Carla Asquini

Carla Asquini nasce a Udine nel 1957. Gli studi artistici compiuti in America, sotto la guida del maestro ungherese Markos Lajos, la inseriscono immediatamente in una panoramica artistica di alto livello.

I temi trattati dall’artista, come le tecniche, sono vari, anche se la cifra espressiva è ben individuabile e matura grazie al ciclo dedicato ai fiori. La tecnica che lo caratterizza è l’acrilico, ma l’artista stessa contempla e sperimenta anche altre esperienze come l’uso della resina o di oggetti di recupero principalmente per la realizzazione delle sculture. Molteplici sono i soggetti sviluppati dalla Asquini lungo il cammino artistico che dura da più di trent’anni e muovono da argomenti legati al figurativo come fiori, paesaggi marini, natura marina, galli, per poi giungere anche, e con estrema maturità, all’arte informale.

L’intento di Carla attraverso la galleria delle immagini prodotte è quello di dare emozioni e di inserire l’osservatore all’interno di una natura incontaminata, una sorta di Eden visivo, fatto di purezza, profumi, luci e atto a trasmettere estrema distensione grazie all’armonia del colore e delle forme offerte. Il fondo scuro ospitante le silhouette morbide e delicatamente colorate dei fiori funge da accensione emozionale e rimarca ulteriormente la lunga e faticosa ricerca dell’artista sull’importanza della luce, sia sotto il profilo tecnico che di ricerca personale sulla spiritualità.

Altro elemento vitale per capire la puntigliosità e il gran risultato tecnico raggiunto dalla Asquini sono le velature. La sensazione visiva vellutata e leggera data ai petali dei fiori rappresentati, la carnosità e la pienezza di materia vivente che contraddistingue ogni piccolo particolare nella composizione ragionata è ottenuta con grande e incriticabile maestria. La tavolozza si riempie di colori monotoni ricercati e accuratamente riprodotti dall’intrinseco cromatismo congenito della natura, accarezzata dalle varie e non bloccabili metamorfosi di luce date dallo scorrere del tempo. Qui, occasionalmente, l’uso timido dell’oro, in alcune composizioni, diventa fondate e aggiuntiva chiave di lettura nell’opera.

Il fiore in sé è uno degli argomenti più difficili da affrontare e riprodurre in pittura, a causa della naturale trasparenza e leggerezza, ed è difficile da tradurre visivamente a causa della pastosità caratteristica del colore prescelto. I fiori sono un paradigma della condizione umana, un tema che appassionò l’epoca barocca e assunse varie forme dall’interesse di tipo scientifico alla creazione di splendidi giardini.

Attraverso il fiore l’artista esprime segni nuovi, nuovi colori, nuovi modi di concepire lo spazio della tela, nuove pennellate. Nuovi canoni di espressione difficili, veramente difficili da interpretare frutto di una sovrapposizione continua di strati velati di colore e attenta calibratura delle luci e delle ombre, atte a non appesantire la leggerezza, acquosità e la vita interna del petalo ritratto.

Il processo creativo così va direttamente dal pensiero alla tavolozza sino ad arrivare alla forma inglobata nella tela come anche nelle sculture avvolte dalla resina.

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