Bebe Vio: la forza di ricominciare dallo sport

Forza, coraggio e determinazione sono alcune delle caratteristiche che accomunano diversi giovani atleti che, in seguito a incidenti o malattie, hanno perso braccia e gambe, ma non si sono arresi. Si sono rialzati e, attraverso lo sport, hanno ritrovato il sorriso e la voglia di disegnare il loro futuro

Andrea Tomasella

“Lo sport come terapia, noi ci crediamo”.

Questa è il motto di art4sport, un’associazione che si pone l’obiettivo di aiutare economicamente e di supportare a livello pratico/organizzativo le famiglie di bambini protesizzati per consentire loro di giocare e divertirsi quotidianamente attraverso l’attività sportiva, magari anche con finalità agonistiche. Di questo e molto altro abbiamo parlato con Teresa Angela Grandis, Presidente di art4sport e mamma di Bebe Vio, schermitrice italiana e medaglia d’oro nella prova individuale ai XV Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro.

Teresa Angela Grandis mamma di Bebe Vio

Conosciamoci un po’, una tua breve presentazione

Buongiorno, sono Teresa Angela Grandis, Presidente di art4sport e mamma di Bebe Vio, oltre che di Nicolò e Maria Sole. Insieme a mio marito Ruggero e a mia figlia abbiamo deciso di fondare l’associazione art4sport ONLUS nel 2009, l’anno successivo alla malattia di Bebe, per aiutare e sostenere nello sport tutti i ragazzi portatori di protesi e le loro famiglie. Dopo la malattia, infatti, il desiderio più grande di Bebe era quello di ricominciare a praticare scherma. Mio marito ed io ci siamo, però, trovati davanti ad un vuoto che abbiamo deciso di colmare, un po’ anche per dare un senso positivo a ciò che c’era successo.

Cosa rappresentano le protesi per un giovane atleta?

Le protesi e tutti gli ausili sportivi specifici sono fondamentali per la pratica di un’attività sportiva. Molto spesso i genitori stessi non conoscono le opportunità esistenti e non sanno che ci sono moltissimi sport praticabili dal proprio figlio. Considerate che praticamente per ogni disciplina olimpica esiste una sua corrispettiva sezione paralimpica. In questo senso, le protesi giocano un ruolo di primaria importanza e sono progettate e realizzate sul singolo ragazzo proprio in base alle sue caratteristiche fisiche.

Qual è la situazione in Italia circa le protesi sportive?

Purtroppo lo Stato non sostiene l’acquisto di ausili sportivi, ma solamente di protesi ed attrezzature “per tutti i giorni”. Gli ausili sportivi costano davvero molto e, soprattutto nei bambini, vanno adattati costantemente in base alla crescita.

Art4sport è nata proprio per sopperire a questa mancanza.

Ognuno degli atleti aiutati dall’associazione ha una propria storia, dei sogni, delle ambizioni. Dal tuo punto di vista, come si potrebbe valorizzarne il grande capitale umano e farne un esempio di forza e di tenacia?

Da mamma e Presidente posso affermare che attribuiamo valore sempre e comunque ai ragazzi che fanno parte del team di art4sport. Ci rendono orgogliosi ed ogni loro “impresa”, piccola o grande che sia, è per noi motivo di grande felicità.

Quali sono le soddisfazioni più grandi ottenute con il lavoro dell’associazione?

Le soddisfazioni più grandi sono quelle di vedere i ragazzi iniziare a credere nelle proprie capacità e prendere confidenza con sé stessi. Ogni qualvolta incontriamo i bambini o i ragazzi accompagnati dai loro genitori, ci facciamo catturare dai loro racconti, ci innamoriamo dalle loro storie e dei loro desideri sportivi. Da quel momento, il nostro desiderio più grande è quello di aiutarli a disegnare il loro futuro attraverso un sogno sportivo. Negli anni li vediamo crescere ed acquistare fiducia in se stessi. Posso assicurare che, da lì a poco, i volti dei bambini e quelli dei loro familiari iniziano a distendersi e su di loro riappare il sorriso. Sono proprio quei sorrisi e quel cambio di atteggiamento rispetto alla vita ed al prossimo che ci garantiscono di aver segnato un bel goal.

Cosa fare in concreto per supportare la causa di art4sport?

Art4sport porta avanti la propria causa ed i propri progetti grazie alle donazioni, alle raccolte fondi e, soprattutto, al 5 x mille. Per noi è fondamentale riuscire a far conoscere la nostra mission e far arrivare il nostro messaggio il più lontano possibile.

Un’ultima considerazione?

Visto che mi date carta bianca, ci terrei davvero a ringraziare tutte le persone che, nel corso degli anni, ci hanno sostenuto e hanno creduto nel nostro lavoro. A coloro i quali ancora non conoscono art4sport vorrei dire che possono saperne qualcosa in più visitando il nostro sito internet www.art4sport.org e seguendoci sulle nostre pagine Facebook, Instagram e Twitter. Unica controindicazione: se iniziate a seguire questo fantastico mondo, rischiate seriamente di diventarne degli “addicted” e non potrete più farne a meno!

Andrea Tomasella, blogger e collaboratore di Social News

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