Cinema, Sergio Rubini chiude il Napoli Film Festival e si racconta al pubblico

L’attore-regista Sergio Rubini intervenuto alla chiusura della XV edizione del Napoli Film Festival (fonte: www.napolifilmfestival)

La XV edizione del Napoli Film Festival, realizzata da Davide Azzolini e Mario Violini, si è chiusa ieri sera con la cerimonia di premiazione dei “Concorsi #NapoliFilmFestival 2013″, ma soprattutto con l’attore-regista Sergio Rubini che si è raccontato ai giornalisti e al pubblico prima della proiezione del suo film “La terra” (2006), plurinominato al David di Donatello e ai nastri d’argento.

Intervenendo al Festival che ha dedicato un’ampia retrospettiva a Fellini (ma anche a Lubitsch, Brunuel, Anna Magnani), molto apprezzata dal pubblico, l’attore, scoperto nell’ 87 proprio dal maestro, comodamente quasi sprofondato sulla poltrona, non poteva non lasciare un ricordo del grande regista riminese.

“Ciò che mi piace sempre raccontare – ha detto Rubini –  è relativo a Federico come persona, non come cineasta. Lui aveva l’abitudine di telefonare alle 7 del mattino e raccontare per esempio di aver letto già i giornali, o un manoscritto di un giovane scrittore o altro”.

“Io, giovane, a quell’ora dormivo ancora di un sonno profondo però quando sapevo che mi sarebbe potuta arrivare una telefonata mattutina da Fellini, mi mettevo la sveglia e facevo gli esercizi per riscaldare la voce perché non volevo che mi trovasse ancora dormiente. Ciò per dire che lui non mi ha mai detto “fai questo, o fai quello”, ma il suo esempio mi “costringeva” a fare delle cose, a riflettere”.

L’attore pugliese ha inoltre aggiunto un commento sulla retrospettiva dedicata dal Napoli Film Festival ai grandi del cinema: “Abbiamo perso la cultura dei grandi padri. Io a 14 anni avevo il sogno di vedere Eduardo De Filippo. I ragazzi iscritti oggi al Centro sperimentale di cinematografia non sanno quali sono i grandi maestri del cinema”.

Ma Sergio Rubini, oltre ai classici, mostra anche tanta apertura verso il moderno ed il nuovo modo di fare cinema. Rispondendo alla domanda su come secondo lui internet abbia cambiato il mondo del cinema, ha detto: “ Internet è una grande opportunità. La storia di un film non può essere più valutata sulla base del percorso che una pellicola fa nelle sale cinematografiche, perché la sala non è più il solo luogo in cui ti accolgono gli spettatori”.

“Questi – ha continuato – sono disseminati in una galassia sconfinata che va dalle pay per view, internet, dvd,alla pirateria. Non si può dire che gli amanti del cinema sono solo quelli che pagano il biglietto”.

Di qui una considerazione sui costi elevati del cinema e della musica per i loro fruitori: “C’è necessità di un sistema più equo perché certe cose costano troppo”.

E in un certo senso il discorso sull’equità, e le diseguaglianze viene fuori nelle sue regie dove racconta il sud mai in maniera banale: “Io, come tutti i meridionali – ha dichiarato – sono impossibilitato a raccontare la mia terra in maniera banale. Noi del sud per primi sappiamo che i nostri luoghi non sono cartoline, né noi siamo delle macchiette. Siamo fatti invece di sfumature”.

“I meridionali – ha continuato – che hanno raccontato le proprie terre, lo hanno fatto con tanto amore ma anche criticamente”.

E su di un altro meridionale, Paolo Sorrentino, candidato all’oscar per la “Grande Bellezza”, esprime un parere, stimolato dalla domanda di un giornalista: “Paolo muove la macchina da presa con grande maestria, insieme con Bigazzi, il direttore della fotografia, hanno fatto davvero un bel lavoro. Un film così particolare ed autentico può essere nostro degno rappresentante agli oscar”.

Prima di entrare nella sale dove lo aspettavano in molti, Sergio Rubini ha raccontato i suoi progetti del momento: “Ho appena finito di girare  un film di Giulio Manfredonia dal titolo provvisorio “Madre Terra” insieme con Stefano Accorsi, ed intanto ho cominciato le prove dello spettacolo teatrale per la regia di Marco Bellocchio, prodotto da Michele Placido, su di un testo di Cechov”.

“Contemporaneamente – ha chiosato – sto scrivendo un mio film, ma sono proprio all’inizio”.

 La XV edizione del Napoli Film Festival si è chiusa poi con la proiezione del film “La terra” per aprire, a Novembre, la sua vetrina a New York nella kermesse “41esimo Parallelo”. Anche quest’anno i corti e i documentari premiati al Napoli Film Festival saranno mostrati alla New York University  a un pubblico americano tra cui numerosi operatori culturali.

di Ornella Esposito

 

 

 

 

 

 

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