Andare oltre, fake meat

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Ecco la novità: nell’alimentazione del futuro si punta a sviluppare carne coltivata in laboratorio dalle staminali animali oppure prodotta tramite le stampanti 3D.

La carne ha una delle impronte ecologiche più impressionanti tra tutti i cibi. Deforestazione, aumento delle emissioni di gas serra, inquinamento, cambiamenti climatici: le conseguenze negative si manifestano in maniera sempre più evidente. Di fatto, si tratta di un sistema di produzione del cibo decisamente inefficiente dal punto di vista dell’utilizzo delle risorse: 83% dei terreni agricoli disponibili, nonché di un terzo dell’acqua destinata all’agricoltura. 

L’uso di risorse naturali, la pratica degli allevamenti intensivi e il servirsi dei pesticidi avvengono a discapito della biodiversità locale con un impatto negativo non indifferente sugli ecosistemi circostanti. La produzione della carne e il cambiamento climatico, però, si congiungono in particolar modo nelle enormi quantità di gas serra che questa attività rilascia nell’atmosfera. Tramite la fermentazione enterica (una parte naturale del processo digestivo degli animali ruminanti), i microbi nel tratto digestivo decompongono e fermentano il cibo ingerito, producendo metano. Quest’ultimo è particolarmente dannoso per il clima, essendo capace di intrappolare 84 volte più calore della CO2 nei primi due decenni dopo che è stato rilasciato nell’atmosfera. 
A livello aggregato, le flatulenze di centinaia di migliaia di mucche hanno un impatto non indifferente e sono responsabili di circa il 30% delle emissioni globali di metano. Inoltre, l’allevamento di bestiame è anche indirettamente responsabile dell’emissione di CO2 nell’aria. 

Per sostenere i 70 miliardi di animali da allevamento che oggi popolano il pianeta, negli ultimi decenni centinaia di migliaia di ettari di foreste e boschi sono stati distrutti ad ogni latitudine. L’utilizzo del suolo legato all’allevamento ha due finalità: da un lato, creare zone pianeggianti adibite a pascolo; dall’altro, dare spazio a centinaia di ettari di monocolture di soia ed altri vegetali destinate a sfamare gli animali.

Un utilizzo non regolamentato del suolo e, soprattutto, la perdita di foreste liberano nell’aria migliaia di tonnellate di CO2, privando della possibilità di assorbire l’anidride carbonica presente nell’atmosfera. Ogni giorno, l’emissione associata di anidride carbonica nell’atmosfera va da 4.7 ai 7.2 chilogrammi.

La popolazione mondiale continua a crescere, è altamente probabile che la domanda di questo alimento cresca linearmente o addirittura esponenziale con essa. Conseguentemente, la richiesta raggiungerà livelli insostenibili sia per la produzione sia per l’ambiente.

La carne sintetica stampata tramite strumenti 3D potrebbe essere la soluzione ed è la via scelta dalla start-up israeliana Redefine Meat.

L’idea non è quella di creare un prodotto che abbia le fattezze e il sapore dell’alimento reale, quanto l’azienda si propone di produrre una bistecca di manzo in tutti i suoi aspetti, fedele del tutto all’originale in termini di aspetto e di consistenza, con l’unica differenza dell’uso di materie prima vegetali. La tecnologia della stampante 3D imita la struttura muscolare della carne bovina e si stima che l’impatto ambientale sarà del 95% inferiore rispetto a quella reale.

Sempre in Israele troviamo l’azienda SuperMeat, fondata a Tel Aviv nel 2015.

Stesso scopo, metodo differente. Si parte dall’obiettivo di offrire un menù di carne che non provochi sofferenza agli animali, nonché sostenibile in termini di impatto ambientale: la carne viene coltivata in laboratorio partendo da cellule staminali animali, prelevate senza causare dolore alcuno.

“The Chicken” è il ristorante che l’azienda usa per testare il prodotto sul grande pubblico: ai clienti viene servita la carne gratuitamente e viene chiesto di compilare una scheda di valutazione per comprendere i livelli di gradimento e di miglioramento della stessa.

Non è la prima volta che questa strada viene percorsa: ha fatto parlare molto di sé, soprattutto nel 2019 con un’offerta pubblica iniziale a Wall Street che ha toccato +800% in pochi mesi per crollare rapidamente nei successivi, l’azienda Beyond Meat, start up californiana fondata nel 2009. Finanziata inizialmente da Bill Gates e da Leonardo Di Caprio, è diventata famosa per aver lanciato sul mercato il primo hamburger vegetariano che riproduce esattamente il sapore della carne, ma composto interamente da vegetali con minimo costo in termini di acqua, terra, energia e minime emissioni rispetto alla produzione di carne reale. 

Infatti, uno studio di Beyond Meat e del Center for Sustainable Systems dell’Università del Michigan sostiene che un Beyond Burger genera il 90% in meno di emissioni di gas serra, richiede il 46% di energia in meno, ha un impatto del 99% inferiore sulle risorse idriche e usa il 93% in meno di terreno rispetto a un quantitativo equivalente di carne macinata.

La direzione è questa ormai, anche se in seno all’opinione pubblica nascono le polemiche. Nell’ottobre 2020 il Parlamento è andato al voto per quanto riguardo queste versioni di carne simulata, esprimendosi anche sui lemmi utilizzabili in merito, facendo nascere una diatriba di una certa risonanza tra chi era preoccupato per questioni economiche legate alla produzione della carne reale, chi per questioni etiche legate alla realizzazione sintetica dei nutrimenti.

Recentemente, nel febbraio 2021 Bill Gates ha rilasciato un’intervista alla rivista MIT Technology Review, nella quale ha affermato che i paesi ricchi dovrebbero mangiare solo carne di manzo sintetica. Infatti, egli è tra le personalità più decisamente convinte che le emissioni provenienti dal settore agricolo, in particolare dal bestiame, siano uno dei fronti più critici della lotta al cambiamento climatico.

Nell’intervista ha ripercorso molte elementi del suo nuovo libro Come evitare un disastro climatico espone la questione come tra le tappe necessarie per eliminare le emissioni dei gas serra.

In ogni caso, si tratta di una soluzione altamente auspicabile per i problemi di sostenibilità che occorre affrontare per il futuro. Poter produrre in maniera efficiente alimenti che abbiano gli stessi valori nutrizionali della carne a minor impatto potrebbe essere una valida soluzione non solo ai problemi di alimentazione legati alla sovrappopolazione ma anche a quelli dei paesi in via di sviluppo che non si possono permettere un adeguato sostentamento per la popolazione.

Non c’è bisogno di dire che questa opzione andrebbe incontro al miglioramento del benessere degli animali corrispondendo alla sensibilità delle persone e delle organizzazioni che hanno a cuore questo obiettivo e andrebbe ad abbattere gran parte delle emissioni dando un forte contributo positivo alla situazione del cambiamento climatico.

Benessere, ottimizzazione delle risorse, impatto positivo, minori costi, sostenibilità, miglior condizioni di salute, queste sono le parole chiave di questo progetto e che si sia d’accordo o meno, per motivi economici o etici, è innegabile che, in assenza di valide alternative, lo sviluppo della società umana si ritrova a dover familiarizzare con questo nuovo contesto. 

Il cambiamento è sì spesso traumatico e difficile da accettare, si spera però che, come esprime bene nel suo nome la “Beyond Meat”, si riesca ad andare oltre i pregiudizi e gli interessi dei singoli, abbracciando solo i benefici per molti e per la Natura.

Rosario Pullano

Rosario Pullano è studente del Politecnico di Torino, dove frequenta il corso di laurea magistrale Physics of complex systems, percorso internazionale interateneo tra icpt, sissa e alcune università di Parigi. Nasce a Catanzaro l’8 febbraio 1997. All’età di 5 anni si trasferisce con la famiglia a Trieste. Si forma presso il Liceo Classico “Dante Alighieri” e, successivamente, studia all’università “La Sapienza” di Roma, dove consegue la laurea triennale in fisica. Si trasferisce a Bologna un anno, dove completa il corso di alta formazione in finanza matematica. Il 21 novembre 2016 è tra i vincitori nella categoria “Giovani Promesse” nella Sezione Poesia singola del “Concorso letterario internazionale Michelangelo Buonarroti”. Pubblica la raccolta di poesie “Memorie del futuro: sentimenti” nel 2019 con la casa editrice EuropaEdizioni. Ad oggi, continua a scrivere in ambito creativo e in ambito giornalistico e segue le sue ispirazioni imprenditoriali occupandosi di progetti di start up relativi al mondo dell'innovazione dei servizi digitali. 

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