LUIGI MASIN

Nella panoramica dell’arte contemporanea chi si distingue per tracce segniche e proposizioni stilistiche d’effetto ha la possibilità di cavalcare l’onda della notorietà, questo sicuramente accade al nostro autore Luigi Masin che arrivato alla piena maturazione del suo abbecedario artistico propone, attraverso pittura, scultura e gioielli un’ampia gamma di temi e linguaggi artistici, frutto di un’appassionante ricerca conseguita nell’arco di cinquant’anni di entusiasmante lavoro. Artista poliedrico dalla curiosità e stupore nei confronti dell’arte avvolta sempre dal mistero/bambino che lo trasporta all’onniscenza di ciò che lo circonda e pedetemptium a raggiungere i livelli più alti di dialogo con i propri fruitori e con se stesso.

L’arte è allegoria della purezza e del candore del proprio vissuto, risonanza di certe intrecciate psicologie che dall’intimo si intrecciano e si espandono a livello universale, è quel ticchettio del “pennello” che agisce nell’animo umano. Masin è testimone del suo secolo pragmatico cantore del bello.

Nell’opera di Masin tutto viene carpito nel respiro della natura e appuntato su di un supporto, il sacco, difficile da dominare a causa delle sue naturali nervature e diversità nell’assorbire armonicamente la stesura del colore ad olio, ne escono delle pennellate materiche che danno un effetto di tridimensionalità all’impianto stesso. Le pennellate così accuratamente stese esprimono tutta la foga della creatività e la necessità profonda dell’artista di esprimersi senza parola, il risultato ottenut è una composizione poetica composta da un lirismo travolgente e tante volte spiazzante.

La rettitudine espressiva così raggiunta e trasposta anche nelle opere scultoree, eseguite in bronzo con un gusto e una delicatezza emblematica, va ad infrangere il peso del materiale con il quale le sculture sono state lavorate, ed eviscera la palpitante energia unita al messaggio positivo designato e generosamente offerto all’astante. La dea della creatività non abbandona mai Masin e ogni opera che germoglia dal suo intimo, porta con se un continuo processo di maturazione e una propria intrinseca maturità. A volte l’artista sottrae al figurativo i contorni o le delimitazioni che stringono la figura per darle forma riconoscibile e ne scarcera informalmente il colore. Lo studio attento sulle forme e sullo spazio attuato dall’artista prevede un progetto mentale che vede compenetrarsi: costruzione, ricomposizione e invenzione originale.

La tecnica è sempre più raffinata grazie alla  creatività in costante evoluzione che si proietta e si lancia verso una più libera e matura concezione dell’arte. Masin è fortemente attratto dagli impulsi vitali delle sue materie e il risultato che ne scaturisce è il dialogo intonato in bilico tra reale e immaginario, si fondono così le due anime dell’arte composte da progettualità e naturalezza dell’atto artistico che, in particolar modo, è condotto dall’istintività e dunque senza regola.  Gli assidui e lenti flussi emozionali compiuti con rigore e passione tra le tele e i colori, ritraggono: natura, paesaggi, laguna veneta, l’uomo e la donna e attraverso un fraseggio che va fuori dal tempo, pone al centro della ricerca il felice rapporto instaurato con ciò che lo circonda. Per questo dalla pittura di Masin non si evincono tensioni irrisolte ma riflessioni profonde sulla vita e liberamente si svela un vocabolario di relazioni energiche unite alle esperienze vissute e ne viene suggerito tacitamente, il valore del ricordo, della memoria e della rievocazione, visto che l’unica coscienza dell’uomo e della sua sostanza è la memoria stessa. Ammirando i paesaggi di Masin e immettendoci fisicamente nella sua opera, al nostro spirito sarà permesso peregrinare e stabilire il confronto tra cielo e terra, il passo poi è breve e quando saremo rapiti dalla matericità del colore capiremo che tra mare e cielo non c’è confine come non c’è confine alla nostra fantasia. L’artista stesso sa lasciarsi guidare dalla meraviglia dello sguardo per giungere al miracolo della trasfigurazione, proprio in questo istante si compie il ragionamento e la conclusione del ciclo creativo l’istante della stesura e resa del colore sulla tela. In ogni pennellata appuntata si vede e si sente l’intensificazione non solo emotiva ma anche visiva provata dall’artista stesso.

Masin enuncia a favore dell’arte e del suo personale sentire queste illuminanti e profonde parole: “Sensazioni, sensazioni ed ancora sensazioni …! E, quello che io ho provato guardando lo specchio d’acqua della laguna veneziana: sogno o realtà? Il paesaggio non esisteva più, cancellato da un tramonto che tutto travisava in una luce propria e riflessa dove il cielo e l’acqua della laguna veneta erano trasformati  in un vibrante  cromatismo. Il sole era appena tramontato e l’orizzonte era di un irreale fantastico dove l’infinito poteva avere una sua dimensione. Sono le vibranti sensazioni di luce e di colore che io ho provato e che, travalicando la mia espressione artistica, ho sempre rappresentato nella mia opera collegata a questo tema. Il disegno non esiste più e lascia posto a sole pennellate di colore intrise di vibrante luce, e invia un messaggio profondo e inno alla bellezza della natura che, più di ogni arte ed artista, è essa stessa un’opera d’arte impareggiabile”.

Il palpitare puro di questa rivelazione spirituale accompagna l’opera eseguita dall’artista, le spatolate riassumono ogni respiro di una catarsi intima, di una ricerca personale che va oltre la materia, di una spiritualità dell’arte che avvicina agli apici della fede del credere fermamente in qualche cosa e in ciò che si fa. Da qui Masin trae la forza e spinta vivificatrice che verrà adagiata con estrema passionalità in ogni atto creativo, esso sia espresso attraverso la pittura, scultura o gioielli. La retinica istantaneità dei colori come i blu intervallati dai gialli, i bianchi che offrono spunti di luce e di riflessione sono l’acme di ogni personale attività spirituale.

Talvolta la stesura del colore ricorda i coriandoli cromosomatici alla Seurat, o coglie le trasparenze dei paesaggisti veneti, per le sculture invece custodisce l’eleganza delle sculture alla Degas, ma tutto ciò è solo esperienza filtrata e tonante in una personale e singolarissima caratteristica che andrà a formare la cifra espressiva riconoscibile dell’artista. Lo stupore dei sensi e dell’anima ci sorprende talune volte in un momento di sospensione metafisica e sembra che il tempo in quel momento si sia fermato per donare nell’atto del recupero paesaggistico e figurale l’intima emozione dell’artista. L’essenzializzazione e la geometria delle forme danno idee prospettiche e allusini riferibili al mistero delle cose. Le opere acquisicono un fascino muliebre quando riproducono le curve dell’acqua, delle gondole e delle cupole delle chiese. Questa eccitazione cromatica viene chiusa in un’orditura spaziale e allude ad una continuità ideale.

La luce scorre come un fluido e rappresenta una condizione assoluta, una linfa vivificatrice, si incrocia e s’adagia producendo effetti d’ombra e luce sulle pitture e sculture e dà vita esuberante alla quarta dimensione, la dimensione spirituale, ecco la chiave di lettura di tutte le opere di Masin che si svela e che attraversa la nostra emozionalità.

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