Grazia Maria Massa

Il percorso artistico di Grazia Massa, artista-poetessa-scrittrice udinese, è veramente interessante, affascinante e completo.

Grazia Massa è legata all’arte sin dalla più tenera età.

Il suo dirompente interesse verso svariati argomenti dell’arte e la sua curiosità, la portano a frequentare corsi presso la Libera Accademia della Città di Cividale dove sperimenta varie tecniche artistiche.

Importantissima, nella sua formazione è stata l’adesione per otto anni ai corsi d’arte figurativa tenuti dal Centro Internazionale di Grafica di Venezia.

Le sue esposizioni, sia personali che collettive, si fanno sempre più “dense” dal 1999 ai giorni nostri.

La poetica artistica di Grazia è fatta di intimi ricordi e di vibrazioni personali dell’anima consegnateci sottoforma di parole in rima, racconti e pittura.

Grande e fondamentale fonte d’ispirazione per l’artista è sia il quotidiano vissuto, fatto di piccole cose, che la grande importanza dei viaggi fatti nel suo lungo percorso di vita.

Delicata nella stesura del colore e nell’uso di varie tecniche artistiche come: acquerello, gouache, olio, affresco, tempere, pigmenti e pastelli ci regala, attraverso l’esecuzione dei suoi paesaggi campestri o lagunari, attimi di sospensione metafisica dove ogni spettatore può, attraverso la sua sensibilità, sospendere il pensiero e godere dell’incantevole sensazione di pace data dai paesaggi ritratti.

L’interpretazione dello stato d’animo di Grazia si fa profondo ed incisivo quando deve denunciare, attraverso la pittura, le varie violenze che subiscono le donne nelle guerre, dentro le mura domestiche o nella società in genere.

Il nudo diventa un “vestito” di messaggi drammatici che si spoglia davanti al fruitore in modo profondamente emblematico e libero.

In questo filone d’arte della Massa c’è una profonda partecipazione tra il quadro e lo spettatore; quando l’artista completa il viso della donna il fruitore sembra essere sempre osservato, indipendentemente dalla posizione che assume di fronte all’opera, nasce così un dialogo profondo e sincero tra le due parti.

Al contrario, quando l’artista omette i particolari dal viso e lascia allo spettatore solo l’ovale della figura, lo porta automaticamente a completare o vedere ciò che vuole all’interno di quell’ovale.

Sicuramente la prima sensazione vedendo questi quadri è d’angoscia, un’angoscia però meditata e voluta intensamente dall’artista come suo messaggio di protesta e personale partecipazione a questi gravissimi fatti.

L’ancestrale passione per il mare di Grazia la porta a Venezia e proprio nella Venezia l’artista trova, sin da giovane, una grandissima fonte d’ispirazione per la sua arte.

Essa parte da un figurativo per arrivare ultimamente ad una visione di Venezia astratta.

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