Dai vigili del fuoco una lezione di responsabilità

Ettore Rosato

Desidero dirlo subito con chiarezza. Occuparmi dei Vigili del Fuoco, durante questa mia esperienza di governo, è un motivo di orgoglio. La loro passione, competenza e spirito di corpo sono straordinari e hanno reso il mio compito più gratificante. Tengo a sottolineare l’aspetto della generosità dei vigili facendo l’esempio più concreto: ogni volta che ho parlato con qualcuno di loro è stato rarissimo che il discorso sia cominciato dalle lamentele sulla busta paga. Ai loro problemi personali i vigili antepongono sempre quelli del Corpo. Un atteggiamento cui il Governo ha voluto corrispondere, inserendo nell’ultima finanziaria un incremento medio pari a quello previsto per il comparto delle forze di Polizia. Credo che dai vigili venga una lezione di responsabilità su cui tutti dovremmo meditare e, per primo chi fa politica. Non è retorica, posso dirlo dopo aver visitato oltre ottanta comandi dei vigili del fuoco in tutta Italia e avere sempre constatato questo spirito di servizio. Uno spirito che viene ampiamente riconosciuto e apprezzato dai cittadini, come continua a emergere da vari sondaggi d’opinione. Ma i vigili del fuoco non sono solo cuore e dedizione. Presente su tutto il territorio nazionale 24 ore su 24, con un’amplissima capacità di intervento tecnico, dai nuclei sommozzatori agli specialisti nelle tecniche di recupero in alta montagna, dagli interventi sui rischi nucleari, biologici, chimici – per non dire del ruolo fondamentale che assolve nelle attività di Protezione civile – il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco rappresenta la più grande società di ingegneria italiana. In tal senso, e grazie anche al fatto di essere inserito in una rete di collaborazioni accademiche e scientifiche, esprime enormi capacità di innovazione nel settore della sicurezza e della prevenzione. Due concetti, questi, sempre più interconnessi. Chi deve per professione garantire sicurezza, infatti, non può prescindere dall’applicarsi nel modo più rigoroso allo studio dei problemi della prevenzione, a come adeguare tecniche e supporti in contesti ambientali particolari, compresi ovviamente i luoghi di lavoro. Questo è un insieme di attività e di impegni forse meno appariscente di altri, ma che riveste un’importanza decisiva. Un punto di snodo qualificante nell’ambito della prevenzione credo sia rappresentato dall’affermarsi del concetto di approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio, una metodologia già diffusa nel mondo anglosassone che, con il decreto del Ministro dell’Interno del 9 maggio 2007, si è deciso di sviluppare concretamente anche nel nostro Paese. A differenza dell’approccio tradizionale, basato sull’applicazione di regole tecniche che stabiliscono a priori le misure di protezione da adottare, il decreto stabilisce i criteri e i parametri da adottare per effettuare una valutazione quantitativa del rischio di incendio, fissando al tempo stesso le procedure per eseguire tale valutazione e le modalità per l’esposizione dei risultati. In tal modo è possibile creare uno strumento da mettere a disposizione sia dei liberi professionisti che si occupano di valutazione del rischio di incendio, sia delle strutture del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che devono effettuare i controlli. Si tratta di un approccio che privilegia la collaborazione tra il pubblico e il privato, nel cui ambito i Vigili del Fuoco possono avere la funzione di specialisti e professionisti, caratterizzati non tanto dall’atteggiamento di chi assolve unicamente a funzioni ispettive, quanto da quello di chi, pensando alla sicurezza dei luoghi di lavoro, mette a disposizione la competenza del rischio e l’esperienza dell’intervento. Ecco allora che il Vigile del Fuoco può essere il miglior consulente per le aziende, il miglior controllore del consulente, perché la sua specificità è quella di avere la lista delle soluzioni, non solo quella delle prescrizioni. E proprio perché di ciò c’è convinzione precisa, vi è anche la chiara necessità di incrementare il numero degli ingegneri destinati a queste funzioni, da dislocare nelle direzioni regionali al servizio del mondo produttivo e dei lavoratori che lo sostengono. Un mondo che nel nostro Paese ha bisogno di guardare con occhio diverso alla prevenzione degli infortuni e dei grandi incidenti, e quindi di investirvi. Perché in questo campo non possiamo credere che la priorità siano i freddi obblighi normativi o i meri oneri aggiuntivi, bensì quella di lavorare assieme per risparmiare vite umane.

Ettore Rosato
Sottoesegretario ministero dell’interno con delega ai vigili del fuoco

La risposta del SINDACATO AUTONOMO VIGILI DEL FUOCO
all’articolo pubblicato sul numero di febbraio 08 riguardante gli infortuni sul lavoro

Massimiliano Fanni Canelles

Viceprimario al reparto di Accettazione ed Emergenza dell'Ospedale ¨Franz Tappeiner¨di Merano nella Südtiroler Sanitätsbetrieb – Azienda sanitaria dell'Alto Adige – da giugno 2019. Attualmente in prima linea nella gestione clinica e nell'organizzazione per l'emergenza Coronavirus. In particolare responsabile del reparto di infettivi e semi – intensiva del Pronto Soccorso dell'ospedale di Merano. 

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