Ponte Carasco e Morandi. Due crolli a confronto

Manutenzione è una parola sconosciuta (o quasi) sulla penisola italiana. Ogni qualvolta la distruzione di una struttura causa la tragedia, infatti, il primo capro espiatorio è l’inadempienza dei gestori verso la messa in sicurezza. Tuttavia, come sempre accade il clamore emerge solo quando il crollo genera un alto numero di vittime. Soltanto in questi casi si iniziano a recepire le inadempienze nella cura di determinate opere e si proclama lo stato di allerta. Per dare prova di ciò mettiamo a confronto i due crolli avvenuti nella regione Liguria: quella del ponte Morandi lo scorso 14 agosto e quella del ponte Carasco, caduto nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2013.

Ponte Carasco

Partiamo da quest’ultimo. Era l’autunno di cinque anni fa e la regione Liguria era nella morsa di un violento nubifragio. Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre, nei pressi della provinciale 225, un’improvvisa bomba d’acqua ha causato il cedimento del ponte Carasco, costruito proprio sul torrente Sturla. Per fortuna al momento del crollo, il traffico sulla provinciale era decisamente moderato e per questo tra le vittime sono state rinvenute solo due persone: Gino Gattorna di 68 anni e Claudio Rosasco di 45 anni, precipitati con la loro auto nel torrente Sturla.

ponte carasco

Credits photo: genovatoday

Ponte Morandi

Diverso è il caso del crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto intorno alle ore 11.38. Iniziamo a considerare il giorno, il 14 agosto. Come tutti gli anni, si tratta infatti di una giornata da bollino nero per il traffico autostradale: tra chi decide di tornare nel paese di nascita per le ferie e chi invece prenota una vacanza si formano sempre lunghe code, in particolare su alcuni tratti autostradali.

Tra questi quello dell’A10 che collega Genova a Ventimiglia, al confine con la Francia. Attorno alle 11 erano quindi migliaia gli automobilisti in coda nei pressi del ponte Morandi. Per quest’ultimo si era già segnalata la necessità di interventi di manutenzione. Due dei piloni, il 9 e il 10 (di cui il primo ha causato il crollo) avevano infatti già presentato segni di cedimento. Tuttavia nessun tipo di precauzione era stata messa in opera.

ponte morandi

credits photo: ligurianautica

Immediatamente dopo il crollo del ponte, le vittime erano quindi già decine. Istantaneo è stato quindi lo stato di allerta da parte del governo, che ha rivolto le prime accuse di imperizia verso “Autostrade per l’Italia”. Non solo.

Gli esiti delle inchieste

Trattandosi di un incidente di gravi dimensioni, si è richiesto l’immediato risanamento di tutti i ponti e viadotti a rischio. Una ricerca del Codacons ha dimostrato infatti che sarebbero all’incirca 50 i ponti e viadotti a rischio. Tra questi, il Viadotto dell’ A6, località Ferrania, all’interno del comune Cairo Montenotte, che si trova proprio nella regione ligure. Sembra infatti evidente lo stato di carbonatazione del cemento armato con molti ferri di armatura ormai in superficie.

Se una tale reazione fosse emersa anche dopo piccoli incidenti come quelli del ponte Carasco, probabilmente al posto delle macerie ora sull’A10 ci sarebbe un ponte di ultima generazione e le vite di decine di persone non si sarebbero spezzate così crudelmente.

Sul caso del ponte Carasco, le inchieste invece si sono avviate in sordina e senza l’intervento dei principali organi di governo. Inoltre sono terminate quattro anni dopo, nel maggio 2017, con la totale assoluzione di tutti gli imputati: i dirigenti Pietro Bellina e Stefano Cianelli e i funzionari Renzo Garbarino e Gino Delucchi. Tra le motivazioni di questa scelta, da parte del giudice Fulvia Maggio, vi è innanzitutto  l’insufficienza di prove a carico degli imputati.

Occorrerà ora verificare se lo stato di emergenza servirà davvero a risanare tutti i ponti in Italia e prevenire altre tragedie.

Maria Grazia Sanna
Nata a Sassari il 14/08/1991, attualmente studio Comunicazione pubblica e d'impresa a Bologna e scrivo per Social News cercando di trovare connubio tra teoria e pratica. Appassionata di viaggi, cultura e politiche, ricerco sempre nuovi stimoli nelle esperienze quotidiane e in quelle all'estero. Ho vissuto in Francia come tirocinante, in Belgio come studentessa Erasmus e a Londra come ragazza alla pari ma questo è solo l'inizio.

Maria Grazia Sanna

Nata a Sassari il 14/08/1991, attualmente studio Comunicazione pubblica e d'impresa a Bologna e scrivo per Social News cercando di trovare connubio tra teoria e pratica. Appassionata di viaggi, cultura e politiche, ricerco sempre nuovi stimoli nelle esperienze quotidiane e in quelle all'estero. Ho vissuto in Francia come tirocinante, in Belgio come studentessa Erasmus e a Londra come ragazza alla pari ma questo è solo l'inizio. 

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