per le persone vedenti. Spargendo questo insieme credo che più persone conosceranno il braille”.

Per riuscire al meglio in questa operazione il nuovo font nasce già declinato in due versioni, una studiata per il mondo occidentale con le lettere classiche quelle dell’alfabeto latino e i numeri arabi (Braille Neue Standard) e l’altra per il mondo orientale costituito da ideogrammi (Braille Neue Outline).

Un codice di comunicazione trasversale che può davvero fare la differenza e superare tutte le difficoltà che l’uso del Braille comporta ancora. La speranza ora è che trovi presto spazio sul mercato dei font e che la pubblica amministrazione intervenga legiferando in merito e possa imporre il suo utilizzo, garantendo così un utilizzo massiccio e capillare.

 

Michel Mucci
Nato nel 1985 a Gorizia contesto questo pluri culturale e linguistico. Laureato nella facoltà di lingue e letterature straniere dell’Università di Udine in relazioni pubbliche. Da 10 anni attivo nel mondo del volontariato locale e impegnato socialmente e politicamente. Passato da ufficio stampa per eventi e in diversi enti pubblici, ora opera all’interno di una company come responsabile recluting e gestione risorse umane.

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