#Virus manipolati in laboratorio e mutazioni naturali. Dove avvengono questi esperimenti e perché. E cosa è avvenuto al laboratorio di #Wuhan.

Negli ultimi 25 anni si sono succedute varie epidemie: influenza aviaria, Sars, A H1N1, Mers e #Covid19. In tutte è stato ipotizzato il salto di specie come origine di queste nuove forme virali.

Cioè un processo di mutazione naturale del virus che da virus animale diventa virus umano. Nella maggior parte delle volte avviene esattamente questo, ma ci sono prove che anche gli scienziati stiano trasformando artificialmente alcuni virus, la maggior parte delle volte per scopi di studio, altre volte le motivazioni possono essere diverse. 

Nella trasmissione Report è stata presentata un’inchiesta del network franco-tedesco “Arte” che mostra alcune tecniche di manipolazione virale sperimentate in alcuni laboratori europei che hanno suscitato dispute all’interno della comunità scientifica con autorizzazioni poi rimosse e poi riconcesse da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Sono 40 i laboratori dove in Europa si modificano i virus per motivi di studio. Molti di questi hanno sicurezza BSL-4. Questa è il massimo livello di biocontenimento: i suoi criteri comprendono il filtraggio dell’aria e il trattamento delle acque e dei rifiuti prima che lascino il laboratorio; i ricercatori devono cambiarsi i vestiti e lavarsi sotto la doccia prima e dopo l’utilizzo delle attrezzature del laboratorio.  In Italia, l’unico laboratorio BLS-4 si trova all’Istituto Spallanzani di Roma. Il Covid-19, come i cugini Sars e Mers possono anche essere gestiti a livello BLS-3, quindi un gradino sotto al massimo livello di sicurezza e sono molti i laboratori nel mondo che potrebbero maneggiarlo.

La rigidità nel certificare i livelli di sicurezza è molto importante per la salute pubblica e per questioni anche di intelligence. I ricercatori dell’Erasmus Medical Centre di Rotterdam (Paesi Bassi), un centro Bls4, hanno prodotto una variante estremamente contagiosa del virus dell’influenza aviaria H5N1 capace di trasmettersi facilmente a milioni di persone, scatenando, così una pandemia. Se bioterroristi riuscissero ad impossessarsi di questo virus potrebbero uccidere milioni di persone.

Secondo quanto ha dichiarato il virologo Ron Fouchier, coordinatore delle ricerche in Olanda, sono sufficienti 5 modificazioni genetiche per trasformare quello che è originariamente un virus poco contagioso in un agente patogeno molto pericoloso. Queste operazioni vengono realizzate ufficialmente solo per carattere scientifico e per comprendere la natura dei virus in modo da poterla combattere con farmaci e vaccini. 

La domanda oggi da farsi è qual’è il compromesso fra sicurezza e conoscenza? Si, perché, in questi laboratori, incidenti sulle procedure di protezione avvengono spesso, negli ultimi 30 anni ne sono avvenuti almeno 450. Nel 2014 furono trovate fiale di vaiolo in una scatola di cartone in un centro di ricerca vicino a Washington. Nel 2015 per errore furono spediti campioni di antrace a nove laboratori americani. Il virus della Sars è sfuggito diverse volte dagli impianti ad alto livello di contenimento di Pechino. Tutti gli incidenti sono stati però prontamente notificati con la massima trasparenza a tutta la comunità scientifica internazionale. 

Il pensiero di tutti però, come è ovvio, si sposta al laboratorio di Wuhan in Cina, sotto i riflettori per le dichiarazioni di Trump che accusa i cinesi di non voler ammettere che il Covid19 è nato come esperimento di manipolazione virale ed è uscito da quel laboratorio volontariamente o accidentalmente. Accuse smentire dalla maggior parte degli scienziati e dall’intelligence americana che conferma non esservi alcuna prova di una falla nella sicurezza di questo laboratorio e che l’origine naturale del covid19 è ancora quella più accreditata. Il balletto di accuse di Trump e le repliche di Pechino sulle origini del Covid-19 però prosegue facendo sembrare il tutto più una mossa propagandistica elettorale di Trump per le prossime elezioni presidenziali negli Usa. 

Quello che è interessante conoscere, di cui poco si parla, è che americani e francesi per anni hanno finanziato esperimenti sui virus, anche quelli che forse a casa loro non potevano fare.  A Whan tutto cominciò quando i francesi nel 2004 avviarono la costruzione di un laboratorio di massima sicurezza per la ricerca dei virus animali, in particolare proprio i coronavirus provenienti da pipistrelli e la loro potenziale trasmissione agli esseri umani. Gli scienziati cinesi per anni vengono addestrati all’Istituto Jean-Merieux di Lione. Nel 2017 infine il Wuhan Institute of Virology viene inaugurato ma i cinesi tengono fuori i 50 ricercatori francesi che dovevano accedervi secondo gli accordi stipulati da Parigi. Il laboratorio viene comunque certificato come conforme alle norme e ai criteri di BSL-4 dal China National Accreditation Service for Conformity Assessment (CNAS). 

Nella vicenda si inseriscono alcuni scienziati statunitensi che nel 2018 ipotizzano carenze nella sicurezza del laboratorio. Lo segnala il Washington Post, che cita due cablogrammi diplomatici. Visto il rischio pandemico gli USA inviano Anthony Fauci in un’operazione di controllo nel laboratorio di Wuhan sotto l’egida dell’Oms. Fauci è l’uomo che Trump sta tentando di estromettere dalla task force incaricata di gestire la crisi coronavirus negli Stati Uniti, perché ha contraddetto l’ipotesi che il Covid-19 fosse stato creato in laboratorio in Cina. Lui è un esperto di virus ma anche di potere, è capo da 40 anni della sanità americana, consigliere di tutti i presidenti a partire da Reagan. 

In conclusione probabilmente è vero che nel laboratorio di Wuhan i virus vengono modificati, nella stessa maniera in cui avviene negli altri laboratori occidentali. Le sperimentazioni sul genoma virale sono procedure abbastanza diffuse, come del resto era stato descritto nel contestato servizio del TG Leonardo del 2015 e come il servizio di Report ha confermato in questi giorni per il virus H5N1. Ma questo non vuole dire che il Covid19 sia un virus modificato uscito da un laboratorio cinese. Questo perché abbiamo una serie di studi che ci fanno capire come il Covid-19 sia di origine naturale. 

L’università di Zhejiang di Shanghai aveva pubblicato già a gennaio 2019 sulla rivista Viruses e Nature Review Microbiology alcuni avvertimenti sulla presenza in natura di possibili coronavirus pandemici per l’uomo, cioè che avrebbero fatto a breve un salto di specie. Un anno prima della pandemia da Sars-Cov-2.

Il Covid19 era tra noi già a fine 2019, ma non da molto prima. Lo conferma lo studio del profilo genetico di oltre 7.500 campioni virali dell’University College London. Ma non solo, l’Istituto di Genetica Forense di Münster ha identificato tre varianti distinti del coronavirus attuale: una variante A ( la più simile al virus del pipistrello) diffusa in Cina e in certe aree dell’America e dell’Australia; una variante B, diffusa soprattutto in Asia orientale (compresa Wuhan); e una C, diffusa soprattutto in Europa ma anche in altre aree asiatiche. Varianti che presentano notevole differenze a livello di aggressività virale. Di queste varianti si conoscono anche i progenitori attivi sulle cellule animali, cioè coronavirus che non hanno ancora acquisito la capacità di infettare l’uomo ma che lo stanno per fare. Una specie di albero genealogico di antenati virali simili: nonno, padre, figlio, fratelli e cugini. Sembra quindi difficile che tutto questo nasca da un unico virus artificiale scappato da un laboratorio a fine anno 2019.

È anche da segnalare che questo progressivo allargamento dell’albero genealogico del coronavirus continua tutt’ora, ma avviene con mutazioni marginali e il virus appare sempre più o meno lo stesso. Attualmente vediamo che continuano a mutare solo alcune parti intorno ad uno “zoccolo duro” stabile dove si concentrano la ricerca di vaccini e Terapia. Inoltre queste mutazioni naturali sembra non lo stiano rendendo più aggressivo. 

In ogni caso quello che adesso dovremmo affrontare è analizzare le sfaccettature di tutto quello che è successo. Dobbiamo prendere coscienza dei danni causati dal commercio illegale di animali e parti di essi e dalle culture dove è concessa la promiscuità fra uomo e animale. Non dobbiamo dimenticare la reticenza della Cina a comunicare l’inizio dell’epidemia e la burocrazia dell’Oms che ha gestito malamente la crisi pandemica. Ma dobbiamo anche sottolineare la presunzione dell’uomo di voler agire su forme di vita così pericolose, rendendole ancora più aggressive, per dimostrare la propria forza in ambito scientifico. Una forza utilizzata da governi e superpotenze anche e soprattutto nell’ambito di strategie politiche e militari che poco hanno a che vedere con la salute ma molto con le armi di distruzione di massa, al pari degli ordigni nucleari, sia per quanto riguarda la sicurezza dei centri di stoccaggio che di pericolosità per tutto il genere umano. 


Massimiliano Fanni Canelles

Massimiliano Fanni Canelles

Viceprimario al reparto di Accettazione ed Emergenza dell'Ospedale ¨Franz Tappeiner¨di Merano nella Südtiroler Sanitätsbetrieb – Azienda sanitaria dell'Alto Adige – da giugno 2019. Attualmente in prima linea nella gestione clinica e nell'organizzazione per l'emergenza Coronavirus. In particolare responsabile del reparto di infettivi e semi – intensiva del Pronto Soccorso dell'ospedale di Merano. 

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