30 anni di Erasmus, fabbrica degli europei di domani

Simbolicamente, compiere 30 anni rappresenta una svolta, il passaggio all’età adultaEd è così anche per Erasmus, il programma di mobilità studentesca attivato dalla Commissione Europea nel 1987 che proprio in questi mesi spegne le sue prime 30 candeline.

“Diventare grandi” significa farsi carico di oneri, essere consapevoli delle responsabilità derivanti dal proprio ruolo e dalla propria posizione, avere occhi che guardano più lontano. Sofia Corradi, meglio nota come “Mamma Erasmus”, nel suo discorso di presentazione alla cerimonia per il premio europeo “Carlo V”, parla quindi così del progetto da lei ideato:

“Il programma Erasmus sviluppa preziose qualità negli studenti come la conoscenza, lo sviluppo personale, la maturità, la creatività nella risoluzione dei problemi e l’autonomia nel processo decisionale: sia per la vita quotidiana che per le decisioni importanti. Questi passi piccoli ma incredibilmente positivi contribuiscono indubbiamente alla promozione di un’Europa integrata e migliorata, nonché alla pace tra i membri della nostra famiglia umana globale. ”

É dunque questa l’enorme portata che il disegno Erasmus ha con sé: non solo scambio interculturale, programma di studio o tirocinio in un paese dell’Unione, ma anche, e soprattutto la crescita della persona in quanto tale.

Che cos’è e come funziona il programma Erasmus

Letteralmente “European Region Action Scheme for the Mobility of University Students”: nel concreto il progetto Erasmus rappresenta la possibilità di svolgere un periodo di studio, legalmente riconosciuto dalla propria università, presso un ateneo estero.

L’idea di creare questa enorme rete di mobilità, interazione e scambio venne all’ex docente ordinario dell’Università degli Studi Roma Tre, nonché Direttore del suo Laboratorio e Corso di Laurea in Lifelong Learning, Sofia Corradi. Fu proprio la sua esperienza di studentessa a darle l’ispirazione: infatti, nel 1958, non le furono riconosciuti gli esami sostenuti in un’università americana.

Ci vollero quindi quasi 20 anni perchè da mero disegno si passasse alla realizzazione di una splendida realtà. È infatti solo nel 1987 che il progetto, grazie ad un’iniziativa dell’associazione studentesca EGEE (oggi AEGEE), riuscì a farsi notare agli occhi dell’allora presidente francese Francois Mitterand che appoggiò così la nascita di Erasmus.

Come si può leggere sul sito della Commissione Europea “Erasmus è uno dei programmi che fanno parte del programma d’azione dell’UE nel campo dell’apprendimento permanente e rappresenta più del 40% del suo bilancio”. La borsa di studio messa a disposizione dall’Unione da diritto così ad una somma di denaro e all’iscrizione gratuita nell’università ospitante oltre che alla possibilità di accedere ad un corso di lingua e alla pratica di uno sport, presso le strutture universitarie.

erasmus

L’Erasmus in numeri

Riportando i dati forniti da agi.it sono oltre 3,5 milioni gli studenti coinvolti in 30 anni di progetto Erasmus. L’Italia ha contribuito a questo record per il 10%: il nostro Paese, infatti, insieme a Spagna, Germania e Francia, è quello che ha il maggior numero di studenti in partenza verso le svariate facoltà europee. Il nostro stivale però non è solamente polo di uscite: sono città quali Padova, Bologna, Firenze, Roma, Milano ad attirare il maggior numero di studenti dall’estero. Sara Pagliai, coordinatrice dell’agenzia Erasmus Plus Indire (una delle tre agenzie che gestiscono il programma in Italia e tra le massime esperte del settore) conferma che l’Italia è nella top 5 in Europa sia come invio (di studenti all’estero) che come accoglienza. Un risultato quindi che fa ben sperare in un continuo aumento di alunni, ma che deve essere supportato da organizzazione, coordinamento e gestione che questa grande mobilità di studenti universitari comporta.

Dall’Erasmus all’Erasmus Plus

La grandezza, il sistema, le opportunità, gli sbocchi lavorativi, le attività ed i programmi che oggi il progetto Erasmus è in grado di offrire, derivano dall’evoluzione di più disegni che dal 1987 ad oggi si sono avvicendati nello scenario europeo.

Programma Socrates è il nome del primo piano ad essere stato adottato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dei Ministri nel 1995. Suddiviso in due fasi (la prima dal 1996 al 2000, la seconda dal 2000 al 2006), esso si basa sugli articoli 149 e 150 del Trattato sull’Unione Europea, secondo i quali la Comunità “contribuisce allo sviluppo di un’istruzione di qualità”, mediante un insieme di iniziative da realizzarsi in stretta collaborazione con gli Stati membri. Per citarne alcune, queste sono:

– mobilità transnazionale delle persone

– cooperazione transnazionale e partenariati, intesi a sviluppare l’innovazione e la qualità, la comprensione fra le diverse culture, lo scambio di esperienze e buone pratiche

– promozione delle competenze linguistiche

– utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

 

Lifelong Learning Programme è invece il secondo ciclo di evoluzione di Erasmus: dal 2007 al 2014 ha finanziato scambi, visite di studio e attività di networking, ha fornito sostegno agli allievi delle scuole, agli studenti universitari, agli adulti e ad una serie di progetti in quattro sottoprogrammi principali:

– Comenius per le scuole
– Erasmus per l’istruzione superiore
– Leonardo da Vinci per l’istruzione e la formazione professionale
– Grundtvig per l’istruzione degli adulti

– le azioni Jean Monnet destinate a stimolare l’insegnamento, la riflessione e il dibattito sull’integrazione europea.

Infine, dal 2014 (e fino al 2020) è in corso di attuazione il disegno di Erasmus+. Questo programma è ideato per supportare i singoli Stati a promuovere il potenziale umano e sociale dei propri studenti, e allo stesso tempo per sviluppare dei programmi educativi a lungo termine che utilizzino metodi di apprendimento formali e non formali: facciamo quindi riferimento ai training o agli scambi temporanei, ai tirocini e agli exchange lavorativi. Favorisce inoltre le opportunità di cooperazione e mobilità tra gli stati membri dell’Unione nel campo dell’educazione superiore e della gioventù.

erasmus plus

 

Concludendo, Il 30°compleanno di Erasmus è un’opportunità per guardare avanti e discutere il futuro del Programma europeo” ha dichiarato Tibor Navracsics, Commissario europeo per Educazione, Cultura, Gioventù e Sport esortando i giovani e tutte le istituzioni interessate, a partecipare attivamente. “Erasmus mette insieme persone da diversi contesti e contribuisce a costruire società più aperte e tolleranti. Il mio desiderio è che la generazione Erasmus contribuisca a rendere più forte l’Europa.”

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