lettere: “Sa una cosa? Sinceramente…”

Sa una cosa? Sinceramente tutto il mondo sembra più leggero. Per scrivere quelle cose ce ne ho messo un casino di tempo ma giuro che ha valso la pena aspettare. Altro che ulcera, bastava scrivere via e-mail e passava tutto. Ed io che non volevo usare il computer, sprecavo inchiostro e carta per nulla, ANTICA!! Volevo tenermi tutto dentro, per quale motivo non so? Anzi forse sì…non sono cose di cui vantarsi..forse se avessi fatto altro mi sarei messa a sbandierare ai quattro venti tutto quel casino che avevo, ho, ed avrò in testa. Se dovevo raccontarle quelle cose attraverso le corde vocali sarei diventata rossa come un peperone, non ci avrebbe capito nulla e mi avrebbe fatto scrivere sulla carta d’identità che sono deficiente. Ma ha ragione a dirmelo, anzi è troppo tempo che non glielo sento dire, non è mica che s’è scordato tutti quegli anni?

Anche lei però, se faceva installare una telecamera ora poteva farsi i quattrini…una serie completa di demenzialità allo stato puro. Pensi quanto l’avrebbero pagata, ora, per vedermi con le zeppe.

L’avrei intitolata “l’alieno” ma avrei cambiato paese, nome e faccia, credo.

Comunque,cambiando discorso,,,, non so se sia stato il computer ad ipnotizzarmi ma ieri ho detto a mio padre che non si aspetti cambiamenti d’opinione ma con un passo alla volta gli sarei stata vicino. Non gli dirò neanche sotto tortura che so tutte quelle cose che mi hanno raccontato sulla psicotica ma non voglio che stia male da solo. La sorellina che sta arrivando non ha né pena né colpa e non voglio che quella suonata le faccia far cose peggiori delle mie. Se quella non me la lascia un pomeriggio per farla vedere in giro, giuro che mi presento con il sindaco, l’esercito ed un battaglione d’assistenti sociali..

Speriamo che inizi almeno un piccolo, non chiedo tanto, periodo di felicità per me..non m’interessa vincere la lotteria, anzi non me ne frega niente, ma almeno che mia madre perda l’uso della voce per un bel periodo..a pensarci bene pure la lotteria sarebbe una soluzione, mi rifaccio una vita a Parigi e faccio perdere le mie tracce…non so, vedremo, ho tempo…

Se pubblica quei racconti mi dia un soprannome (l’agarofobica, la prego), tanto non lo deve sapere mica il mondo intero.. magari va a finire che non trovo lavoro e mi tocca sul serio chieder spicci ai passanti..e mia madre mi disereda di sicuro. (se non mi uccide, avrebbe pure ragione di dirmi che me le cerco come al solito.)

Ps giuro che appena alleggerisco l’alieno non le mando più disgrazie..

a cura di Claudio Cettolo

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