Alunni di un Dio minore

Come ogni anno arrivano puntuali le feste di Pasqua e Natale, cosi’ all’apertura dell’anno scolastico, arrivano puntuali le lamentele sulle “inefficienze” presenti in questa importantissima struttura sociale. Da quelle dei docenti a quelle degli studenti e relative famiglie, se ne parla, si fanno “tavole rotonde” e congressi, anche i media ne danno ampio spazio… fino a Natale, poi tutto finisce nel dimenticatoio e il problema viene ripreso a ottobre del prossimo anno. Quando però si va a toccare l’argomento degli alunni portatori di handicap, l’argomento diventa troppo importante per chiudersi tra i discorsi di alcuni politici in mostra al momento di offrire i doni natalizi ai meno fortunati. Staccandosi nettamente da queste facciate di buonismo di comodo, i Parlamentari Luigi Giacco (Responsabile nazionale DS per le politiche dell’handicap) e Augusto Battaglia (Capogruppo DS in Commissione Affari Sociali) insieme ai Deputati Capitelli, Zanotti, Gasperini e Duca, stanno operando concretamente tra mille difficoltà. Hanno pure presentato un’interrogazione ai Ministri Moratti e Maroni per sapere «qual è la reale situazione sul territorio nazionale degli insegnati di sostegno e il relativo monte ore rispetto agli alunni disabili presenti nelle scuole di ogni ordine e grado e quali urgenti provvedimenti intendano attivare per facilitare una reale e concreta integrazione degli alunni stessi». In un Loro comunicato stampa, che molto gentilmente ci hanno onorato di inviarci, proseguono indicando in questo modo la grave situazione dell’alunno con handicap.

«A seguito dell’adozione, da parte dei Direttori Generali degli Uffici scolastici Regionali, del decreto con il quale ha stabilito la dotazione organica dei posti di sostegno in deroga, si è verificato un malcontento presente in moltissime aree del territorio nazionale a causa della drastica diminuzione dei posti di sostegno, come riportato in questi giorni da articoli su quotidiani nonché da sollecitazioni che pervengono da parte di associazioni di categoria e di famiglie» continuano i parlamentari nella loro richiesta ai ministri «provocando notevoli disagi per le famiglie portandoli a denunciare il loro malessere con atti di estrema drammaticità».

«Chiediamo ancora una volta al Governo di non dimenticarsi dei disabili e che venga in Parlamento a discutere, come da tempo chiediamo, delle politiche a favore dei disabili se ritengono di averne qualcuna».

Un grande statista inglese degli anni 60, durante una riunione del Parlamento londinese disse: “il vero spirito di fratellanza di un Popolo si misura nelle Leggi che il suo Governo emana in favore dei meno fortunati”. Direi che ogni commento sia superfluo. Parlando con un mio carissimo amico che vive da 50anni su una sedia a rotelle, si è sfogato con questa frase: “si fanno Leggi per salvaguardare i diritti di gatti e cani e ben poche per quelli a favore degli handicappati.” Sono parole che in effetti mi hanno colpito per la cruda realtà. Si, certo, sarebbe ingiusto dire che dalla nascita della nostra Costituzione che prevede il diritto dello studio garantito a tutti i cittadini, non si sia fatto nulla. I Governi da quel lontano 1948 hanno proceduto sulla strada dell’inserimento sociale dei portatori di handicap, ma a passi molto corti, tamponando le “emergenze”, ma privi di un disegno organico pluriennale che preveda degli stanziamenti e delle scadenze precise di attuazione sia in ambito nazionale che locale. Il volontariato e’ sempre pronto ed attivo a sopperire, ma non deve e non puo’ prendere il posto di una competenza assente. La Costituzione scrive chiaramente sull’uguaglianza nel diritto allo studio e non c’e’ nemmeno una riga che discrimini gli “alunni di un Dio minore”.

 

Paolo Maria Buonsante
Grafico e Tecnico pubblicitario

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