Referendum in pillole: strumenti di democrazia diretta

In vista del referendum costituzionale di domenica 4 dicembre abbiamo già affrontato alcuni aspetti critici della riforma, Titolo V e Senato delle Regioni, oggi ci dedichiamo ai cambiamenti che, in caso di vittoria del sì, interverrebbero sull’istituto del referendum stesso e alle leggi di iniziativa popolare: in sintesi, gli strumenti di democrazia diretta che i popolo ha a disposizione.

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Referendum abrogativo: quale quorum?

La prima modifica riguarda il referendum abrogativo, ovvero la consultazione popolare per abrogare una legge. I casi di referendum abrogativi nella storia repubblicana sono stati quello sull’aborto, sull’acqua pubblica o, recentemente, sulle trivelle ecc. Referendum che spesso sono stati inutili perchè non hanno raggiunto il quorum minimo del 50%+1 degli aventi diritto al voto.

La riforma introduce per questo motivo un nuovo “quorum” molto più facilmente raggiungibile. Infatti, se il referendum sarà proposto da almeno 800.000 cittadini, perché la votazione sia valida basterà che si rechi alle urne il 50% degli elettori che hanno votato per le ultime elezioni della Camera. In questo modo il quorum si abbassa notevolmente, se consideriamo che il dato di affluenza alle ultime elezioni politiche si è assestato al 75%. Se non si raggiungono le 800.000 firme per richiedere il referendum questo potrà essere comunque fatto ma con il quorum non ridotto ma come è attualmente del 50% + 1 di tutti gli aventi diritto al voto.

Nel caso in cui prevalga il No alla riforma il referendum potrà essere proposto come è stato fino ad ora, da almeno 500.000 cittadini con un quorum fissato al 50% degli avanti diritto che nella maggior parte dei casi ha reso vane le fatiche e i soldi per le proposte popolari.

Nuovi strumenti per la democrazia diretta

La riforma, inoltre, rinforza gli istituti democratici previsti dalla Costituzione, proponendo due soluzioni nuove e alternative. Si tratta dei referendum propositivi e di indirizzo. La legge approvata dal Parlamento non ha fornito indicazioni più chiare e precise, saranno – nel caso – leggi e regolamenti successivi a determinare in cosa consisteranno i due nuovi istituti.

Non solo referendum: come cambiano le leggi di iniziativa popolare?

La riforma costituzionale tocca anche alcuni articoli che regolano i criteri di proposta di una legge da parte dei cittadini. Da un lato, infatti, cresce il numero di firme richiesto per proporre una legge (da 50.000 a 150.000),dall’altra si vuole garantire che la proposta venga esaminata in tempi brevi. Saranno i regolamenti parlamentari a descrivere nel dettaglio cosa accadrà. Tuttavia la riforma prevede che i tempi per l’esame e la delibera del Parlamento siano garantiti.

 

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