FONDI & PROGETTI PER CREARE IL PERSONALE DI DOMANI

MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO IPERSPECIALIZZATI SARANNO DISPONIBILI A BREVISSIMO. OCCORRE INVESTIRE IN PROGRAMMI DI STUDIO E NELLA CREAZIONE DI NUOVI MANAGER E OPERATORI DI ALTO LIVELLO CAPACI DI GESTIRE E SEGUIRE IL RITMO DI CRESCITA DELLA NUOVA INDUSTRIA

Ottantacinquemila nuovi posti di lavoro tra il 2016 e il 2018 nel settore ICT. E saranno anche ben pagati. Questo è quanto emerge dai dati presentati dall’Osservatorio delle Competenze Digitali, un progetto dedicato alla cultura digitale condotto dalle maggiori associazioni dell’ICT con la collaborazione del MIUR e del Ministero dell’Istruzione. Data analyst, data scientist, big data architect, esperti in Internet of Things, artificial intelligence engineer (e non solo) sono tra le figure professionali più richieste in Italia, così come all’estero. La mancanza di professionisti si fa, tuttavia, sentire: al momento, il sistema formativo italiano immette sul mercato pochi laureati in percorsi ICT, anche se solo nell’ultimo anno il numero di richieste nel mondo del lavoro è cresciuto del 26%. Il “Piano Nazionale Industria 4.0” rileva questo trend e prevede sostanziosi finanziamenti nell’ambito della formazione per rispondere adeguatamente alle richieste di mercato, sostenendo l’aumento del numero di studenti iscritti a istituti tecnici, Università e master dedicati alle tematiche legate all’Industria 4.0.

La necessità di aggiornare l’offerta formativa viene, inoltre, sottolineata da diversi documenti recenti, tra cui il rapporto sui Big Data del MIUR, il documento “The future of jobs” del World Economic Forum, il “Piano Nazionale Industria 4.0” ed altri. Big data, intelligenza artificiale,nautomazione, simulazioni, machine learning, calcolo computazionale, data science sono parole che faranno meglio, che già fanno parte della nostra quotidianità. Le competenze in questo settore non saranno necessarie solo nel caso di professionalità specializzate, ma diventeranno essenziali in ogni ambito. È in questo contesto che risulta fondamentale creare nuovi percorsi formativi, flessibili e dinamici come l’attuale società richiede. Proprio per far fronte a questa necessità è nato il progetto della nuova laurea magistrale in Data Science and Scientific Computing presso l’Università degliStudi di Trieste, con la collaborazione dell’Università di Udine, della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) e dell’ICTP (Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam). Il percorso formativo è coordinato da Luca Bortolussi, Professore Associato di Computer Science presso il Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università degli Studi di Trieste.

Il progetto della laurea magistrale in Data Science and Scientific Computing si inserisce perfettamente in questo quadro, avendo come obiettivo la formazione degli esperti del futuro. L’idea nasce dalla recente esperienza formativa del Master in High Performance Computing della SISSA di Trieste e coinvolge diverse realtà accademiche aziendali della Regione Friuli Venezia Giulia. Studiare a Trieste significa, infatti, entrare in contatto con istituzioni scientifiche e di formazione dilatassimo livello, andando a far parte del Sistema Trieste. Trieste è una città dotata di una grande concentrazione di enti e istituzioni scientifici e di un’elevata densità di ricercatori. La presenza di infrastrutture informatiche all’avanguardia come il super computer “Ulysses” è un altro punto di forza e permette a studenti e ricercatori di sviluppare tecnologie avanzate per il trasferimento diretto dei servizi alle imprese.

La laurea magistrale in Data Science and Scientific Computing si pone quale obiettivo la formazione di professionisti pronti ad affrontare le sfidedella moderna società digitale: esperti nell’analisi e nella gestione dei dati, in particolare big data, e nella modellizzazione matematica con applicazioni in ingegneria e in altri ambiti scientifici. Sarà una laurea internazionale, con lezioni in Inglese, rivolta principalmente ai laureati triennali in Ingegneria, Fisica, Matematica, Informatica e Statistica. Nei prossimi anni potrà anche ampliare l’accesso a laureati in altre discipline.

L’idea di inserire in uno stesso percorso due diversi curricula Data Science e Computational Science and Engineering restituisce un profilo originale, ma efficace: gli studenti avranno una solida preparazione in programmazione, calcolo intensivo, statistica, modellizzazione matematica, analisi e gestione dati affiancata ad un percorso pratico e legato al mondo del lavoro grazie ai tirocini in azienda. Per quanto riguarda le differenze, il primo curriculum sarà dedicato alla data science e rafforzerà le competenze in data analysis e machine learning per i big data; il secondo sarà focalizzato su scientific computing e su simulation-basedscience and engineering, con maggior enfasi sulla modellizzazione e sulla simulazione. Ci sarà, poi, la possibilità per ogni studente di frequentare dei corsi a scelta per rendere il percorso universitario unico e vicino alle proprie inclinazioni. In Regione non esistono corsi di laurea magistrale simili: gli unici della stessa classe geograficamente vicini sono il corso di Mathematical Engineering e il corso di Data Science dell’Università di Padova. La laurea in Data Science and Scientific Computing combina le due tipologie di formazione e crea contaminazione tra questi due ambiti per creare un profilo più solido di data scientist e di ingegnere matematico. Le aziende del settore supportano il progetto e le borse di studio “Training the specialists of the future” ne sono la dimostrazione. L’interesse è stato notevole. A riprova, per l’anno accademico 2017/2018 sono disponibili borse di studio per più del 50% degli studenti iscritti.

Queste prevedono un contributo economico, l’assegnazione di un tutor da parte dell’azienda sponsor e la possibilità di un tirocinio in azienda durante il secondo anno di corso. Le borse di studio saranno legate ad uno dei due curricula e saranno le stesse aziende a sostenere i colloqui con gli studenti per trovare il candidato più idoneo. L’interesse comune è quello di inserire gli studenti nel mondo del lavoro già durante il percorso di studi per formare figure professionali a tutto tondo, specializzate, ma flessibili ai cambiamenti continui che l’Industria 4.0 imporrà alla nostra società.

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