Malattie renali, il male discreto

Solo una volta l’anno i mezzi d’informazione si occupano attivamente di malattie renali, in occasione cioè della Giornata Mondiale del Rene. Dal 2006, ogni secondo giovedì di Marzo, la FIR (Fondazione Italiana del Rene) e la SIN (Società Italiana di Nefrologia) cercano in questo modo di richiamare l’attenzione su una patologia tanto diffusa quanto spesso dimenticata.

Nell’edizione del 2016 si è affrontata la promozione della prevenzione e della diagnosi precoce, oltre che attraverso conferenze e visite gratuite, attraverso l’elaborazione di un decalogo di semplici regole atte alla protezione renale. Sono consigli alla portata di tutti:

  • si raccomanda di praticare regolarmente attività fisica,
  • di non fumare,
  • di mantenere il peso nella norma,
  • di seguire un’alimentazione adeguata,
  • di moderare il consumo da sale e proteine,
  • di evitare l’abuso di farmaci (in particolare antiinfiammatori),
  • di eseguire periodicamente un controllo delle urine e della creatinina,
  • di mantenere un buon apporto di liquidi, preferendo l’acqua ad altre bevande.

 

malattie renali croniche

Malattie renali croniche: più diffuse di quanto si pensi

Un importante studio scientifico, lo studio CARHES, condotto nel 2010 dalla Società Italiana di Nefrologia in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Associazione Nazionale Cardiologi Ospedalieri, ha permesso di avere dati certi sulla diffusione delle malattie renali croniche su tutto il territorio italiano.

I ricercatori hanno attinto dalle liste elettorali di ogni singola regione un campione rappresentativo della popolazione, di età compresa tra i 35 ed i 79 anni. Sono stati analizzati circa 8000 soggetti. Secondo questo studio la percentuale di individui affetti da un qualunque stadio di malattia renale cronica in Italia nel 2010 è del 6,3%. Questo vuol dire che nel nostro paese ci dovrebbero essere circa 3,5 milioni di soggetti affetti. E la consapevolezza della presenza di questa patologia nel nostro territorio è purtroppo scarsa: solo il 10% dei pazienti globalmente affetti vengono inviati tempestivamente allo specialista nefrologo.

Come prevenire e intercettare le malattie?

prevenzione malattie renali analisi del sangue

Ma come si possono intercettare precocemente le alterazioni della funzionalità renale? In modo assolutamente pratico il solo dosaggio della creatinina sierica e quello delle proteine urinarie sono già sufficienti a dirci se siamo di fronte ad una malattia renale e di quale gravità. Oltretutto, l’identificazione di malattia renale porta indubbi vantaggi economici in termini di spesa sanitaria.

Basti pensare che, mentre un soggetto allo stato iniziale di malattia costa al SSN alcune migliaia di euro l’anno, un paziente che arriva, al termine di una malattia renale avanzata, ad affrontare una terapia sostitutiva della funzione renale costa circa 29.800 euro l’anno se curato con la dialisi peritoneale e circa 43.800 euro l’anno se sottoposto ad emodialisi. Il trapianto di rene, che possiamo considerare la vera terapia di una insufficienza renale cronica terminale, incide per circa 52.000 euro il primo anno e 15.000 euro per gli anni successivi. Se solo si riuscisse a ritardare di 5 anni la progressione della malattia renale cronica e l’arrivo di questi pazienti alla dialisi nel 10% dei soggetti ammalati, si assisterebbe ad un risparmio di risorse per circa 2,5 miliardi di euro.

Tutte le strategie per ridurre la spesa sanitaria passano per gli ambulatori dei medici di medicina generale e dei pediatri. Il loro lavoro riveste un ruolo fondamentale nel riconoscimento precoce delle problematiche renali e nell’avvio di uno screening sistematico per le categorie a rischio. I curanti potrebbero far eseguire un controllo della creatinina e dell’esame urine a frequenza almeno biennale a tutti i soggetti sani, mentre nei soggetti ad alto rischio come diabetici, ipertesi e cardiopatici si potrebbero valutare anche le albumine urinarie.

È stato anche proposto di identificare i pazienti con malattie renali accedendo, compatibilmente con tutte le norme della privacy, ai database dei laboratori di analisi, e riconoscendo così soggetti potenzialmente affetti attraverso esami eseguiti per altri e svariati motivi. La Regione Friuli Venezia Giulia ha elaborato nel Giugno 2016 un documento che favorisce il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) del paziente con malattia renale cronica. Lo scopo è quello di migliorare l’assistenza a questi pazienti, come già previsto dall’Istituzione della “Filiera Rene” col DGR 1539/2015. Il documento si pone come obiettivi fondamentali la prevenzione della malattia renale cronica, la sua diagnosi precoce, la prevenzione del ritardo nel riferimento allo specialista, il rallentamento della progressione di malattia, la riduzione dell’incidenza delle complicanze, la valutazione di tutte le opportunità di trattamento conservativo e sostitutivo, l’informazione al paziente ed ai suoi familiari. I destinatari di questi messaggi, attraverso la loro attività congiunta e coordinata, sono i Nefrologi, i Medici di Medicina Generale, i Pediatri, gli infermieri, il personale delle strutture ospedaliere ed ambulatoriali pubbliche e private e degli ambiti socioassistenziali.

Antonio Irlando

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Antonio Irlando

Nato a Torre Annunziata (NA), maturità classica al Liceo B. Croce, laureato in Medicina e Chirurgia all’Università Federico II di Napoli, specialista in Nefrologia, diploma di perfezionamento in Nefrologia pediatrica. Ex pallavolista, jogger nei momenti liberi. Vive a Udine. Dirigente medico Ospedaliero presso l’Unità Operativa di Nefrologia dell’ASS4 Medio Friuli. Giornalista pubblicista. Dall’amicizia col collega Massimiliano Fanni Canelles nasce la collaborazione al periodico Social News e l’impegno nelle attività di @uxilia Onlus. 

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