The Harvest: la denuncia del caporalato nell’Agro Pontino

Gurwinder è originario del Punjab, ma lavora come bracciante delle serre dell’Agro Pontino e vive con la comunità Sikh in provincia di Latina. Hardeep è una mediatrice culturale, nata e cresciuta in Italia da genitori indiani.  Lei cerca il riscatto dai ricordi di una famiglia emigrata in un’altra epoca, mentre lui è costretto ad assumere sostanze dopanti per sostenere i ritmi di lavoro e inviare i soldi in India.

Sono loro i due protagonisti di The Harvest, un docu-musical girato a Latina, Sabaudia e Nettuno tra gennaio e settembre 2017. Il film mostra la vita delle comunità Sikh dell’Agro Pontino e, per la prima volta, il loro lavoro. Gli uomini sono impegnati soprattutto come braccianti agricoli nella zona e sottoposti a dei ritmi lavorativi insostenibili. Sono costretti infatti ore e ore sotto il sole cocente, senza pause, per una paga che è attorno ai tre euro l’ora. Una condizione che, unita agli episodi di violenza e umiliazione, li può portare a fare ricorso a sostanze stupefacenti.

The Harvest racconta una condizione che emerge ogni anno in Italia con l’arrivo della stagione estiva. Non è però una situazione saltuaria, bensì un sistema collaudato che coinvolge una manodopera imponente attraverso la quale si realizzano profitti da milioni di euro.

Un dossier di In Migrazione Onlus li ha chiamati i “nuovi schiavi” di una società che si definisce civile e un Paese democratico. L’isolamento sociale e culturale di questi uomini è marchiato dalla non conoscenza della lingua italiana, dei diritti dei lavoratori e dei servizi socio-sanitari cui è possibile accedere. Tutti elementi che comportano l’accettazione silenziosa dello sfruttamento che sfiora la riduzione in schiavitù, spiega il dossier.

La realtà dell’Agro Pontino è diversa dalla situazione che si può trovare nel resto delle campagne italiane, dove l’impiego dei lavoratori avviene a chiamata. Qui invece i braccianti rappresentano una manodopera costante per periodi lunghi, una sorta di “esercito fidelizzato”, racconta un altro dossier di In Migrazione Onlus chiamato “Sfruttati a tempo indeterminato”. Gli imprenditori si servono di questo esercito utilizzando un metodo che permette loro di aggirare i controlli. Le buste paga e i contratti di lavoro sarebbero infatti in regola. In realtà, il bracciante risulta impiegato solamente due giorni al mese. Le rimanenti ore sono invece pagate in nero dal padrone, così viene chiamato il datore di lavoro, con un compenso che, se avviene, non sfiora nemmeno quello previsto dalla legge. Non hanno ferie, non hanno diritti, ma ubbidiscono e lavorano.

The Harvest racconta la loro vita utilizzando una forma artistica innovativa che unisce lo stile del documentario, quello della fiction e del musical, accompagnato dalle coreografie delle danze tradizionali punjabi. Espedienti utilizzati per narrare una realtà brutale caratterizzata da problemi che sono all’ordine del giorno. “Abbiamo voluto partire da una piccola storia per tracciare un panorama più ampio”, ha spiegato il regista Paco Mariani, ma “la vera sfida del film è cercare di fare tutti insieme un passo in avanti”. Non basta mostrare solidarietà verso chi subisce situazioni del genere. “È importante capire”, continua Mariani, ”che tutte le nostre storie, anche individuali, sono legate a meccanismi di precarietà lavorativa ed esistenziale”.

Il film è nato su impulso di SMK Videofactory, una casa di produzione indipendente nata a Bologna che si occupa principalmente di temi sociali, che nel 2016 aveva lanciato un crowdfunding per sostenere il progetto. Già premiato in diversi Film Festival in giro per il mondo, il film ha iniziato a gennaio il tour nelle sale italiane.

 

Alice Pagani
Alice Pagani, nata a Verona il 21/06/95. Attualmente studente di Scienze Politiche, Relazioni Internazionali, Diritti Umani presso l'Università degli Studi di Padova.
Da sempre lettrice accanita, amante di lingue, culture e nuovi posti da scoprire.
SocialNews mi permette di coltivare la passione per la scrittura, applicando, allo stesso tempo, gli studi universitari.
Cosa sono per me i diritti umani? Tutti quei diritti che spettano a ognuno in quanto essere umano presente sulla Terra, non sono ammesse discriminazioni.

Alice Pagani

Alice Pagani, nata a Verona il 21/06/95. Attualmente studente di Scienze Politiche, Relazioni Internazionali, Diritti Umani presso l'Università degli Studi di Padova. Da sempre lettrice accanita, amante di lingue, culture e nuovi posti da scoprire. SocialNews mi permette di coltivare la passione per la scrittura, applicando, allo stesso tempo, gli studi universitari. Cosa sono per me i diritti umani? Tutti quei diritti che spettano a ognuno in quanto essere umano presente sulla Terra, non sono ammesse discriminazioni. 

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