Analisi storiche su tolleranza e intolleranza. Concetti ancora attuali.

Copertina libro.

Minaccia per le comunità musulmane, in diversi paesi asiatici. Se ne sente parlare, già, da qualche anno e adesso è giunta, anche notizia sui Buddisti estremisti del gruppo Bodu Bala Sena, che nello Sri Lanka, si sono attivati per vietare alimenti conformi alla religione musulmana. Episodi legati a forme di pregiudizio, connesse a forme di razzismo, discriminazione, fanatismo e dogmatismo. Concetti che da sempre macchiano l’umanità. Tommaso in La somma teologa 1267-73, (Salani, Firenze 1949-1975) dice «accipere fidem et voluntatis, sed tenere jam acceptam est necessitatis», ponendo l’accento su come la fede debba essere una scelta libera. Riprende, quindi, il concetto di tolleranza stabilito, nel 313 a.C., dall’imperatore Costantino, per porre fine alle persecuzioni, contro i Cristiani, liberandoli dal precedente editto del 312 a.C. e concedendo loro completa e assoluta libertà religiosa, così, come ai pagani, pretendendo tra loro una serena convivenza. Un concetto ripreso in ogni secolo, una problematica non ancora risolta! Anche nel Settecento Kant, in Critica della Ragion pratica, teorizza il concetto di rispetto «sempre come fine e mai semplicemente come mezzo», siamo ormai nel 1787, in un clima di mentalità illuministica, in cui l’atteggiamento mentale si pone tra il concetto di rispetto e i diritti fondamentali dell’uomo. In questo stesso periodo, un altro noto personaggio, Cesare Beccaria, riflette sul significato di tolleranza, nei confronti degli abusi di potere. In particolare, nella sua famosa opera Dei delitti e delle pene, cita il concetto di “mitezza delle pene”, in quanto, una pena deve essere tollerata nel suo giudizio e non deve essere né influenzata, né aggravata dalla volontà di punire. Ancora, Voltaire parlava di tolleranti e di intolleranti: «Perché un governo non sia in diritto di punire gli errori degli uomini è necessario che questi errori siano dei crimini. Sono dei crimini quando turbano la società, e la turbano non appena ispirano il fanatismo: occorre, dunque, che gli uomini comincino con il non essere fanatici, per meritare la tolleranza». Il filosofo americano Michael Walzer nella sua opera “Sulla tolleranza”, illustra ben cinque motivazioni importanti da prendere in considerazione ed evidenzia di come possa bastare applicare una sola di queste, per poter parlare di tolleranza: rassegnazione, indifferenza, riconoscimento dei diritti altrui, curiosità e apertura al dialogo, approvazione entusiastica della differenza. Anche un solo passo verso queste cinque strade potrebbe portare alla civile convivenza senza distinzioni di razze, culture e credenze.

 

Per approfondimenti:

“Tolleranza”, un concetto antico e sempre nuovo, di Tiziana Mazzaglia, in «La Frusta Letteraria», Giugno 2013, tot.pg.13 http://www.lafrusta.net/riv_tolleranza.html

Editto di Costantino o ancora Editto di Milano, 313 d.C. anno di tolleranza. 2013 anno di pace!, di Tiziana Mazzaglia, in «L’informatore delle autonomie locali», 23/01/2013. Tot. pp. 1. http://www.linformatore.info/?p=371

 

http://www.ansa.it

di Tiziana Mazzaglia

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