Stefania Zanutta

Stefania Zanutta nasce a Udine nel 1973

Sin da piccola nutre un grande interessamento nei confronti della creatività e trova la sua strada esprimendosi attraverso la pittura. Ciò che la interessa è il colore, il suo uso e l’accorpamento delle tinte. Inizialmente, ritrarre animali e paesaggi allena Stefania alle dimensioni e prospettive, nonchè a calibrare l’armonia del colore che poi, anche se con soggetti diversi, ritroverà nell’attuale percorso informale.

Dall’adolescenza fino ai 17 anni frequenta il Conservatorio in particolare i corsi di violino e pianoforte stimolando ancor più l’armonia e le pause in senso globale. Il percorso artistico di Stefania è anche arricchito dai tanti studi affrontati sulla storia dell’arte, in particolar modo è sempre stata attratta da Kandinsky e Pollock per la libertà di espressione nei confronti degli accademismi, con il conseguente raggiungimento dell’autonomia stilistica.

Nato il figlio Raffaele, la gioia di tutti, Stefania riprende il cammino che precedentemente i genitori avevano fatto con lei e lo coinvolge nelle proprie creazioni artistiche: alcuni dei suoi quadri difatti sono fatti a quattro mani.

I temi trattati nella poetica artistica della Zanutta approfondiscono i temi del mare e delle rose. Acqua parla di amore, è simbolo della madre, dunque le origini della famiglia, tema caro all’artista. L’attimo creativo diviene così parte e principio di esternazione di una forte emozione che deve assolutamente trovare sfogo.

Il mezzo pittorico è il modo migliore per esternare l’emozione che la Zanutta comunque prova nella sua quotidianità. Tante sono le situazioni che fanno vibrare o Pulsare d’Amore il suo cuore e la realizzazione di questi appunti avviene attraverso il pennello e la matericità apposta nelle stesse tele.

Passando poi alla tecnica e alla sperimentazione artistica, attuata attraverso questo ciclo di pittura, oltre all’incessante ricerca della luce, della trasparenza e dell’armonia del colore, ma anche della prospettiva e dei bilanciamenti armonici delle proporzioni, i materiali da lei usati come acrilici, cristalli, gessi, creano una bidimensionalità attenta all’insieme e illustrano emblematicamente anche i vari “stati d’animo” del mare stesso, quieto o visivamente agitato, visto dall’alto o riprodotto in uno spaccato descrittivo della sua essenza. Il continuo “urlo” alla vita e all’amore prende anche altra forma, quando la Zanutta, avuta una richiesta da un committente per l’esecuzione di un quadro da donare ad una coppia che festeggiava le seconde nozze, sceglie il tema dell’amore LE ROSE, per suggellare questo importante momento.

In base al colore usato per la realizzazione dell’elemento floreale l’artista esprime purezza, passione o civetteria. Le rose hanno uno schema ben preciso rispetto al loro posizionamento nelle tele, anche se seguono comunque la parte istintuale dal passaggio mentale alla realizzazione materiale. La Zanutta con la realizzazione del ciclo dedicato alle rose si diverte e attiva inconsciamente i giochi creativi fatti da bambina con la mamma e la sorella. Un ultima nota da sottolineare nell’arte della Zanutta è la sua firma, anche questa un simbolo, un cuoricino leggermente allungato con un occhiello sotto, lo stesso occhiello funge da spioncino ed invita il fruitore a guardare dentro al suo cuore filtrando tutto attraverso una “pulsazione d’amore”.

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