Cosa è AMEC (Associazione Medicina e Complessità)

Prima di esistere nella realtà, AMeC esisteva già nei miei pensieri. Nel desiderio di combinare il mio lavoro con le cose che mi piacciono e che considero buone e giuste, già da un po’ di tempo pensavo di organizzare dei convegni di medicina integrata quando si è materializzato davanti a me un gruppo di medici avente proprio queste intenzioni. Era il 2005. Si trattava di un gruppo di medici i quali desideravano rendere quanto più completa ed articolata la loro pratica clinica quotidiana e ricercavano altre prospettive terapeutiche al fine di ampliare le possibilità di aiuto da offrire ai loro pazienti. Seguendo questa strada, sono state approfondite l’omeopatia, l’agopuntura, la medicina antroposofica, la fitoterapia, la nutripuntura e l’approccio psicosomatico. Ciascun medico ha sempre considerato la propria area di interesse un possibile ampliamento della medicina e non l’alternativa ad essa. È questo l’approccio caratterizzante che accomuna i membri del gruppo.

Avevano vissuto con entusiasmo la nascita della medicina basata sulle prove di efficacia (Evidence Based Medicine) considerandola un superamento metodologico della medicina fondata su un approccio riduzionistico della biochimica: se un sistema terapeutico funziona, la sperimentazione clinica non potrà che dimostrarne l’efficacia. Avevano pensato di trovarsi di fronte alla prima vera occasione di mettere alla prova dei fatti l’integrazione delle terapie, ma hanno presto dovuto constatare che solo chi possedeva grandi potenzialità economiche si trovava nelle condizioni di effettuare studi clinici riconosciuti. Ancora una volta, la cosiddetta medicina integrata era destinata a fare, per così dire, da Cenerentola. Tuttavia, dai pochi dati che arrivavano dagli studi clinici, e ancor più dai dati che ricavavano attraverso la pratica, si erano resi conto che l’integrazione degli approcci terapeutici poteva offrire davvero qualcosa in più ai pazienti. È con queste finalità, cioè l’integrazione degli approcci terapeutici, che si è costituita AMeC, Associazione Medicina e Complessità.

I medici di AMeC non pretendono di curare perché ben consapevoli che gli studi sulle medicine non convenzionali sono ancora insufficienti. Tuttavia, l’esperienza fin qui condotta ha ampiamente dimostrato che l’aiuto offerto è davvero considerevole. Attualmente, portiamo avanti la nostra iniziativa seguendo due diversi canali:

– i pazienti possono contattare direttamente la segreteria dell’associazione ed essere indirizzati a quello che noi chiamiamo “ambulatorio diffuso”;

– i pazienti possono essere visitati direttamente nelle strutture nel dipartimento di Oncologia dell’Ospedale di Monfalcone. Dopo il contatto con il medico orientatore, essi possono usufruire delle seguenti terapie: omeopatia, omotossicologia, agopuntura, nutripuntura (azione di componenti polimetallici sui meridiani di agopuntura), fitoterapia, fattori di differenziazione cellulare, medicina antroposofica, tecniche psicoterapeutiche. Accanto a questi approcci individuali, proponiamo anche lavori di gruppo:

– ascolto del suono della vita a partire dalla propria voce: il canto diviene occasione per incontrare i propri conflitti e superarli. Questo processo viene spesso effettuato con l’aiuto della nutripuntura che riequilibra i meridiani;

– corso di pittura: l’immagine ed il colore quali espressioni della propria anima. I pazienti dipingono secondo un tema proposto e portano alla luce i loro problemi più profondi;

– Qi-Gong: un’antica pratica cinese che risveglia le energie vitali restituendo vigore al corpo e lucidità alla mente;

– danzaterapia: utilizza il corpo e l’espressività corporea come strumenti di cambiamento;

– dinamica mentale: tecniche di rilassamento e focalizzazione mentale finalizzate ad attivare i nostri meccanismi di autoguarigione, a migliorare il rapporto con noi stessi e con gli altri, a migliorare la nostra immagine interiore.

Il gradimento del lavoro fin qui svolto è stato espresso dai pazienti attraverso dei sondaggi telefonici di valutazione. I risultati sono stati di gran lunga superiori alle nostre aspettative. L’approccio fin qui descritto ci ha inevitabilmente condotto al di là della prospettiva riduzionistica e meccanicistica a cui la medicina ci ha abituati. Il medico di AMeC non intende essere un “riparatore di guasti”, ma desidera offrire al paziente le giuste informazioni (fisiche, biochimiche, conoscitive ed emotive) affinché egli stesso possa procedere verso la guarigione. Si potrebbe affermare che AMeC non si occupa di malattia, ma di salute. Non è suo scopo combattere la malattia, perché di questo si occupa l’oncologo. Intende migliorare lo stato di salute della persona ottimizzandone le risorse e rivolgendosi alla consapevolezza ed alla volontà di crescita interiore di ciascuno.

Si tratta di un’attenta opera di equilibrio che i nostri medici eseguono portando un grande rispetto ed una grande attenzione verso ciò che è stato già dimostrato pur tenendo d’occhio con grande interesse quello che (forse) è ancora da dimostrare. Del resto, Sant’Agostino definiva miracolo non qualcosa “contro natura”, ma qualcosa contro solo “ciò che è noto della natura.” Altre attività importanti ed instancabili di AMeC sono la formazione e l’informazione nell’ambito della complessità. Gli eventi fin qui organizzati sono una settantina e ne abbiamo in progetto altri sei entro la fine dell’anno.

Riteniamo importante diffondere la cultura della complessità e l’affluenza agli eventi ci dà ragione. Un recente studio afferma: “Evidenze scientifiche indicano come il tempo dedicato ad attività culturali diminuisca i livelli di ansia e di depressione, aumentando il benessere psicologico dell’individuo.” Ci piace far questo a tutti i livelli, espandendo il nostro raggio di interesse e trovando punti di contatto trasversali fra le diverse discipline, fedeli alla definizione di complessità che ci appartiene. In sette anni siamo cresciuti e continuiamo a crescere. Credo di poter affermare che, ormai, siamo ben radicati nel territorio del Friuli Venezia Giulia, ma siamo anche abbastanza conosciuti a livello nazionale. Abbiamo portato sollievo ad un migliaio di persone attraverso i nostri medici; qualche centinaio ha frequentato le attività collaterali; parecchie migliaia hanno partecipato ai nostri eventi. Abbiamo tanta strada da percorrere e questo rappresenta un incentivo. L’entusiasmo non ci fa difetto. Credo che abbiamo fatto un buon lavoro.

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