
Dall’esperienza accademica al governo della città, il saggio di Alberto Felice De Toni propone un nuovo paradigma politico. Tra ricordi personali ed economia relazionale, il sindaco udinese traccia la rotta per un riformismo comunitario che mette al centro benessere e felicità collettiva
In Una vita surfando sull’orlo del caos, edito da Guerini e Associati all’interno della collana Biblioteca Contemporanea e dedicato ai temi della complessità, Alberto Felice De Toni – sindaco di Udine e già rettore dell’ateneo locale – consegna un’opera densa e al contempo di limpida fruibilità, capace di intrecciare un’ampia e ricca raccolta di riflessioni, opere e testimonianze personali. Il saggio si articola come un itinerario di crescita personale ed educazione, ripercorrendo la traiettoria dell’autore dalla leadership universitaria fino all’impegno politico sul campo.
La narrazione affonda le proprie radici nelle esperienze personali e nella solida formazione familiare di De Toni. Nato in Veneto, ha vissuto da bambino la drammatica parentesi della seconda guerra mondiale in Germania, dove il padre era prigioniero nazista. Nel ricordarne i sacrifici, l’autore rievoca un’infanzia dura, sospesa tra la dimensione della campagna e quella della città, dalla quale ha tratto la determinazione e la disciplina d’acciaio che ne hanno guidato lo studio e l’affermazione professionale.
Sul piano accademico e istituzionale, il profilo dell’autore vanta una carriera di primo piano: professore emerito di Ingegneria economico-gestionale presso l’Università di Udine, direttore scientifico della CUOA Business School e membro dell’Academia Europæa, De Toni è stato preside della Facoltà di Ingegneria, Magnifico Rettore dell’ateneo friulano, presidente della Fondazione CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), presidente del Comitato Ordinatore della Scuola Superiore del Centro Alti Studi per la Difesa, presidente dell’Associazione Italiana di Ingegneria Gestionale e membro dello Strategic Steering Committee dell’European University Institute. Tra i momenti apicali del suo mandato di rettore si annovera l’organizzazione, nel 2017, del G7 University – Education for all. Già autore per lo stesso editore di volumi quali La nave e l’aliante (2022), Decalogo della complessità (2024) e La varietà necessaria del potere (2025), De Toni sintetizza in queste pagine una maturità teorica che incontra la prassi quotidiana. Nel passaggio alla guida amministrativa di Udine, di cui è diventato sindaco civico nell’aprile del 2023, De Toni applica concretamente la lente scientifica con cui ha sempre analizzato i sistemi complessi.
Il fulcro concettuale del testo risiede nell’esplorazione dell’orlo del caos, inteso come la zona intermedia di massimo potenziale creativo e innovativo compresa tra l’eccesso di ordine — che conduce alla fossilizzazione — e l’eccesso di disordine, che sfocia nella disintegrazione. L’autore illustra brillantemente questo principio attraverso la metafora dell’onda marina: se a monte domina l’ordine e a valle il disordine, l’area della complessità e della vita vera risiede proprio sul crinale dell’onda. Vivere e governare significa imparare a surfare su questa pendenza, cogliendo la spinta delle trasformazioni ed evitando di esserne travolti.
Questa chiave interpretativa trova un’immediata traduzione nei modelli di governance e nell’azione politica quotidiana. Alla guida di una coalizione extra-large ed eterogenea di centro-sinistra, De Toni ha tradotto la dinamica dell’orlo del caos nella strategia della maggioranza a geometria variabile. Si tratta di un modello operativo agile in cui, a seconda dei temi, possono venire a mancare i voti della sinistra più radicale o quelli del centro più tradizionale, evitando sia la rigidità di una caserma sia l’anarchia di una Babilonia. La governance si arricchisce così di fecondi esempi di cooperazione tra enti improntati alla logica dell’integrazione e del dialogo — applicata con successo a contesti come la gestione dello stadio o le nomine artistiche — e di strumenti volti a rafforzare la partecipazione civica, tra cui i quartieri partecipati e il diretto coinvolgimento del tessuto associativo, nell’ottica di una democrazia genuinamente orizzontale e condivisa.
Se surfare sulla complessità rappresenta il metodo, il fine ultimo dell’amministrazione diventa la felicità pubblica, declinata nell’ambizioso traguardo programmatico di “Udine città felice”. Questa felicità condivisa viene intesa dall’autore come un vero e proprio diritto relazionale e come la pietra angolare di un nuovo paradigma politico: il riformismo comunitario. Il modello promuove la coesione e lo sviluppo sostenibile partendo dal basso, superando le tradizionali logiche assistenziali per transitare da un welfare di tipo meramente redistributivo a un welfare generativo, capace di attivare le risorse, le capacità e la responsabilità collettiva dei cittadini.
Anche l’analisi economica si adegua a questa visione: la misurazione del benessere collettivo deve spingersi ben oltre il semplice calcolo del PIL, integrando indicatori sociali di felicità condivisa e ponendo al centro della programmazione sia la lotta all’evasione fiscale sia il sostegno concreto al diritto all’abitare tramite fondi specifici per le case e gli affitti. La cultura, la promozione della diversità, l’inclusione e il rispetto della sussidiarietà completano il quadro di una comunità in cui la felicità viene coltivata come un progetto educativo e sociale aperto al dialogo civile.
Infine, ad arricchire di autentica umanità la riflessione teorica, emergono le pagine dedicate alla vita familiare e all’esperienza personale dell’adozione dei figli Gregorio e Sebastiano. Un percorso complesso, segnato dall’impatto con la povertà, dagli ostacoli burocratici e dal valore inestimabile della solidarietà, che restituisce il ritratto intimo di un uomo capacissimo di coniugare il rigore dell’analisi scientifica con una profonda sensibilità etica ed esistenziale. De Toni offre così una testimonianza preziosa e un modello d’azione indispensabile per chiunque intenda orientarsi nella complessità del tempo presente.
