La scuola di oggi: problematiche e futuro. Intervista ad un dirigente scolastico: Prof. Alfredo Scotto.

 

Istituto Carlo Cattaneo, Milano. Fonte: google.it

Istituto Carlo Cattaneo, Milano. Fonte: google.it

Obiettivo puntato sulle scuole Milanesi. Quesiti rivolti al dirigente scolastico, Prof. Alfredo Scotto, che per anni ha rivestito il ruolo di dirigente scolastico, in diversi Istituti di istruzione Secondaria, tra cui citiamo L’Istituto tecnico commerciale Carlo Cattaneo. Attraverso la Sua esperienza ci permette di avere un quadro della situazione scolastica odierna. Ci illustra le problematiche connesse alla gestione dei locali, l’accoglienza e la conservazione: «uno dei problemi che maggiormente ho incontrato negli istituti milanesi è quello della carenza degli organici del personale ATA, con situazioni di particolare serietà per il profilo di collaboratori scolastici(bidelli). La cura, la sorveglianza, ed il controllo degli ambienti scolastici sono affidati a tali figure». Così, come nei musei, le figure a cui è affidato il compito di gestire i principali rapporti con il pubblico hanno bisogno di essere valorizzate. Tra le principali problematiche della scuola emergono i componenti comportamentali degli alunni, molto spesso problematici. I ragazzi vivono, ogni giorno, situazioni drammatiche dettate dal contesto cittadino, a cui si uniscono tutte le dinamiche dell’adolescenza. Molto spesso, si sente parlare di bullismo. Il preside Alfredo Scotto ci segnala quali possono essere i percorsi da intraprendere, per uscire da situazioni rischiose all’interno del nucleo classe e dell’intero Istituto: «nei casi accertati di bullismo è necessario attivare tutti gli organismi scolastici: consiglio  di classe, commissione preposta, interventi periodici di specialisti esterni, psicologi. La collaborazione della famiglia degli alunni coinvolti risulta fondamentale», ma molto spesso, risulta anche carente e le cause sono proprio legate ai genitori, che non dedicato abbastanza tempo e attenzioni ai propri figli. Altre cause sono connesse all’affollamento delle aule, chiamate comunemente ‘classi pollaio’ con più di trenta alunni, un aumento dovuto ai vari tagli effettuati dal Ministero, accorpando due classi in una. Il Prof. Scotto, in merito a questo ci dice: «la scuola pubblica italiana, in questi ultimi anni è stata oggetto di drastici tagli sia sul personale che sui finanziamenti. Come risultato di questi interventi ed iniziative ministeriali vediamo la creazione di classi super affollate (trenta e più alunni), si è compromesso la didattica e l’apprendimento dei nostri allievi». Un altro aspetto notevole, in Lombardia, è l’alto numero d’immigrati, che popolano le aule, soprattutto quelle milanesi, a tal riguardo, il Prof. Scotto osserva:  «Gli alunni di origine straniera ma nati in Italia sono di norma ben integrati nel tessuto sociale hanno fatto proprie non solo la lingua ma anche la cultura e le consuetudini italiane, altro discorso va fatto per quegli allievi appartenenti ad etnie particolarmente chiuse e restie all’integrazione: arabi-cinesi….costoro non hanno l’aiuto delle famiglie e la scuola deve attivare tutte quelle risorse economiche e umane come ad esempio corsi di sostegno e colloqui individuali programmati». Conclude, con un suo parere personale: «a mio avviso le scuole milanesi per quanto riguarda le strutture e gli edifici in genere si trovano in posizione leggermente migliore rispetto a le altre del resto della penisola. Certo vi è molto da fare specie per quanto riguarda gli orari dei mezzi pubblici di collegamento e la creazione di altre e nuove palestre». Parlando di scuola, oggi, non si può tralasciare lo scottante discorso sui professori precari e sui perdenti posto: «urge una manovra legislativa che ponga un freno al precariato nella scuola, magari introducendo gli incarichi triennali dei docenti, per i docenti perdenti posto suggerirei una loro sistemazione su classi di concorso affini». Un altro tasto da trattare riguarda lo squilibrio degli stipendi dei professori italiano rispetto allo standard europeo: «il discorso degli stipendi dei docenti è indubbiamente più complesso, considerata l’attuale crisi economica, i docenti italiani percepiscono uno stipendio inferiore a quello di altri colleghi europei ma questi ultimi hanno un impegno orario superiore ai nostri, svolgono una attività quasi a tempo pieno…ragion per cui un aumento di stipendio, per i nostri docenti passa obbligatoriamente per un aumento di impegni settimanali e potrebbe altresì determinare una ulteriore situazione di disoccupazione dei neo laureati». Infine, non rimane che guardare al futuro: «io sono fondamentalmente ottimista ma la situazione critica in cui si trova la scuola pubblica italiana mi lascia preoccupato… i nostri governanti devono capire che la scuola ha necessità di risorse e di investimenti. Si dovrà anche facilitare». Ed è sulle note dell’ottimismo che il Preside Scotto ci saluta e ci augura ‘buon lavoro’.

di Tiziana Mazzaglia

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