La Terra dei fuochi

di Massimiliano Fanni Canelles

Un giornalista può essere non soltanto uno storyteller. Anche una rivista può essere non soltanto un contenitore di racconti, ma molto di più. Questo numero di SocialNews diventa una finestra aperta su una zona d’Italia sulla quale i riflettori si accendono e si spengono a cadenze regolari. Si tratta della zona compresa tra le provincie di Napoli e Caserta, nella quale i rifiuti vengono “smaltiti” in maniera singolare attraverso i roghi. I fuochi rappresentano una minaccia per la salute dei cittadini residenti nell’area e non è possibile coprirsi gli occhi e fare finta che non stia succedendo nulla.
Danni ambientali, ferite all’agricoltura, problemi sanitari: ecco, in breve, le conseguenze dello smaltimento illegale dei rifiuti speciali che vengono bruciati. Una vera e propria attività criminale raccontata non solo dalle associazioni presenti sul territorio e da quelle nazionali, come Legambiente,  ma anche dal romanzo “Gomorra” di Roberto Saviano.
La zona più colpita è quella denominata “il triangolo della morte” e comprende i comuni di Acerra, Nola e Marigliano. 550.000 abitanti ed un tasso di mortalità per tumore al fegato pari al 38,4% per gli uomini ed al 20,8% per le donne. La media nazionale si attesta attorno al 14% e nel resto della regione Campania al 15. Questi dati, raccolti in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Oncology nel 2004, hanno rilevato che anche i casi di tumore alla vescica e al sistema nervoso sono significativamente più numerosi nel triangolo rispetto alle zone limitrofe. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è occupata di monitorare la salute degli abitanti della zona rilevando, inoltre, un eccesso di malformazioni congenite. Non è certa la corrispondenza tra tali patologie e la presenza di discariche abusive. Tuttavia, l’esistenza di sostanze nocive, come la diossina, nei Comuni del “triangolo della morte” è stata dimostrata, nonché aggravata dai roghi.
Il diritto alla salute appartiene a tutti ed è anche attraverso l’informazione e la condivisione di frammenti di verità che si può innescare il cambiamento. La salute non può e non deve diventare un’eccezione, appannaggio di pochi e miraggio di molti. Non restiamo in silenzio mentre la terra brucia ed uno dei nostri diritti primari viene messo così pericolosamente ed illegalmente in gioco. I roghi hanno provocato direttamente morti e malattie. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, i continui smaltimenti illegali di rifiuti, con dispersione di sostanze inquinanti nel suolo e nell’aria, e l’inquinamento di falde idriche, sono in stretta correlazione con l’incremento dei casi di tumore di vario tipo registrati nella zona, in particolare negli otto Comuni con il maggior numero di discariche.
Possiamo sentirci impotenti, ma possiamo anche fare qualcosa, tutti, a cominciare da queste stesse pagine. Scoprire queste storie, indignarci, condividerle. Tanti piccoli passi che, insieme, possono fare la differenza per spegnere definitivamente i fuochi.

Massimiliano Fanni Canelles

Viceprimario al reparto di Accettazione ed Emergenza dell'Ospedale ¨Franz Tappeiner¨di Merano nella Südtiroler Sanitätsbetrieb – Azienda sanitaria dell'Alto Adige – da giugno 2019. Attualmente in prima linea nella gestione clinica e nell'organizzazione per l'emergenza Coronavirus. In particolare responsabile del reparto di infettivi e semi – intensiva del Pronto Soccorso dell'ospedale di Merano. 

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